CATTIVI PENSIERI: la stanza degli orgasmi

La stanza degli orgasmi

Cattivi Pensieri di Franchino Falsetti

Pubblicato il 16/09/2021

 

Mi sono rifiutato di parlarne nel libro a puntate “L’arte che verrà…”, libro alla fine che l’amatore come l’esperto potrà trovare motivi di riflessione, di argomentazione, di storia, di pensieri, di idee, di cultura, di trasformazioni, di negazioni, di strane metamorfosi. Ma non si troverà nulla che il giornalismo tam tam diffonde su ciò che non solo non è arte ma è offensivo a chiunque voglia cerca una possibile giustificazione.

Nelle settimane scorse, su due giornali con cronaca bolognese (Il Resto del Carlino, il Corriere di Bologna) e sulla nota Rivista d’Arte Artribune nazionale, sono apparsi lunghi articoli con immagini, di cui una è qui riprodotta, di una nuova “eccellente”, presa a prestito da vari clip esistenti e da film in cui il sesso e suoi effetti sonori sono i pezzi d’onore da registrare, anche se simulati.

Siamo nel puro divertimento dell’ eccitazione sessuale per tutte le età in cui l’autore o l’autrice (senza ignota) dichiara di aver messo “in pratica” gli studi di un noto degenerato della psicanalisi W. Reich. Abbiamo superato ogni limite di follia, non di creatività.

Sigmund Freud, padre della psicanalisi e scopritore in modo intelligente del sesso e della sessualità, a partire dalla prima infanzia, diceva, riferendosi alle varie esperienze scientifiche, che non si può passare attraverso  il “discredito della ragione”. La ragione, sosteneva, è “l’unica via che possa condurci alla conoscenza della realtà esterna”. Ed ancora sosteneva che “la ragione è l’unica via che possa condurci alla conoscenza della realtà esterna”.

Quale ragione è contenuta in questo gabbiotto di “sussurri e grida”? Con quali insegnamenti? Il sonno della ragione non partorisce più mostri ma intelligenze fosforescenti” .

Questa ennesima installazione dell’artista Norma Jeane  –  il vero nome di Marilyn Monroe  – è lo pseudonimo di un artista non precisamente identificato (ispirata agli studi, le ricerche di Wilhem Reich: suoni, sostanze e luci stimolano il piacere degli ospiti).

L’accesso è consentito esclusivamente a una persona per volta per un massimo di 15 minuti. Questo accumulatore orgonico è stato a suo tempo una feroce parodia  Woody Allen nel suo film, Il dormiglione, (Sleeper, 1973), chiamandolo Orgasmatron.

Pertanto niente di nuovo e tutto all’insegna di potenziare quell’ideologia, ormai fallimentare e deleteria, che vuole filosofare sul “corpo”, sui “piaceri solitari del corpo” continuando anche una serie di libri, per fortuna  non molto diffusi in Italia, come I dialoghi della vagina e  Il lamento del prepuzio.

Questo dispositivo Orgasmatron Redux, è stato collocato a Bologna, città di gloriosi Primati, alle Serre dei Giardini Margherita.

                                                                                                                                                                                                                      Franchino Falsetti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.