Editoriale Millecolline. E’ Natale non badare spazzacamino…

Editoriale

L’Editoriale Millecolline

Pubblicato il 25/12/2021

 

E Natale non badare spazzacamino

Questo Editoriale, guardando il calendario, è molto speciale. Oggi è Natale e non ho potuto trascurare di scrivere i miei sinceri Auguri, anche a nome della Redazione di Millecolline, e rivalutare una piacevole e toccante canzone, il cui testo è dell’indimenticabile e geniale Renato Rascel. Attore, comico, musicista, inventore di dialoghi surrealisti ed esilaranti.

Un vero mattatore di grandi qualità. Ma, da molto tempo dimenticato, come se non fosse mai nato. Io che lo ricordo come un vero protagonista preferisco omaggiarlo con questo piccolo testo natalizio insieme a Claudio Villa che ne fu un delicato, partecipato e sensibile interprete.

Questa sua triste e dolce canzone calza pienamente la fragilità della nostra tormentata epoca ed i desideri che rischiano di sciogliersi come un fiocco di neve.

“[…] E’ Natale, non badare, spazzacamino,

ogni bimbo ha un focolare

e un balocco vicino,

io mi accosto per giocare quando un bambino

mi dà un urto non toccar, va a spazzar il camin. […]”.

 

E’ un breve stralcio del lungo testo poetico, ma, certamente, uno dei più toccanti. In poche righe si sono sintetizzati i sentimenti naturali dell’uomo, quelli che vivono di ricordi, di memoria e di struggente nostalgia. La canzone non è stata scritta durante il tempo di Dickens, dove lo spazzacamino era una delle miserabili attività riservate ai bambini, ma nel 1955, quando ancora si respirava aria di incanti, di meraviglie, di sogni e di una certa comprensione verso i meno fortunati.

Io ricordo, a questo proposito, il disastro dell’alluvione del Polesine (1951). Ci fu una vicinanza e partecipazione commovente: noi bambini delle scuole elementari, per esempio, venimmo mobilitati come se fossimo protagonisti della “protezione civile”: vestiti, scarpe, maglioni, magliette, grembiuli, stivaletti, coperte di ogni tipo e prodotti alimentari. Nessun considerò questa immane tragedia come semplice fatalità.

Dai più piccoli ai più grandi, tutti fummo a fianco, come per l’alluvione di Firenze, alla povera gente ed alla disperazione di perdere ogni piccola  parte di sé stesso: casa, libri, oggetti, la propria quotidianità, il proprio mondo. E la canzoncina di Rascel cade proprio a proposito: uno sguardo alla tristezza, alla diversità sociale, alla solidarietà e sognare ugualmente, come dirà in seguito, ricordando che la sua mamma è soltanto la neve.

Noi in questo giorno di Festa e di gioia non dimenticheremo nessuno, proprio perché non siamo più ai tempi di Cirillo, bambino viziato e memorabile “attore” di alcune famose strisce del “Corriere dei Piccoli“ di un tempo aureo e  lontano. Oggi viviamo nuove ristrettezze, nuovi pericoli, nuove visioni della Vita. Un tempo di radicali cambiamenti e di inesorabili cancellazioni di tutto ciò che abbiamo conosciuto e che sono state le ancore della nostra sopravvivenza. Viviamo tempi bui, insicuri e di forti deprivazioni morali ed intellettuali. Dobbiamo riconquistare i nostri valori!

Dobbiamo evitare che il tradizionale Natale come il giorno del Ringraziamento americano siano a rischio e non si trasformino in una cartolina ricordo, come quelle che si collezionano per non dimenticare le invenzioni fantastiche e consolatorie che hanno amato ed incantato l’immaginario collettivo di tante generazioni.

                                                                                                                                                                           Franchino Falsetti

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