L’Editoriale Millecolline di Franchino Falsetti. A ruota libera

Editoriale della domenica

L’Editoriale Millecolline

Pubblicato il 18/10/2026

A ruota libera

Nel secolo degli smarriti e delle libertà vigilate, trovo inutile dare dei titoli a ciò che si presenta sempre più imprendibile e sempre più estraneo alla nostra natura di Esseri sociali e pensanti.

L’arrivo del XXI secolo fu festante per il mondo commerciale e per il consumo della imperante globalizzazione. Ma, immediatamente, disastroso con l’abbattimento ad opera del terrorismo islamico delle Torri gemelle di New York (11 settembre 2001). Ecco questa è la data storica da cui si è iniziata una nuova Era ed una nuova Storia.

Non crisi epocale, ma la costruzione di un nuovo mondo nella distruzione di quello precedente che ci aveva portato al massimo delle conquiste in ogni campo del sapere, della conoscenza naturale e scientifica, nella continuità delle antiche Civiltà e nel rispetto delle tradizioni più diffuse e consolidate.

In pochi anni, le democrazie occidentali a partire dagli Sati Uniti si sono sciolte come i ghiacciai perenni delle nostre montagne che nei secoli avevano marcato i confini naturali tra i popoli e le loro culture, preservandoli da ogni tipo di barbarismo.

Il Medio Evo era finito dal molto tempo. La rapida decomposizione delle democrazie ha prodotto inevitabili trasformazioni strutturali e modifiche sostanziali del nostro costume, la caduta delle ideologie, la liberticida cultura del far da sé, del subire la diversità delle culture che nel frattempo invadevano non solo l’Italia, ma l’intera Europa.

Un’invasione pacifica non benefica e neppure produttiva. Un fenomeno quello della migrazione che oggi sta toccando pericolosi risvolti o risoluzioni incontrollabili, comunque con eventi comportamenti di divisione, di separazione, di ostilità da ogni contesto diverso dalle loro etnie.

E questo potremo chiamarlo il ritorno del Medio Evo: quello barbaro ed oscurantista.

Abbiamo guardato la tracimazione di intere popolazioni dal mondo africano e medio orientale che fuggivano con ogni mezzo verso La Mecca del fai da te e verso i lustrini delle cattedrali del consumo. Ma nessun Governo ha tentato di studiare progetti, leggi ed occupazioni perché queste popolazioni divenissero davvero una risorsa economica e produttiva per il paese ospitante.

Tutti sono entrati senza alcuna destinazione, se non il garantire piena assistenza ed ogni forma garantista per la loro incolumità e loro benessere personale. I loro diritti sono diventati i nostri doveri. La nostra cultura e le nostre leggi sono state svalutate e rese libere opinioni e libere interpretazioni.

E così l’Italia, come gli altri Paesi europei (in particolare) hanno svolto un ruolo di semplice accoglienza e poi tutto all’avventura, con i risultati che ben conosciamo: dall’odio razzista, alla violenza, all’insicurezza, alla sottomissione della nostra cultura nazionale, alle varie forme di  incomprensibili tolleranze, alle contaminazioni e distruzioni dei nostri costumi e delle nostre tradizioni.

Il calendario che noi possiamo appendere è quello di Frate Indovino!

Stiamo assistendo, senza elencare il mal governo verso chi soffre, l’improvvisazione della politica e la stupidità in ogni campo decisionale, alla caduta non più degli dei (mai esistiti), ma alla degenerazione di ogni conquista sociale avvenute nel secolo scorso. Nei discorsi fatti di niente, la parola diritto è scomparsa.

La gente, oggi, muore anche perché viene sfrattata a 90 anni dopo 60 o più anni che viveva in un appartamento in affitto (nell’indifferenza generale) per dare una casa agli invasori prevale la disumanizzazione ed una cultura nazi-fascista del non rispetto verso il bisogno (senza colore) e verso la fascia più debole ed indifesa delle nostre popolazioni (malati, indigenti, poveri a causa dei forzati licenziamenti, gli indifesi per motivi di salute, gli emarginati sociali, i nuovi poveri frutto delle nuove spietate concorrenze produttive e di mercato)

Ecco perché “a ruota libera” perché questi in sintesi sono i problemi che hanno macchiato la nostra democrazia e che è retorico parlare di Costituzione. Quale Costituzione?

Franchino Falsetti

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