Editoriale Millecolline. Verso il Vuoto

Editoriale

L’Editoriale Millecolline

Pubblicato il 18/09/2022

Verso il Vuoto

Mancano, ormai, pochi giorni alle fatidiche elezioni politiche del 25 settembre prossimo e lo slogan finale che possiamo lanciare, senza arrecare offesa a nessuno, non è: verso il voto, ma verso il vuoto.

È stata una maratona costellata di mille variabili e ripensamenti, aggiustamenti, litigi senza riserva, veleni a go-go, fango sui candidati e suoi lori capi lista, anche storici, insomma nulla è stato risparmiato e tutti sono stati e sono contro tutti. Le vacanze degli italiani sono state delle scelte forzate, un po’ per evadere da questa canea immonda, un po’ per dimenticare ciò che ci aspetterà dopo le elezioni, un governo di salute pubblica per far quadrare i bilanci economici, e riparare i guasti delle scelte forsennate, senza alcuna cultura politica, che ci hanno visti ancora schiavi dell’Europa, della NATO e degli USA.

Dico questo, non perché debba sentirmi schierato da una parte o dall’altra, ma per ricordare, che contrariamente a quanto è accaduto per la Germania, principale attore della nefasta seconda guerra mondiale, l’Italia, continua ad essere penalizzata, al punto di essere considerata una Nazione a rimorchio, senza alcuna vera autonomia, sia nei settori dell’economia che in quella dell’intera produzione: da quella industriale a quella energetica, agricola-alimentare, militare.

L’Italia non è più il paese del bengodi, ma un paese a prestito, dove alla fine chi sceglie sono gli altri, invisibili, determinanti per misurare i nostri livelli di crescita e limitarne le decisioni ed i confini di libertà. Le campagne elettorali di cui si sono riempite centinaia di pagine dei quotidiani ed hanno inondato la distensione estiva dei mass media e social vari, hanno parlato di niente. Perché il niente è stato comandato: l’inesistenza dei partiti hanno ulteriormente consentito questa operazione di livellamento delle menti e di pianificazione della ignoranza politica.

Nessun programma strutturato, una sorta di “manifesto programmatico” per come cambiare la vita agli italiani (in meglio), è stato predisposto; tutti gli esponenti delle armate (miracolate) nominate sul campo in questi ultimi anni, spudoratamente, si sono presentati in televisione, in interviste sui media per quello che sono: dei semplici iscritti alle liste di collocamento.

Perché questa è stata la campagna elettorale: una bizzarra campagna per gli acquisti, dimenticandosi che il 90% dei candidati (vecchi e nuovi) sono conosciuti dagli italiani, alcuni li abbiamo visto persino invecchiare e continuano, poiché incapaci di essere altro, a saltare gli steccati delle domestiche ideologie di gruppo e personali. Nessun progetto organico sulla Cultura, sull’Istruzione pubblica, sulle Scuole ed Istituti d’Arte, di Musica, di Teatro, di Cinema: Progetti per un rilancio dei Beni Culturali e Museali. Nulla di tutto questo.

Le scuole continuano ad occuparsi del Covid e delle mascherine; la Cultura in generale è stata sostituita dai Festival e dalle manifestazioni popolari (il ritorno alle mangerecce sagre paesane) ed il settore artistico, musicale, cinematografico, teatrale, museale trasformato in “red carpet” e biennali con il vento in “poppa”. Le donne, vengono reclutate e collocate dappertutto, altro che vittimismo femminile!!! Quegli invisibili che non temono alcuna ritorsione, governano l’Italia del non mai morto gallismo, con la presenza spudorata e rampante della donna (giovanissima) senza veli e senza vergogna. Anzi ostentano la loro bellezza e la loro arroganza come veri passepartout per rientrare in simulate carriere…

Quali valori ci offrono queste calcolate operazioni che confondono la Mostra di Venezia con la vitale importanza delle prossime elezioni? Il Festival dell’Unità (si spera l’ultima edizione, data la chiusura definitiva della gloriosa testata) che continua la sua cultura gastronomica mescolata con vecchi arnesi nostalgici e pattuglie assetate di medaglie, targhette, davanti un pubblico cabarettistico, che cosa ha prodotto per queste elezioni? I contesti storici sono finiti anche per questi raduni di sbandati ed autoreferenziali in cerca di personale notorietà.

Questo non è un invito a…, sono semplici riflessioni, molto parziali, che servono per comunicare la gravità della nostra situazione politica e l’incapacità a poter rimettere a studiare chi vuol governare gli italiani. Oggi la scelta è molto difficile e non è più pensabile il vecchio consiglio di turarsi il naso e votare.

È scomparsa persino la possibilità di scegliere.

Questa elezione del 2022 rimarrà alla storia più buia del nostro Paese, poiché è stato negato agli italiani il diritto di sapere, di conoscere, di poter scegliere. L’ignoranza totale ha prevalso, la vanità ed il carrierismo politico hanno creato il nuovo protocollo professionale: il cittadino ha registrato la caduta della democrazia.

Nell’urna il voto è segreto, ma più segreto è ciò che non riusciamo a prevedere per i prossimi mesi, comunque andranno queste taroccate ed inutili elezioni. La preoccupazione nasce proprio perché il voto (fiaccola della libertà) è stato sostituito dal Vuoto.

 

                                                                    Franchino Falsetti

 

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