CATTIVI PENSIERI. Basta parlare…

Inviti ad abbandonare il pensiero unico

Sono considerazioni come fossero Cattivi Pensieri per chiedersi altro: siamo tutti colpevoli ?

Pubblicato il 11/10/2022

Basta parlare

È un titolo che contiene un doppio senso: del semplice aprir bocca oppure un invito categorico al virtuoso tacere.

Il lettore potrà scegliere, ma certo che io desidero togliere questa ingenua ambiguità e riflettere su ciò che sta infestando il mondo della comunicazione: parlare ovunque, senza idee, senza saper argomentare, senza documentarsi, un nuovo ferale venticello che si chiama raccontare a tutti i costi: dalla guerra, al gossip (pettegolezzo), dalle finte schermaglie politiche, alle notizie shock della quotidianità, dagli eventi domestici, alle rivelazioni intime infarcite di sesso, di gastronomie varie, di vere spoliazioni della propria persona e della propria personalità .

Gli esempi riempiono non più i giornaletti rosa, ma le pagine di gloriosa storia giornalistica come il Corriere della Sera (che ha dedicato di recente due intere pagine alla “lectio magistralis” della Venier. Una lunga ed ossequiosa intervista curata dal giornalista onnivoro Aldo Cazzullo. Gli aggettivi metteteli voi). E così, sempre sulla carta stampata continue pagine dedicate a protagonisti del mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento come: alla cantante-cuoca Orietta Berti, Iva Zanicchi, Fiorello, Blasy-Totti, Banfi e tutto il noir carpet della nullità protetta e premiata dalla famosa abbrunita stella Negroni.

Come si può notare le donne sono quelle che dominano in queste forme di esternazioni e di coatta popolarità. E le donne sono le presenze visibili ed invisibili in ogni settore della produzione locale e nazionale, in particolare nel mondo della comunicazione, dello spettacolo, dell’intrattenimento e della disseminazione informativa in ogni angolo della terra con ruoli di inviata, di antropologa, di sovrintendente ai beni culturali, ai musei, alle pinacoteche, ai Saloni espositivi, Festival tra i più noti e meno noti, nel settore dell’Editoria come scrittrici, giornaliste, filosofi, politici, amministratori, commentatrici, conduttrici, scienziate, per arrivare alle forze di polizia e militari.

Tutte protagoniste di un mondo di parole.

Con questa alluvione del femminile e del femminismo emulativo (riformato e rivisitato), difficile sarà scrivere un libro come quello di Scalfari, che ricordava gli incontri di lavoro e di idee in Via Veneto, per cambiare la Cultura partitica italiana. La donna notoriamente ciarliera e loquace (lo stereotipo della vecchia comare e pettegola), forse, meglio degli uomini sa parlare senza sosta come gli annunci pubblicitari, ma come il serpente di memoria biblica, più che dire, sibila…

 

                                                                                                                                                                       Franchino Falsetti

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