Oltre il visibile; P.H. WERT e Paola Zorzi espongono a Milano

In Galleria Circuiti Dinamici dal 10 al 29 aprile 2022

Oltre il visibile una collettiva a due

Pubblicato il 20/04/2022

Non sono potuto andare a Milano per essere presente all’inaugurazione della mostra che l’amico P. H. WERT ha tenuto in Galleria Circuiti Dinamici ma, per fortuna, ecco spuntare tre clip grezze girate con un telefonino che riguardano la mostra Oltre il Visibile. A questo punto ho provato ad assemblare il montaggio con il materiale ricevuto ed ecco il risultato che sono riuscito ad ottenere.

A seguito del video troverete anche il testo critico DI Sonia Patrizia Catena riguardante i quadri esposti da P. H. WERT

 

 

P. H. WERT

Sistemi di relazione dalle sottili variazioni 

Lettura critica di Sonia Patrizia Catena 

“Bisogna ritrovare le ragioni per riguardare le cose da un punto di vista formale, ritrovare il significato delle cose, ricominciare a guardare le cose”. 

Giorgio Morandi 

I meccanismi, gli ingranaggi dalle ruote dentate, le viti e i bulloni sono i protagonisti determinanti e imprescindibili delle opere di P.H. Wert. Un artista metodico e attento ai dettagli che si avvale di acrilici e oli per una tecnica iperrealista dosata e controllata dalle forme ricercate e dalle finiture accurate. La sua produzione artistica conserva una specifica cifra stilistica, dalle sottili variazioni, riconducibile ad un unico grande progetto denominato Meccanismo del pensiero circolare, in cui la figura del cerchio cela il concetto di eterno ritorno e di circolarità del cosmo e della vita. 

Se da un lato la percezione del lavoro di P.H. Wert appare condizionata da significazioni convenzionali, già viste e conosciute, che si frappongono alla nostra visione ed escludono la sorpresa; dall’altro la sua ricerca pittorica rende visibile l’inafferrabile e cerca di sollecitare riflessioni e processi mentali nell’osservatore. Occorre, infatti, riscoprire il significato sotteso di questi moduli costruttivi che rischiano di essere percepiti rapidamente come mera oggettività e materialismo o accumulo ordinato di meccanismi compressi in un’unica visione estetica. Un ciclo pittorico influenzato non tanto dalla progettazione meccanica – seppure l’artista dal punto di vista biografico abiti nella cosiddetta Motor Valley – quanto dalla filosofia e dal pensiero di Ralph Waldo Emerson basati sulla figura del cerchio, sulla natura inviluppata in circoli e l’esistenza umana caratterizzata da un cerchio disegnato all’infinito. 

In questi vortici e circoli il nostro sguardo è catturato e trasportato in una composizione senza tempo che racchiude in sé un equilibrio estetico perfetto, caratterizzato da corrispondenze tra gli opposti e dal dialogo fra il molteplice e l’unità, fra il tutto e le parti. Le forze in azione: incontri, confronti e connessioni tra elementi geometrici primi, come le rette e i cerchi, costituiscono una matrice spaziale, e sono sottoposte alle regole di sintassi, rotazione e simmetria, ove le diagonali dividono lo spazio del dipinto o, in alcuni casi, la presenza del formante dinamico a “otto”, simbolo matematico dell’infinito, conserva in sé la tensione dialettica perpetua fra condensazione e rilassamento. Superfici planari pittoriche i cui processi vitali sono scanditi da ritmi intensivi ipnotici, laddove nell’inquadratura, perfettamente immobile e fissa, avviene il movimento della pulsazione e l’interscambio fra diverse energie. Gli sfondi neutri fungono da cornice e contengono le forme e le forze che partono da un centro motorio di irradiazione, luogo propulsivo, da cui gli elementi si autodefiniscono e si relazionano. Il cromatismo di P.H. Wert è contraddistinto da tonalità metalliche che paiono riflettere la luce, emergono da sfondi monocromi dal profondo nero dei primi lavori sino ai polverosi azzurri e beige delle ultime pitture. Da una composizione a tutto campo, concentrata e chiusa, evolve a una struttura aperta e meno pressante, tra la certezza e l’incertezza, tra l’apparire e il dissolversi. 

L’artista bolognese, nelle ultime tele, eleva oggetti di uso quotidiano (bottoni, boccette di profumi, arance, ect..) a soggetti e coprotagonisti, inserendoli in punti nodali, per sottoporli all’attenzione dell’osservatore e rivendicare l’importanza della loro presenza nella nostra 

vita. Agli oggetti meccanici contrappone le cose, li inquadra in sistemi di relazione e li investe di energia affettiva, emotiva e di senso, riscattandole dall’anonimato e dall’ovvietà. 

Un procedimento pittorico quello di P.H. Wert che sembra ricordare i numeri di Fibonacci, un processo di crescita, una continua trasformazione ed evoluzione, in cui le tele (senza titolo) si succedono potenzialmente all’infinito in una progressione continua, non lineare, bensì circolare. 

 

OLTRE IL VISIBILE

P.H.WERT e Paola Zorzi

Espongono in

Circuiti Dinamici

Via Giovanola, 19/c e 21/c – Milano

Dal 10 al 29 Aprile 2022

 

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