Le parole, il consumo ed il mercato dell’arte… Tempo scaduto!

La rubrica dedicata agli scritti del Pof. Franchino Falsetti si arricchisce di questo nuovo e prezioso testo che indaga l’arte da un lato poco esplorato: senza retorica estetica o di comodo. Ci piace Falsetti e siamo contenti che sia ” dei nostri”, su Millecolline.

 

Le parole, il consumo ed il mercato dell’arte… Tempo scaduto!

Non è un titolo enigmatico, né provocatorio. E’ un modo per cercare di trovare un filo che, come quello di Arianna, possa farci entrare ed uscire, felicemente, dal labirinto dell’arte, meglio dal sistema dell’arte.

Nessuna , dunque, pretesa di essere, formalmente, esauriente e né imparziale. Sarò, come annunciato nell’editoriale “Senza titolo”, un ricercatore che fornirà ai lettori, spunti, idee, osservazioni, riflessioni, critiche ed informazioni, in modo da sentirsi sempre più interessati, curiosi per poter continuare, in piena autonomia, ogni altra conoscenza utile per rompere quel sottile sonno, che ignoranza o la pigrizia limita il desiderio del sapere, del senso della consapevolezza, come segno di maturità e di crescita culturale.

Così non inizierò con “c’era una volta” o con “si tramanda”, ma con il “si dice”, con il “si parla”. E sull’arte si è detto e si dice moltissimo. Sono secoli che siamo più inondati dalle parole sull’arte che non dall’opere. Da quando nel XIX secolo nacque la “critica d’arte”, il flusso del “ragionar” e del comunicare l’intimo sentire è stato inarrestabile e tutti abbiamo conosciuto non l’arte, per comprenderne le opere che la possono qualificare, ma le incomprensibili astrusità o stravaganze dei critici, che si divertivano e si divertono a non farci “capire” l’arte. Le parole hanno sostituito il “vedere”. Abbiamo imparato, fin dai banchi di scuola che l’arte è descrizione, è narrazione stilistica e dei vari momenti storici in cui gli artisti hanno operato, ma non ci si è preoccupati di rendere l’arte come conoscenza del fatto creativo, come esperienza , come materia in cui le idee prendono corpo, visibilità, presenza vitale.

Mondo-dacqua-Pesci-Magici
Mondo d’acqua- Pesci-magici. Paul Klee.

Ancora una volta ci ritroviamo, al di là delle trasformazioni “epocali” e delle cosiddette “innovazioni” scolastiche e didattiche, nella scuola dell’immaginare, del rendere astratto ciò che è concreto, nel passare dalla copia dal vero alla “recita” della vita e delle opere degli artisti.

E così, privi di una vera ed autentica “educazione artistica” non ci resta che parlare dell’arte come si parla di una partita di calcio. Gli italiani parlano su tutto e di tutto ed in modo particolare sulla musica e sull’arte, senza alcuna cognizione di causa. Ecco perché su questi importanti temi che sono fondamentali per la nostra formazione culturale ed estetica, si sono ulteriormente stratificate le antiche divisioni come: gli specialisti –

I critici – gli artisti rispetto al pubblico attivo e passivo. Per questa ultima categoria si considera chi è acculturato sui temi di riferimento oppure chi è privo di ogni strumento conoscitivo e valutativo sia sull’arte come sulla natura delle opere ed esprime pareri di “gusto”, puramente, personale.

Questo significa che ci sono fatti dell’arte, soprattutto, quella contemporanea che è sconosciuta alla grande maggioranza del pubblico italiano. Non sono sufficienti le mostre o i musei per renderci consapevoli della produzione artistica da quella moderna a quella contemporanea. Il problema è che in Italia manca una concreta progettualità dell’educazione e della cultura artistica a partire dalla scuola dell’infanzia.

Una nota a margine, ma avremo occasione in seguito di parlarne. Ma ci siamo mai chiesti come mai, alla fine dei conti, per avere un pubblico di massa si vedono sempre le stesse opere ( dal medio evo ad oggi, con attenzione a non proporre nulla di “incomprensibile”, di non figurativo , di non “emozionante” ), degli stessi grandi artisti che sembrano suggerirci un noto refrain catechistico : “Non avrai altro artista al di fuori me”, così ci parlano,soprattutto, oggi, con “vetrine” alla moda : Michelangelo – Raffaello – Leonardo – Guido Reni – Caravaggio –  i Carracci …. Morandi.

L’Arte si presenta al grande pubblico,con lo stesso collaudato cartellone.

Ed il pubblico applaude, con indifferenziata partecipazione, perché cerca di rintracciare le affinità compensative offerte dalla “Bellezza” delle opere riflesse nel nostro storico e conformista inconscio collettivo , che agita e condiziona le nostre sensazioni, il nostro mondo interiore in modo perenne. Una tendenza globalizzante del mercato dell’arte che ci offre occasioni effimere e “luccicanti” per vedere immagini consolatorie,senza capire nulla.

