La censura, le denunce, le liste dei libri proibiti, dei monumenti che ricordano uomini illustri ed eroi del passato che hanno concorso al bene dell’Umanità e delle persone indesiderate, cancellano le nostre radici e la nostra memoria.
Categoria: Editoriale
Editoriale Millecolline. L’Italia è ritornata papalina
Oggi non si crede più a nessun senso della vita e della morte. Gli esempi che ci vengono forniti quotidianamente parlano solo di “soddisfazione” dei beni e delle esigenze materiali. Non dobbiamo più avere una testa per pensare come ci ricordava il grande Montaigne, ma una grande “pancia”, in cui depositare l’ingordigia fatta di stupidità, di ignoranza, di velleità, di vacuità.
Editoriale Millecolline. Vi aspettiamo! Non mancate!
Gli italiani hanno smesso di parlare la lingua italiana da quando siamo stati invasi e contagiati da questi generi prodotti dalla degenerazione del “racconto filmico” che ha sovvertito le sceneggiature tradizionali con gli effetti speciali
Editoriale Millecolline. Mi ritorna in mente quando si viveva all’antica
Un paese dei balocchi, un bel paese di ben godi. Ma la cosa più deprimente è che tutti pensiamo allo steso modo, tutti desideriamo le stesse cose, tutti vogliamo divertirci, tutti siamo omologati, uniformi, appiattiti e tutti capiamo allo stesso
Editoriale Millecolline. Il disagio di essere giovani oggi
Questa ostentata voglia di vivere nascondeva il male oscuro della solitudine, dell’insoddisfazione, della mancanza di futuro, di motivazioni, d’impegno sociale, morale e professionale. L’analfabetismo ritornò nuovamente diffuso tra le nuove generazioni insieme alla dispersione scolastica ed alla riduzione sensibile del numero degli studenti universitari e dei laureati. (il più basso tra i Paesi europei)
Editoriale Millecolline. Informare per disinformare
Il villaggio globale dei mass media non ha emarginato la carta stampata, ma lo ha condizionato ai suoi ritmi, alle sue brevità, ai suoi messaggi criptici, tronchi, ridotti a telegrammi costruiti da alfabeti personalizzati. Il giornalista italiano, in particolare, non comunica per fare informazione, ma comunica per disinformare, per offrire segni indecifrabili, fantasie narcisistiche, autocompiacimenti, vanità e presunzioni sconfinate.
