L’Editoriale Millecolline di Franchino Falsetti. Democrazia e politica non cercano la Verità

Editoriale della domenica

L’Editoriale Millecolline

Pubblicato il 12/04/2026

Democrazia e politica non cercano la Verità

Ormai il mondo dell’informazione ha straripato i suoi argini e, senza tregua, travolge ogni libertà individuale e collettiva.

Tutto questo smottamento ha, lentamente, reso nebuloso, impalpabile i livelli di conoscenza, come la veridicità delle informazioni, la loro attendibilità, la loro rilevanza nel saper evidenziare contenuti e finalità dei fatti accaduti.

Gli effetti sono nel calo sensibile della vendita dei giornali, nel non avere alcun interesse rispetto alle “informative” o continue “richieste rivolte al Governo a spiegare ciò di cui si parla, di qualche episodio decontestualizzato o, semplicemente, pretestuoso. È possibile che il Parlamento sia stato trasformato in uno sportello dove si chiedono spiegazioni?

I parlamentari, durante il giorno, di cosa si occupano? Cosa studiano? Come preparano i loro interventi? Che tipo di conoscenza hanno delle funzioni del Parlamento? È impossibile pensare ad una democrazia dove non si esprimano, compiutamente e responsabilmente le proprie convinzioni, le proprie idee, i propri programmi, le inevitabili alternative argomentate e ben strutturate?

Il Parlamento è il luogo del confronto, della dialettica politica ed ideologica, delle diverse interpretazioni di ciò che si vuole affrontare e delle decisioni da adottare per formalizzare nuove leggi o modifiche a leggi precedenti.

In poche parole il Parlamento è stato istituito per legiferare ed il dibattito tra maggioranza e minoranza deve essere articolato per rendere esplicito i percorsi legislativi o di programma governativa e non nascondersi dietro il fortino di carta pesta come quello ripetutamente  attivato per le solite insulse spiegazioni, occasione per la minoranza per attivare atteggiamenti di aggressività ed indossare gli abiti logori di una contrapposizione urlata di opinioni scontate, giornalistiche dell’istante e prive di ogni idea pensata e partecipata.

Un tempo il Parlamento era il luogo dei discorsi (Carducci, Salvemini, Croce, Amendola, Sciascia, De Gasperi, Pajetta, Saragat, La Malfa, Einaudi, Nenni, Berlinguer, Moro, Pannella, Craxi, ect…) che argomentavano i contenuti di una proposta di legge e si aprivano anche inevitabili dissensi ma con altrettanta capacità discorsiva e propositiva (nel rispetto dell’Istituzione e del ruolo politico che ogni parlamentare identificava).

Non era una piazzola, un mercatino rionale, come oggi si è caratterizzato.

Il Parlamento sede della Democrazia, della nostra Democrazia che è stata, a sua volta, logorata da alcuni decenni ed ha perso la sua fondamentale caratteristica: ricerca della verità.

Come tutti ben sappiamo molti sono gli episodi che non sono chiari: nascondono dettagli importanti, vengono silenziati o relegati nelle penombre, per evitare di scoprire la verità, le motivazioni, le menzogne di cui sono avvolti.

A che serve spiegare se non si conosce? Se non si ha consapevolezza di ciò che accade, anche di ciò che sembra non far parte delle nostre esigenze conoscitive. La Verità è rivelazione delle dinamiche, dei motivi con cui si compiono atti e misfatti.

Per essere formati cittadini ed orgogliosi della propria carta d’Identità “di cittadino italiano”, bisogna essere parte integrante della Comunità, del popolo italiano e delle Istituzioni che lo rappresentano. Anche in questi tristi tempi di guerra, di non chiarezze diplomatiche, di assenze strategiche incomprensibili, di atteggiamenti di ostilità politica senza alcuna chiarezza.

Solo attivismo, processioni liberatorie, violenze verbali e fisiche, minacce, confusioni su come non si deve conoscere.

La cultura (con la c minuscola) fatta di bastoni, chiodi, bombolette e lacrimogeni, ha sostituito la Cultura (con la C maiuscola) fatta di Idee, di Responsabilità e di Verità nel rispetto della trasparenza e della formazione di un nuovo Umanesimo.

La Pace vuole dire, soprattutto, questo: saper vivere in Società non per essere un algoritmo, ma un vero protagonista progettista di giustizia, di benessere per tutti, di solidarietà e convivialità.

Franchino Falsetti

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