Editoriale della domenica
L’Editoriale Millecolline
Pubblicato il 07/06/2026
È vietato pensare
La settimana scorsa ho atteso invano il mio Godot che mi aiutasse a capire cosa si nascondesse dentro una notizia, in una informazione, in tutto ciò che ci comunica la realtà dello stare e dell’essere cittadino responsabile.
Ho scoperto che oggi si procede per identità e per esclusione.
Non bisogna capire: è meglio raccontare.
Non bisogna pensare è meglio tacere.
Ecco questo Editoriale cercherà di citare alcuni recenti episodi in cui pensare liberamente o con autonome riflessioni si rischia la perdita della propria identità morale e professionale.
Confesso di sentirmi non solo a disagio ma, fortemente, preoccupato perché anche una semplice osservazione come il far notare che non bisogna gettare la carta in terra si può prendere una coltellata!! O sentirsi minacciato a vita.
Il bullismo fisico si è esteso anche nei nostri spontanei modi di esprimerci anche con qualche parola colorita, che fa parte del nostro costume italiano che ama l’esagerazione ma non la malvagità.
Una lunga storia ereditata dalle nostre lontane origini ricche di modi di dire più o meno salaci e di frasi idiomatiche che ci distinguevano e, avviene tuttora, tra il Nord e il Sud. Pensiamo ad Orazio a Giovenale od a Marziale. Tutti campioni di eleganza stilistica ma con vario lessico senza intenzioni dell’offesa ma di caratterizzare vizi e virtù del cittadino romano nelle varie manifestazioni pubbliche.
Il tutto con una certa dose di ilarità: pensiamo alle commedie di Plauto che trasformavano anche la volgarità come fosse un tic per essere ben accolto, un modo per rompere la monotonia e la noia dei rapporti abitudinari.
Nulla può essere definito offensivo o poco rispettoso.
Al massimo può sorprendere che certe espressioni, non usuali, possano non considerarsi espressioni eleganti, di tono ossequioso, convenzionale alle visioni servili e di maniera. Ma nulla di drammatico da prevedere atteggiamenti ostili, di censura e di totale emarginazione dai contesti sociali. Non ci sono istigazioni al vilipendio, alla mortificazione dell’altro o delle varie personalità.
Qui si aprirebbe il magnifico capitolo della satira (sociale e politica), ma non è il nostro caso.
In questi giorni si sono verificati episodi alquanto allarmanti, di cui intendo dare qualche informazione, senza contro canto.
“Lo sceneggiatore di Topolino Roberto Gagnor è stato licenziato per var battibeccato sui social con alcuni lettori. Lo sceneggiatore della Val di Susa scriveva storie di Paperi e Topi dal 2003. “I lettori vanno rispettati”, ricorda il direttore di Topolino, Alex Bertani (la Repubblica, 5 giugno 2026)
“L’europarlamentare polacco Grzegorz Braun, osa alzarsi e dire una verità scomoda al Parlamento Europeo:” Smettete di fingere di aiutare l’Ucraina, Prolungando questa guerra con armi e miliardi, state solo sacrificando altro sangue ucraino e distruggendo il futuro del Continente”. Il microfono viene spento all’istante, Parla nel vuoto, mentre la sua voce viene cancellata davanti a tutta l’Europa. […] (t.me/SaDefenza)
E poi le dichiarazioni dello storico cantautore De Gregori, lo scrittore Erri De Luca sulle vicende delle guerre in corso con riferimenti a Gaza che ha provocato “defezioni e polemiche. Salerno Letteratura divide gli intellettuali. Il no a Erri De Luca all’evento inaugurale provoca forfait, solidarietà allo scrittore…”. (la Repubblica, 5 giugno 2026).
E mi fermo qui, scusandomi di certe incompletezze, dovute allo spazio che è opportuno utilizzare. Ma è certo che questo atteggiamento ha sostituito il bel noto “Lei non sa chi sono io?”.
, per sentirsi, obbligato, ad essere condizionato ed ubbidiente al potere rappresentativo ed Istituzionale.
È inutile dare del “fascista” tra politici non allineati, è opportuno cominciare a considerare che, forse, il fascismo, nelle sue peggiori ostentazioni, stia ritornando, in modo democratico.
Franchino Falsetti
