Nina e Laltrocoso. Teatro temperie.

ANTEPRIMA. Calcara in Valsamoggia (Bo), 20/02/15. Teatro delle Temperie. Questa è una anteprima che non vi concede molto tempo per pensarci su: sabato 21 e domenica 22 febbraio sono veramente delle date molto vicine ma se vi rimane un po di tempo per decidere potrete andare a Calcara con tutta la famiglia, soprattutto con i vostri bambini.

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Un ora di spettacolo teatrale dedicato ai più piccoli che fa sorridere anche gli adulti in una serata diversa dalle solite. Lo spettacolo allestito dal Teatro delle Temperie che in queste ore si sta provando con una intensità da far rimanere senza fiato si chiama “Nina e Laltrocoso” e racconta di alcuni passaggi importanti della vita in famiglia di una bambina alle prese con l’arrivo dell’ Altrocoso; a voi non rimane altro che scoprirne l’identità.

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Lo spettacolo è scritto e diretto da Andrea Lupo ed interpretato da Alessia Raimondi, Camilla Ferrari e Laura Todini su musiche originali di Serena Pecoraro con luci e suoni di Andrea Bondi.

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Il Teatro delle Temperie si è  imposto un tour de force per presentare questo spettacolo che, nella sua ora di racconto, nasconde un tempo record di 15 giorni per preparazione in cui i protagonisti e il regista si sono rinchiusi a teatro per giorni interi. Nello spettacolo le tre attrici sono alle prese con tanti costumi che cambiano a velocità vorticosa, tanto che viene da chiedersi se siano davvero solo in tre a recitare sul palco; capriole, arrampicate sul letto a baldacchino, luci basse  (l’intera storia si svolge nella cameretta di una bambina in una ora imprecisata ma ormai buia) e tanti personaggi di fantasia ne animano gli eventi.

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Ora sono le 22:45 di giovedì 19 e le ultime prove del giorno si sono ormai concluse, io controllo le fotografie che ho appena fatto e mi accorgo che è stata una piccola impresa: 464 fotografie fanno prevedere una lunga selezione notturna; intanto le attrici si sono cambiate, si sono messe vestiti più comodi e si siedono sul palco per  prepararsi al momento in cui ci si confronta con il regista per individuare piccoli errori e correggerli.

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Questo è un momento di teatro nel teatro; scambi di impressioni, parole in libertà vigilata per ridere amabilmente degli errori e annegarli in un bicchiere di acqua o succo di frutta; si farà meglio domattina, un giorno intero di prove li aspetta prima del debutto di sabato 21 febbraio. Praticamente domani. In bocca al lupo e fate divertire i bambini a teatro.

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Per info e prenotazioni: 051 963037

 

Testo e foto di Roberto Cerè per Millecolline.

 

C’era una notte… un castello

Bazzano in Valsamoggia, Venerdì 13/02/15.

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Elisa (la piccola e triste Camilla Bentivoglio).

L’ occasione dell’iniziativa “M’illumino di meno” (festa del risparmio energetico) promosso da Caterpillar/RAI Radio 2 è sempre stata seguita dalla Fondazione Rocca dei Bentivoglio ed anche quest’anno si è svolta a lume di (tantissime) candele nei locali del Castello di Bazzano.

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Franco (Anselmo la guardia dal grande elmo) offre i pasticcini agli ospiti.

Si attraversa il grande portone della Rocca di Bazzano e nel buio illuminato dalle candele si è accolti da Anselmo, la guardia dal grande elmo, che da il benvenuto ai bambini e li mette nelle mani di Katia; poi, assieme, attraversano le corte interna al lume di una torcia fino a raggiungere la prima sala.

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Mauro (Giovanni II Bentivoglio)

 

Da qualche anno la serata di “M’illumino di meno” è dedicata  ai bambini, ed alle loro famiglie, che vengono  accompagnati attraverso le sale della Rocca in un percorso a mezza via fra la storia e la favola, animata da personaggi in costume che rendono più realistico il racconto.