Castello di Metropolis e sole
Castello di Metropolis e sole. Paul Klee.

Per chiudere, non per concludere, questo “incipit” al nostro viaggio nel mondo dell’Arte, mi piace ricordare il grande innovatore e straordinario maestro Paul Klee, nel suo settantacinquesimo della morte ( 1940-2015 ), quando sottolineava, nei suoi scritti teorici, che “L’arte non riproduce il visibile,ma rende visibile. […] Un tempo si rappresentavano le cose che erano visibili sulla terra, la cui vista ci procurava piacere o che avremmo avuto piacere di vedere. Oggi la relatività delle cose visibili è nota, di conseguenza consideriamo come un articolo di fede la convinzione secondo la quale, in rapporto all’universo, il visibile costituisce un puro fenomeno isolato e che ci sono, a nostra insaputa, altre numerose realtà”.

 

Franchino Falsetti

 

In copertina:

il Prof. Franchino Falsetti mentre presenta la Mostra di Umberto Mastroianni. Galleria Duende, Zola Predosa (Bo), 2014

 

Movievalley. Festival dei cortometraggi in Valsamoggia

Bazzano in Valsamoggia (Bo).

Tra meno di una settimana ci sarà l’inaugurazione della quarta edizione di Movievalley, il festival di cortometraggi ideato nel 2011 da Maria Grazia Palmieri, che in questi anni ha tentato di crescere e di migliorarsi.

Perchè Movievalley non è soltanto un concorso di cortometraggi, non è soltanto un gruppo di persone che giudica le opere inviate da giovani registi coraggiosi. Non è quello che succede nei pochi giorni dell’evento. È invece soprattutto tutto il lavoro che sta dietro, sono mesi e mesi passati ad organizzare, fiduciosi che, in un modo o nell’altro, tutto andrà per il meglio e si riuscirà ad offrire un degno spettacolo al pubblico e la giusta visibilità ai film in gara.

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La premiazione di Movievalley 2012. Bazzano.

Sebbene il cinema sia al centro della manifestazione, Movievalley non vuole esaurirsi in esso: ci sono tantissimi altri festival, più importanti e grandi del nostro, più fortunati, più conosciuti. Movievalley non punta a trovare nuovi talenti, benchè offrire una chance di visibilità alle tante persone che decidono di mettersi in gioco ed esporre il proprio lavoro sia uno degli scopi principali. Il nostro festival vorrebbe essere uno strumento di aggregazione per i cittadini di Valsamoggia e di tutto il bacino che gravita intorno. Vorrebbe essere un mezzo di diffusione della cultura, un’occasione per portare una ventata di novità.

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Il pubblico dell’edizione 2013. Bazzano.

Quest’anno, molto più che in precedenza, intendiamo dare risalto al bellissimo territorio in cui il festival ha sede. Abbinare al cinema, grande passione, la componente gastronomica, altra grande passione, è un modo per dare forza e visibilità ai prodotti locali e alle eccellenze nostrane. Per questo motivo il Gustacinema non consisterà soltanto nello spettacolo aperto al pubblico che avrà luogo sabato 7 marzo, ma sarà preceduto da un’iniziativa che coinvolgerà diversi ristoranti di Valsamoggia. Per questa nuova edizione, inoltre, abbiamo deciso di dedicare il festival alla figura di Federico Fellini, che tanto ha dato al cinema italiano e di cui condividiamo la filosofia. Verrà dato ampio spazio al ricordo del regista e alle suggestioni che ha ispirato, con un ampio calendario di eventi disparati organizzati in collaborazione con le realtà locali e la partecipazione di ospiti speciali che potranno darci una testimonianza preziosa.

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Un momento della premiazione dell’edizione 2013. Bazzano

In occasione della giornata finale di premiazione, verrà dato spazio al ricordo di Gino Pellegrini, grande artista e amico, che ha collaborato nelle scorse edizioni del festival e che ci ha lasciato pochi  mesi fa.

Ci teniamo particolarmente a ringraziare le persone che ci danno fiducia e che continuano a inviare i propri lavori, senza i quali Movievalley non avrebbe senso, poichè può essere l’evento meglio organizzato e supportato del mondo, ma è la qualità dei film che partecipano a rendere grande un festival.

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I cuochi di Gustacinema 2014. Bazzano.

Le categorie in gara quest’anno sono due, entrambe a tema libero, per dare a tutti la possibilità di esprimersi: fiction, costante in tutte le edizioni, molto amata dai partecipanti, e una new entry, la web series, genere nuovo, in espansione, che riteniamo possa avere grandi potenzialità.

