Editoriale della domenica
L’Editoriale Millecolline
Pubblicato il 31/05/2026
I problemi sono gravi basta raccontarli
Questo Editoriale non entrerà nel merito specifico di ciò che ci dimezza la nostra Vita e le nostre aspettative. Non ho intenzione di aggiungere ennesimi commenti ed effimere divagazioni. Intendo sedermi aspettando il mio Godot.
Con questo intendo dire che sta diventando insopportabile che tutto ciò che accade è solo motivo di retorica bizantina e sfoggio quotidiano di liberi pensieri liberatori.
Abbiamo sostituito le Accademie con le Associazioni e tutti gli associati, paganti la quota annuale, si sentono “cattedratici” di lungo corso e la loro vocazione continua l’intrattenimento letterario boccaccesco. Siamo seduti permanentemente in una di circolo, un tempo definito “pensatoio”, oggi, meglio, libera aggregazione di buoni pensanti.
I problemi che attentano la nostra quotidianità si rincorrono, si ripetono, si rendono complessi, ci sovrastano e ci condizionano. Ma dai giornalisti ai governanti il filo rosso e conduttore è quello di produrre brevi racconti per ogni problema: elenco di consigli, peggiorare gli eventi perché non vogliamo risolvere le difficoltà, ma trasformare la realtà in favolette per passare le nottate e ritrovarsi tutto nella girandola del nuovo giorno.
Come accade leggendo i giornali: “Paura di camminare per strada insonnia e ricordi ossessivi – modenesi in coda dallo psicologo” (la Repubblica, 23 maggio 2026 – rf. al grave episodio della macchina, guidata da Salim El Koudri che, sabato scorso, ha investito passanti su un tratto di via Emilia a Modena).
Mi viene in mente la frase immortale di Flaiano: “La situazione è grave ma non seria “. Ecco il ritornello italiano: tutto è grave ma nulla di serio. E quindi si può procedere con superficialità, improvvisazione, per citazioni sbagliate, ricorrendo alla Costituzione, maneggiando codici di ogni procedura penale e civile, trovando appigli, scuse, attenuanti, perché nessuno è colpevole.
Ma tutti vanno dallo psicologo!!!!!
Non è il caso di affrontare il problema: importante è parlarne e discuterne ad libitum. Intanto le case vengono svaligiate, occupate, si muore ogni giorno accoltellati, la paura si diffonde e si tende sempre più a rifugiarsi in casa (per quel che vale).
Altra allarmante notizia: “In 35 scuole di Milano più stranieri che italiani”. (il Giornale, 24 maggio 2026) Altro articolo (importante), ma nessuna preoccupazione da parte delle Istituzioni. Cosa si insegnerà in queste scuole? E perché non affrontare un progetto di ristrutturazione, di ridistribuzione, di qualità di insegnamento, di risoluzioni equilibrate perché alla fine non divengano dei ghetti come negli USA?
Quali vantaggi offrono situazioni di questo genere alla città di Milano ed ai suoi cittadini?
E per rimanere sempre nella nostra scuola disastrata, il caso dei professori aggrediti ed insultati (fuori dalla scuola) da studenti stranieri di cui abbiamo visto il filmato girato dagli stessi, che non intendono sporgere denuncia. E così la pensa il Provveditore di Parma. (Corriere della Sera, 26 maggio 2026).
Dopo le prime dichiarazioni buoniste, sembra che verranno adottati provvedimenti disciplinari. “La scuola educa anche quando sanziona. Questi comportamenti sono intollerabili”. (Provveditore di Parma e Piacenza Andrea Grossi).
L’episodio è gravissimo e avrebbe dovuto avere ben altre risoluzioni (un professore è stato preso a cinghiate). La scuola non assolve, non è un luogo di confessioni e di tolleranze per la propria incolumità o compiacenza. La scuola è una Istituzione educante, formativa e rigorosa nei suoi ordinamenti e nel rispetto (soprattutto) degli insegnanti, studenti e del personale coinvolto.
Gli insegnanti non devono tacere, né sentirsi succubi di forme ricattatorie, e neppure sentirsi nel Paese dei balocchi.
Sono ancora seduto e Godot non verrà a spiegarmi perché la nostra Repubblica (80 anni) è fatta solo di carta, di leggi e leggine come in nessun altro Paese al mondo.
Perché insieme al pensiero-divagante-onnivoro non seguano le azioni? Perché tollerare queste nuove forme di delinquenza che limitano le nostre libertà, con la semplice definizione di “seconda generazione”?
E perché non seguono i fatti? Il Paese (Italia) degli Azzeccagarbugli declama, protesta, manifesta, urla, siede coi potenti e non provvede a ciò che può corrodere, deturpare, snaturare la dignità, l’identità, i valori, i diritti di un popolo al quale si fa credere che le targhe sullo scranno di Matteotti siano sufficienti per cancellare un vecchio e scellerato regime.
“A saper ben maneggiare le gride, nessun è reo, e nessuno è innocente”. (Il dottor Azzecca-garbugli – sull’arte di manipolare le parole)
Franchino Falsetti