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Katia (faceva luce nella corte con la sua torcia)

 

Si scoprono così la sala dove fu imprigionato Ugo Foscolo, la sotterranea sala della cantina, la sala del camino e quella dei Giganti, tutto attraverso l’iniziativa delle ragazze e ragazzi della Fondazione; già, perchè i personaggi in costume che accompagnano i bambini in questo racconto notturno sono le stesse persone che incontrate quando andate in mediateca a noleggiare un video oppure che incontrate in ufficio, in portineria o in biglietteria; una specie di attori per una notte.

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Dario (Mago Orlando) e Franco (Anselmo dal grande elmo)

Per questo motivo che, nell’indecisione di quale palette potesse accogliere questo racconto su Millecolline, abbiamo deciso di posizionarlo in teatro.

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Daniela (Guendalina, la guida che racconta)

Bambini e famiglie vengono accolti da Veronica, una maga con un grande cappello nero ed un tulle che ha la tendenza ad “illuminarsi” un pò troppo se posto vicino alle torce… Ci penserà Guendalina (Daniela) ad accompagnare gli ospiti percorrendo le sale del castello; si incontreranno Camilla Bentivoglio (Elisa) nella cantina; il mago Orlando (Dario), Giovanni II Bentivoglio (Mauro), sua moglie Ginevra Sforza (Silvia) ed Ilde (Alexia) che, fra le sue varie pozioni, si dedicherà anche alla cioccolata calda.

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Silvia (la direttrice, Madama Ginevra Sforza)

 

L’iniziativa ha avuto un notevole successo, tanto da organizzare due gruppi di visitatori che sono partiti in due orari diversi e che avevano però un unico lieto fine: cioccolata calda e biscotti.

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Alexia (Ilde, la vivandiera esperta in pozioni)

Un superlavoro dedicato a questa serata trascorsa in modo diverso da bambini e famiglie. Le fotografie che fanno da completamento di questo breve report sono tutte dedicate ai personaggi che hanno animato questa storia.

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Veronica (in una rara immagine senza il grande cappello da maga)

VIDEO DELL’INTERVISTA A MARIA CASSI 2/2

Abbiamo incontrato Maria Cassi prima dello spettacolo “Obladì Obladà” al teatro di Calcara il 24 ottobre 2014.

In questa seconda parte del video ci racconta di come è cominciato il suo percorso e del suo rapporto con la città di Bologna. Seguono i COMMENTI A CALDO del pubblico entusiasta subito dopo il suo spettacolo.

Ringraziamo: il “Teatro delle Temperie” di Calcara, il pubblico e naturalmente Maria Cassi.

VIDEO DELL’INTERVISTA A MARIA CASSI 1/2

Abbiamo incontrato Maria Cassi prima dello spettacolo “Obladì Obladà” al teatro di Calcara il 24 ottobre 2014.

In questa prima parte del video ci racconta dei suoi monologhi, dell’importanza dell’ozio creativo, il suo “riraccontare” la realtà e il suo rapporto col pubblico.

Buona Visione!

Irene Papotti, Teatro Instabile del Melograno.

Chercher la femme. Ecco la ragazza. La ragazza del trio Teatro Instabile del Melograno si chiama Irene Papotti ed è una studentessa di S. Giovanni in Persiceto che, diplomatasi al Liceo Classico, ha deciso di frequentare il DAMS a Bologna con indirizzo Teatro/Cinema. Ve lo aspettavate…? Irene parte tranquilla e sta un po’ sulle sue, fa il verso a qualche intervento dei sui due amici ed ha lo sguardo di chi sta prendendo le misure per dire la cosa migliore al momento giusto.

Già, questa tecnica deve averla imparata sui campi di pallavolo quando, studiando l’avversario, cercava di capirne i punti più vulnerabili. Ed ecco svelata la seconda passione di Irene: la pallavolo, sport di cui parla volentieri e con rispetto ma con le parole di una persona che dallo sport ha imparato a privilegiare il divertimento annusando il rischio e il  pericolo nascosto della competizione fino ad abbandonarne i dettami, anche a costo di perdere delle amicizie. Una volta ascoltate queste parole a me sarebbe bastato per l’intera intervista; comprendere questa verità a 19 anni è già un bel punto di arrivo.