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Foto di gruppo per l’edizione del 2014. Bazzano

Il calendario completo della manifestazione si può trovare sul sito ufficiale di Movievalley bazzanocinefestival.xoom.it  e sul sito della Fondazione Rocca dei Bentivoglio www.roccadeibentivoglio.it.

 

Articolo di Katia Nobili e fotografie di Roberto Cerè, per Millecolline

Locandina in palette LOCANDINE di millecolline.

 

 

Territori da cucire. Il nuovo progetto del Teatro delle Ariette.

ANTEPRIMA. Castello di Serravalle in Valsamoggia (Bo), sabato 28/02/15. I cittadini protagonisti di un progetto artistico per il progresso della comunità; questo è il messaggio che chiude la nuova locandina dello spettacolo del Teatro delle Ariette. Noi abbiamo appena ricevuto la locandina di “Territori da cucire” che svela l’avvio di questo nuovo progetto e che, in qualche maniera, cercheremo di scoprire in questa fase quando sembra allacciarsi al loro famoso lavoro: “Teatro da Mangiare?”.  Siamo in attesa di saperne di più. Intanto pubblichiamo il commento presente nelle loro locandine, così, per provare di immaginarci quale idea abbia percorso, questa volta, le rive del Rio Marzatore.

 

Interna locandina

 

 

La copertina della locandina la trovate nella palette LOCANDINA della nostra rivista.

 

la poesia di Giusy.

S. Cesario (Mo), sabato 21/02/15. La poesia. Un argomento difficile da affrontare, forse perchè il tempo da dedicare alla sua comprensione ha bisogno di concentrazione e lentezza ma il mondo che oggi condividiamo da più valore alla velocità; così non ci rimane tempo per approfondire e possiamo far finta di dedicarci a cento e più cose.

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Giusy Stefani, S. Cesario (Mo). Recita una sua poesia. Febbraio 2105.

Ma la poesia ci invita a riconsiderare il tempo come fosse scandito da un orologio molto più vicino a noi di quello che ci impone il nostro povero orologio da polso. Giusy Stefani si muove in questo mondo e scrive poesie; le sue poesie sono state lette da qualcuno a cui sono piaciute e così è nato il suo primo libro. Siccome nessuno è profeta in patria, evidentemente nemmeno Giusy poteva essere compresa da chi le vive attorno; ci ha pensato la Associazione “Fratelli d’Arte” di Milano a editare il suo primo libro di poesie.

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Giusy fra il suo pubblico. S. Cesario (Mo), 2015.

 

Ci siamo trovati così alla presentazione del suo lavoro: “Dove danzano le stelle” nella bella sala allestita in Villa Boschetti di S. Cesario (Mo) e presentata da Silvia Valenti; io sono arrivato un po in ritardo (come solito) ma non abbastanza da non essermi perso la lettura di alcune poesie lette direttamente dalla voce emozionata di Giusy intervallata da una ottima interpretazione musicale unplugged di brani dei Led Zeppelin (!) eseguiti da Massimo Max Gambin e Guglielmo Scarmagnani.

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Silvia Valenti, Giusy Stefani e Massimo Max Gambin. S. Cesario (Mo), 2015.

 

Una bella serata in cui la poesia ha fatto capolino in questo territorio dominato in cui motori e dallo shopping che la fanno da padrone sulla vita di tutti noi.

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Massimi Max Gambin e Guglielmo Scarmagnani. S. Cesario (Mo), 2015.

 

Una piccola riscossa che speriamo abbia adeguato seguito.

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Uno degli ospiti più coccolati della serata. S. Cesario (Mo), 2105.

Nina e Laltrocoso. Teatro temperie.

ANTEPRIMA. Calcara in Valsamoggia (Bo), 20/02/15. Teatro delle Temperie. Questa è una anteprima che non vi concede molto tempo per pensarci su: sabato 21 e domenica 22 febbraio sono veramente delle date molto vicine ma se vi rimane un po di tempo per decidere potrete andare a Calcara con tutta la famiglia, soprattutto con i vostri bambini.

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Un ora di spettacolo teatrale dedicato ai più piccoli che fa sorridere anche gli adulti in una serata diversa dalle solite. Lo spettacolo allestito dal Teatro delle Temperie che in queste ore si sta provando con una intensità da far rimanere senza fiato si chiama “Nina e Laltrocoso” e racconta di alcuni passaggi importanti della vita in famiglia di una bambina alle prese con l’arrivo dell’ Altrocoso; a voi non rimane altro che scoprirne l’identità.

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Lo spettacolo è scritto e diretto da Andrea Lupo ed interpretato da Alessia Raimondi, Camilla Ferrari e Laura Todini su musiche originali di Serena Pecoraro con luci e suoni di Andrea Bondi.

