Un video ricordo di quando arrivò a Bazzano
Franco Fontana
Pubblicato il 31/08/2026
Un anno piuttosto triste questo 2026 per quello che riguarda i fotografi con carriere insostituibili: il 29 agosto ci ha lasciato anche Franco Fontana.
Ci ha lasciato l’ennesimo testimone di un tempo in cui si poteva costruire una carriera partendo dalla categoria “fotoamatori”, in un paese di provincia, per poi scalarla con caparbietà, immaginazione, cultura, esperienza e visione fino a diventare un riferimento estetico internazionale.
Avete notato che non è stata nominata alcuna Accademia Fotografica come sembra essere necessario ai tempi d’oggi?
Quanti fotografi (almeno due generazioni) hanno provato ad imitare lo stile essenziale, la ricerca delle linee nella natura e nelle città, la colorimetria che sapeva trovare quel fotografo di Cognento (Mo)?

Ricordo che in una intervista a Franco Fontana, dedicata ai primi anni della sua ricerca visiva, ebbe l’occasione di raccontare gli anni in cui trascorreva i fine settimana correndo da Modena fin verso le distese di campi dell’Italia del sud per poi riportare a casa le prime immagini di paesaggio. Quelle che iniziarono a renderlo famoso. Fontana raccontava che spesso faceva queste “spedizioni” italiane in compagnia di amici fotoamatori ma, al ritorno, tutti si chiedevano come avesse fatto a vedere quegli scorci che nessuno aveva visto nonostante gli fossero stati sempre accanto.
Avete notato che ho scritto che esistevano i fotoamatori?
Fateci caso, i grandi fotografi che stanno scomparendo e che sono via via dimenticati (per esempio, chi si ricorda di Helmut Newton, Leonard Freed, Ernest Haas…?) non sembra siano stati affiancati da altrettanti fotografi contemporanei (soprattutto nella durata della loro carriera) e, secondo quanto vedo, la “colpa” risiede nel pubblico che è diventato inesistente oltre che indifferente, quindi, a cosa serve impegnarsi a fotografare; per chi lo si fa oggi? A tutti i livelli artistici d’altronde.
L’impoverimento estetico innaturale che stiamo vivendo ha creato immagini “immaginarie” che non tengono conto della luce ma della sola velocità di esecuzione e diffusione. Una corsa verso il basso insomma.

In un “nuovo” mondo estetico amatoriale dove ciò che era il fotoamatore è stato sostituito da un acquirente, sempre più alla caccia dell’ultima tecnologia da sfoggiare, è normale che la qualità si vada via via rarefacendo fino a esondare nell’acquisto di un telefonino “che fa tutto lui con foto bellissime”.
Sul termine “bellissime” non voglio addentrarmi perchè ho già abbastanza haters e non ne voglio aggiungere altri…
Insomma, non sto attendendo lo sbocciare di nuovi nomi del panorama fotografico ma un nuovo pubblico che sia curioso, non autocensurante e non convinto che per fare fotografie occorra l’attestato accademico.
E ora ecco il nostro vecchio video di Millecolline in cui Franco Fontana venne a farci visita all’epopea del Mese della Fotografia a Bazzano:
Testo e video di Roberto Cerè per Millecolline