 

Invece da Irene impariamo un’altra cosa: gli piace, molto, cantare sotto la doccia e pare che canti anche bene;  a dirlo sono anche i suoi vicini di casa (!). Dopo aver “dato del fortunato” a tutti i vicini di casa di Irene abbiamo parlato di quale fosse stata l’esigenza che ha spinto i tre ragazzi e chiedere di essere diretti dalla regia del Teatro TEN per poi formare il Teatro Instabile  del Melograno, la loro risposta è stata quasi all’unisono:  migliorare la loro presenza su un palco in vista di ulteriori, future, prove teatrali. Salutiamo Irene augurando anche a lei una buona prosecuzione degli studi legati alla sua passione per il cinema, che possa raggiungere gli obiettivi con il divertimento anziché con la competizione.

 

Guardami. La pallina sul naso per dirti chi sono.

ANTEPRIMA. Castello di Serravalle in Valsamoggia.

Sabato 13 e domenica 14 dicembre 2014 potremo vedere il risultato di un anno di lavoro eseguito dal Laboratorio Permanente di Pratica Teatrale del Teatro delle Ariette. Millecolline è andato a trovare Stefano Pasquini del Teatro delle Ariette per saperne un p0′ di più…. Il Laboratorio Permanente è composto da appassionati di teatro che dedicano i loro lunedì sera, di ogni settimana, a fare pratica teatrale al Deposito Attrezzi del Teatro delle Ariette.

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Stefano Pasquini. Castello di Serravalle, 2014.

 

Gli attori del Laboratorio sono abitanti di Valsamoggia, Vergato, Zola, Castel S.Pietro, Bologna che attraverso la pratica diretta del teatro come strumento di indagine su noi stessi, come individui e come società condividono un palco in cui mettersi i gioco. Ho chiesto come nasce l’idea del lavoro che poi diventerà il soggetto di un anno intero di prove ed elaborazioni; la risposta è stata semplice, non c’è regola, può capitare che dal lavoro dell’anno precedente scaturisca il soggetto dell’anno successivo, oppure che nasca da una considerazione, da uno stimolo o da una idea. Quest’anno, per esempio siamo partiti dall’idea di lavorare sul clown e da lì, dopo alcune considerazioni e confronti, abbiamo giudicato interessante impiegare alcuni frammenti del lavoro di Beckett riferendole al lavoro sui clown; quindi la partenza non ha una regola precisa ma è un lavoro in corso d’opera.

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Stefano Pasquini, Deposito Attrezzi. Castello di Serravalle, 2014.

 

Quindi  non sarà una messa in scena di un lavoro di Beckett ma piuttosto saranno frammenti di testo estratti da alcuni suo lavori teatrali che verranno impiegati come stimolo per sviluppare ed esporre esperienze personali, leggere o profonde; ciascun clown a modo suo. Abbiamo lavorato attorno alla figura del clown, con la pallina rossa sul naso; credo che abbiamo fatto un buon lavoro anche se le maschere del clown posso essere confuse fra loro, in realtà sono figure molto diverse tra loro. Con queste figure diverse abbiamo cercato di affrontare quella che è la condizione umana. Con una maschera può venire fuori il tuo modo fare ed il tuo modo di essere. A volte qualche atteggiamento, qualche attaccamento esasperato alla vita ci fa sembrare anche un pò ridicoli. Facciamo ridere. Chi si fa domande su se stesso, chi ha voglia anche di ridere di se stesso può trovare in questo lavoro della materiale su cui lavorare e continuare ad interrogarsi, anche quando tornerà a casa.

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Ricordiamo che in LOCANDINE trovate la locandina dello spettacolo.

 

Testo in corsivo dalle parole di Stefano Pasquini.  Testo e foto di Roberto Cerè per Millecolline.