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Il Teatro delle Temperie si è  imposto un tour de force per presentare questo spettacolo che, nella sua ora di racconto, nasconde un tempo record di 15 giorni per preparazione in cui i protagonisti e il regista si sono rinchiusi a teatro per giorni interi. Nello spettacolo le tre attrici sono alle prese con tanti costumi che cambiano a velocità vorticosa, tanto che viene da chiedersi se siano davvero solo in tre a recitare sul palco; capriole, arrampicate sul letto a baldacchino, luci basse  (l’intera storia si svolge nella cameretta di una bambina in una ora imprecisata ma ormai buia) e tanti personaggi di fantasia ne animano gli eventi.

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Ora sono le 22:45 di giovedì 19 e le ultime prove del giorno si sono ormai concluse, io controllo le fotografie che ho appena fatto e mi accorgo che è stata una piccola impresa: 464 fotografie fanno prevedere una lunga selezione notturna; intanto le attrici si sono cambiate, si sono messe vestiti più comodi e si siedono sul palco per  prepararsi al momento in cui ci si confronta con il regista per individuare piccoli errori e correggerli.

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Questo è un momento di teatro nel teatro; scambi di impressioni, parole in libertà vigilata per ridere amabilmente degli errori e annegarli in un bicchiere di acqua o succo di frutta; si farà meglio domattina, un giorno intero di prove li aspetta prima del debutto di sabato 21 febbraio. Praticamente domani. In bocca al lupo e fate divertire i bambini a teatro.

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Per info e prenotazioni: 051 963037

 

Testo e foto di Roberto Cerè per Millecolline.

 

C’era una notte… un castello

Bazzano in Valsamoggia, Venerdì 13/02/15.

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Elisa (la piccola e triste Camilla Bentivoglio).

L’ occasione dell’iniziativa “M’illumino di meno” (festa del risparmio energetico) promosso da Caterpillar/RAI Radio 2 è sempre stata seguita dalla Fondazione Rocca dei Bentivoglio ed anche quest’anno si è svolta a lume di (tantissime) candele nei locali del Castello di Bazzano.

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Franco (Anselmo la guardia dal grande elmo) offre i pasticcini agli ospiti.

Si attraversa il grande portone della Rocca di Bazzano e nel buio illuminato dalle candele si è accolti da Anselmo, la guardia dal grande elmo, che da il benvenuto ai bambini e li mette nelle mani di Katia; poi, assieme, attraversano le corte interna al lume di una torcia fino a raggiungere la prima sala.

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Mauro (Giovanni II Bentivoglio)

 

Da qualche anno la serata di “M’illumino di meno” è dedicata  ai bambini, ed alle loro famiglie, che vengono  accompagnati attraverso le sale della Rocca in un percorso a mezza via fra la storia e la favola, animata da personaggi in costume che rendono più realistico il racconto.

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Katia (faceva luce nella corte con la sua torcia)

 

Si scoprono così la sala dove fu imprigionato Ugo Foscolo, la sotterranea sala della cantina, la sala del camino e quella dei Giganti, tutto attraverso l’iniziativa delle ragazze e ragazzi della Fondazione; già, perchè i personaggi in costume che accompagnano i bambini in questo racconto notturno sono le stesse persone che incontrate quando andate in mediateca a noleggiare un video oppure che incontrate in ufficio, in portineria o in biglietteria; una specie di attori per una notte.

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Dario (Mago Orlando) e Franco (Anselmo dal grande elmo)

Per questo motivo che, nell’indecisione di quale palette potesse accogliere questo racconto su Millecolline, abbiamo deciso di posizionarlo in teatro.

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Daniela (Guendalina, la guida che racconta)

Bambini e famiglie vengono accolti da Veronica, una maga con un grande cappello nero ed un tulle che ha la tendenza ad “illuminarsi” un pò troppo se posto vicino alle torce… Ci penserà Guendalina (Daniela) ad accompagnare gli ospiti percorrendo le sale del castello; si incontreranno Camilla Bentivoglio (Elisa) nella cantina; il mago Orlando (Dario), Giovanni II Bentivoglio (Mauro), sua moglie Ginevra Sforza (Silvia) ed Ilde (Alexia) che, fra le sue varie pozioni, si dedicherà anche alla cioccolata calda.

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Silvia (la direttrice, Madama Ginevra Sforza)

 

L’iniziativa ha avuto un notevole successo, tanto da organizzare due gruppi di visitatori che sono partiti in due orari diversi e che avevano però un unico lieto fine: cioccolata calda e biscotti.

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Alexia (Ilde, la vivandiera esperta in pozioni)

Un superlavoro dedicato a questa serata trascorsa in modo diverso da bambini e famiglie. Le fotografie che fanno da completamento di questo breve report sono tutte dedicate ai personaggi che hanno animato questa storia.

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Veronica (in una rara immagine senza il grande cappello da maga)