L’Editoriale Millecolline di Franchino Falsetti. Abbiamo perso il senso della Vita

Editoriale della domenica

L’Editoriale Millecolline

Pubblicato il 06/09/2026

Abbiamo perso il senso della Vita

A settembre si dovrebbe ricominciare, rinnovare nuovi entusiasmi, guardare con fiducia il futuro, avere voglia di riaprire i cassetti dei sogni da realizzare.

A settembre si dovrebbe ripartire per ripulire le autostrade dell’innovazione, del progresso, della modernizzazione.

Questo avveniva nel secolo scorso. Tutto si rinnovava e tutto si ricreava per favorire migliori scelte sociali e culturali per un benessere rassicurante per i cittadini italiani.

Non entro nel sottobosco degli antichi vizi e perversioni del potere che dall’antichità muovono i destini dell’Uomo e dell’Umanità, ma della solare vitalità che ha stimolato, nelle epoche passate, l’operosità e l’inventiva produzione dell’homo sapiens.

Tutto questo, in particolare, dagli anni post Covid è andato smarrito, cancellato e l’uomo sta vivendo una nuova globalizzazione, in cui si è sviluppata la cultura e la produzione tecnologica e le sue suggestive e radicali applicazioni.

Si è modificato il mondo del lavoro, il suo reclutamento e le sue finalità. Dalla scuola all’industria il condizionamento legato alla riduzione delle risorse umane, al diffuso woke (pensiero unico), in sei anni dalla Pandemia abbiamo cancellato e rattoppato i nostri precedenti modelli di vita.

Viviamo nella solitudine dell’automatismo e nelle imitazioni di mondi passati per soddisfare le vanità e le vacuità individuali o di gruppi in cerca di “invisibili” notorietà.

Un esempio evidente e costante è rappresentato dalla componente politica della Società a diversi livelli: da quelli locali a quelli nazionali.

Il Parlamento, ormai, un parco del gioco delle parti: si interviene per contrastare la maggioranza senza contrapporre progetti e contenuti motivati alternativi e, quindi, non si decide nulla per salvare il nostro Paese, invaso dalle multiculture, con migliaia di sbandati, con pericoli giornalieri per la sicurezza di ogni cittadino.

Nessuno si rende responsabile di questo  smarrimento generazionale e della avanzata di sub culture che stanno minando la nostra identità italiana e repubblicana.

Ogni giorno si leggono le stesse cose: uccisioni, accoltellamenti, femminicidi, polemiche costruite ad hoc, dichiarazioni di vari protagonisti della vita pubblica per riempire le colonne dei giornali: i vari talk show che sono lo stupidario a confronto tra la tv pubblica e privata.

Mentre aumenta la preoccupazione di un vero clima di guerra, abbiamo chi si preoccupa di declamare che a destra votano i poveri di spirito e d’istruzione. Senza entrare nella povertà di questa insignificante dichiarazione, basterebbe pensare che il nostro Parlamento, tranne alcune eccezioni, fino agli anni settanta era composto da onorevoli con la quinta elementare.

Bologna ha avuto un grande Sindaco Giuseppe Dozza con la quinta elementare.

Con questi argomenti non si fa molta strada e così chi ripete in ogni legislatura ciò che è stato proposto dalla parte avversa o viceversa. Una agonia storica che ha tolto il piacere di vivere: si è spenta la partecipazione alla vita pubblica.

In compenso sono aumentate le sagre, i Convegni vetrina, i premi più disparati, l’over turismo del taglierino e le manifestazioni violente ed anti democratiche per alimentare odio e rancori contro le strutture artistico-storiche ed i luoghi dei servizi pubblici ed i suoi difensori.

Ma il piacere di poter camminare sereno sotto i portici, in via Rizzoli o in qualunque altro angolo della nostra città, non c’è più, anzi, direi, ci è vietato. Il valore della piazza è stato cancellato, come le libere aggregazioni e le piccole agorà bolognesi, per esempio, non esistono più.

Esiste la mensa popolare, i ritrovi per perdere il tempo libero e non per ritrovarlo. E così si è perso il piacere di ricominciare, di avere fiducia in una vita migliore ed educante.

 

Franchino Falsetti    

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