Approfondiamo la poetica di Venus in vinis
Potremo parlarne con Serena Vestene il 22 Agosto a Bazzano
Pubblicato il 19/08/2026
Torniamo con piacere ad occuparci della “nostra” autrice veronese ormai adottata bazzanese Serena Vestene, che sarà ospite del “Giardino di parole” di Millecolline il prossimo sabato 22 agosto con la sua ultima opera “Caratteri Verdi – anime linfatiche” (CTL Edizioni, 2025), sul tema degli alberi.

Torniamo a occuparci di lei, al di là dell’imminente evento che la rivedrà protagonista, per dedicarci ancora una volta alla sua precedente raccolta di poesie “VENUS IN VINIS”, pubblicazione uscita nella collana poesia di “Creazioni MiRè” nel 2023, e che sta infatti facendo parlare ancora di sé per aver colto una chiave nuova di veicolazione.
Dopo aver raggiunto viticoltori (tra cui, il primo in assoluto, l’ampelografo, vignaiolo, poeta e pittore Giorgio Erioli di Monteveglio, autore della prefazione), cantine ed eventi in villa, gallerie d’arte e studi di architettura, osterie e bar, nonché librerie sensibili al tema dell’erotismo, di recente si è avviata sempre più prepotentemente verso una strada fatta di comunicazione, formazione e sensibilizzazione sul tema della sessualità anche nella sfera della disabilità.

Ci riferiamo alla presenza di Serena, in veste di relatrice, al recente Festival “NO TABOO” del 20 e 21 giugno allo spazio DAS di Bologna, organizzato per il secondo anno consecutivo dal Presidente e fondatore del Comitato Lovegiver Maximiliano Ulivieri; un Festival dedicato alla sfera sessuale e alle indagini sulle sue molteplici espressioni senza pregiudizi, un percorso che ha interessato vari aspetti in sfaccettati e diversi interventi, tra i quali quello di Serena domenica mattina, alla presenza anche della Rivista Millecolline, portando la sua esperienza di tirocinante O.EA.S. e il suo lavoro sul potere della parola.
“La sfida è stata quella di proporre la poesia, e in particolare la mia poesia erotica; come chiave di avvicinamento comunicativo empatico; come catalizzatore di emozioni e immaginazione; come strumento per superare le differenze di codice, le remore e le difficoltà di avvicinarsi a questo argomento per poter esprimere in una modalità alternativa sé stessi e la realtà; come suggestione e riscoperta del desiderio”.
Una sfida accolta anche dal comitato organizzativo, che si è trasformata in quaranta minuti di interessante esposizione davanti a un pubblico attento e partecipe, con domande e richieste di approfondimenti.

“Partiamo proprio dal presupposto che la carica sessuale è una tensione: tensione nel senso di energia, di un motore che ci muove nelle nostre fasi di trasformazione più profonde. Perché l’attrazione erotica è difficile o impossibile da ignorare o controllare, perché la sua forza è quella di riuscire a spostare due poli e di sedurli, facendo loro vivere un’esperienza evolutiva, una qualche scoperta di sé di lati ancora nascosti, ombre ancora da illuminare, forze creatrici che vogliono essere riconosciute e come tali portarci fuori da una situazione ferma. E proprio qui entra in gioco la parola : “non so come dirlo? Proviamo in poesia!” – Tra giochi di suono, evocazioni di senso, metafore e allegorie, si arriva a stemperare quella naturale tensione nell’affrontare certe delicate questioni con persone al di fuori del contesto e dell’ambito conosciuto, come può essere un operatore esterno, e a pronunciare e formulare una serie di fantasie e voglie che avvicinano sempre di più la meta della scoperta di sé e di dove inizia l’altr*”
Serena la conosciamo soprattutto per la sua peculiarità stilistica del tautogramma, che punteggia ormai trasversalmente tutte le sue opere seppur toccando tematiche diverse, e anche la sfera erotica è interessata da questo effetto sonoro ed enfatico significativo per far passare meglio un messaggio.

“Un esempio su tutti è però la lirica “Il sesso delle nuvole”. Forse a un primo ascolto il senso di una poesia nel suo complesso può sfuggire; forse può non arrivare del tutto nemmeno al terzo, al quarto ascolto o alla decima lettura. Ma qualcosa che si smuove c’è, e vi potrei portare esperienze dirette vissute con entrambe le persone disabili che ho seguito nel mio percorso di tirocinante. Tutti infatti sanno cos’è una nuvola – e proprio nella disabilità si tocca quello che scrivo qui: si vorrebbe essere “corpi senza corpo” – ossia corpi senza “quel corpo” – provare “libertà e beatitudine a ridosso dei prati” . E questo è un bel punto dal quale partire. Liberarsi dei preconcetti, diventare noi stessi ipotetiche nuvole “senza sosta obbligata”, percepire che il nostro corpo può assumere un’altra forma, un altro approccio, può essere parte di un universo di nuvole bellissimo.
A distanza di qualche mese dall’evento Serena ci parla di un effetto positivo, di un’esperienza arricchente, e di un feedback promettente anche da parte anche di professionisti in materia, tra i quali una sessuologa e psicologa di Bologna, che ha iniziato a utilizzare il contenuto poetico del suo libro “VENUS IN VINIS” con i suoi pazienti come strumento di lavoro clinico e, nello specifico, l’utilizzo della poesia erotica come lavoro splendido sul desiderio, come possibilità di leggere, riprendere, sentire e condividere il desiderio in una forma delicata, raffinata e eterea (E.V.).

“Si tratta di un primo concreto passo verso uno sbocco sociale, verso un riconoscimento degli effetti benefici, curativi e migliorativi sulle persone in maniera più clinica e tangibile che mai, come già ci insegnò Alda Merini nella sua esperienza del manicomio. Come se poi, appunto, la poesia ne avesse mai avuto bisogno ..”
Non dimentichiamo che una poesia contenuta nel libro dal titolo eloquente “Disabilitai” aveva già ricevuto il secondo premio all’edizione 2023 del concorso “L’essere armonia”, per “aver affrontato il tema della disabilità non come ostacolo, ma come superamento dei propri limiti reali, un’apertura verso nuovi orizzonti, che va oltre la propria disabilità, e che porta a considerare le relazioni umane in maniera più autentica”
Un ennesimo riscontro questo, quindi, che torna a emozionare in nuove energie meravigliose, che può dare nuova linfa a un libro nato per amore della poesia, per un urgenza di scrittura, per contrastare la supremazia ormai capillare e prevaricante del pensiero scientifico su tutte le altre forme di approccio a qualsiasi realtà, e che proprio da quel mondo pare ricevere l’apertura per una sorellanza di intenti.
“Mi auguro di poter ripetere questa esperienza, di poter portare questo approccio alla sfera erotica anche in altri contesti”, conclude Serena.


