Cattivi Pensieri: Il mondo sta cambiando ma le regole sono sempre le stesse

Il mondo sta cambiando ma le regole sono sempre le stesse

Cattivi Pensieri di Franchino Falsetti

Pubblicato il 07/06/2021

La Pandemia sta modificando i nostri comportamenti, lo scenario dei mestieri e delle professioni, la sfera emotiva ed i campi motivazionali. Ci troviamo di fronte a radicali trasformazioni del nostro Essere e del rapporto con la realtà, ma continuiamo ad agire, a pensare con le stesse regole del passato, con la stessa mentalità del 2018-19.

Einstein ricordava che era impossibile fare cose nuove se si continua a fare le stesse cose! E così sta avvenendo in questo periodo horribilis, dove tutto è in movimento, ma noi restiamo fermi. Abbiamo verificato il potere della tecnologia, delle innovazioni scientifiche, del pensiero e della creatività matematica. Abbiamo verificato le finalità e le potenzialità della nuova dimensione della ricerca ( dalla fisica alla biologia ). Abbiamo superato le entusiastiche o terroristiche previsioni della letteratura fantascientifica.

Ci sentiamo accerchiati da nuovi nemici invisibili, il nostro Pianeta è sottosopra, accadono incomprensibili fenomeni, ma continuano le guerre, le persecuzioni, gli attentati, la corruzione, le lotte per il potere delle multinazionali, la negazione dei diritti umani, lo sfruttamento dei più deboli, la morte giornaliera, in tutto il mondo, di bambini, donne ed anziani, la distruzione delle risorse naturali, la cancellazione delle secolari Civiltà, la devastante povertà che colpisce oltre i due terzi dell’Umanità.

Ma l’uomo tecnologicus continua la sua affabulazione: le trasformazioni socio-politiche vengono raccontate come fossero favole del XXI secolo. Tutto si commenta a ruota libera: le trasmissioni radio televisive sono inascoltabili, prive di contenuti ed assenti di giudizi. I giornali sono illeggibili: si leggono le foto e si guardano i titoli, come ci ricordava il grande Flaiano.

Viviamo il tempo della superficialità, della mediocrità e della cancellazione di ogni valore, di ogni certezza.

Così come ai tempi di Machiavelli o di Napoleone o di Stalin o di Saragat o di Giorgio Napolitano. È nata la politica dell’immunità di gregge non della salute! La cultura è stata sacrificata per oltre un anno e mezzo e ritornerà come prima, cioè la cultura del “taglierino”, del mercato turistico, degli abbonamenti ai musei, ai concerti, al cinema e teatro. Una cultura da vedere, da mangiare, non da pensare, da interpretare i nuovi modelli di vita suggeriti dalla “rivoluzione” pandemica. Tutto immobile per una lenta eutanasia del ” mondo nuovo”.

Franchino Falsetti

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