Via Paolo Fabbri 43, ad un giorno dalla scomparsa di Francesco Guccini

Una serata di pubblico davanta alla porta ormai chiusa

Viaggiare per portare un ricordo a Francesco Guccini

Pubblicato il 09/08/2026

Sera del 7 agosto 2026.

Riesco a parcheggiare in via Paolo Fabbri (1), in questo periodo di agosto i parcheggi a Bologna sono più semplici da trovare, prendo lo zainetto con la videocamera, chiudo lo sportello dell’auto e mi avvio verso il n°43 di Via Paolo Fabbri a Bologna.

Non sono riuscito ad essere presente alla veglia della notte precedente, quella cantata da tutti i mass-media che hanno (naturalmente) omesso il fatto che ad un certo punto è arrivata la polizia a sedare il sit-in… e sono curioso di vedere se arriverà ancora gente dopo l’ondata emotiva legata alla notizia della scomparsa del maestrone.

Cammino per un centinaio di metri e all’uscita di un portone poco distante dal n° 43 esce una persona che sta parlando al cellulare; la signora è ferma lungo la mia direzione e non posso fare ameno di sentirla mentre parla con qualcuno dall’altra parte del telefonino: -“Guarda, ti dico, c’e gente e un po’ mi dispiace per loro ma non posso non ricordare che quando abitava qui non lo cagava bessuno”.

Ecco, iniziamo bene, il succo del mio post di questa mattina detto in quattro parole…

Comunque sia avanzo ancora fino a fermarmi e confondermi in quei pochi metri quadrati che si stano riempiendo di gente commossa; il marciapiede è già colmi di fiori, di ricordi, di brani delle sue canzoni, di bottiglie, di fotografie e disegni di bambini.

Questa dei doni ricordo che accomuna generazioni distantissime fra loro (temporalmente parlando) è la migliore sorpresa che potessi immaginare: esiste ancore una fiammella che potrebbe bruciare gli sforzi per alimentare le divisioni fra generazioni relegandole in cortiletti in inventati (i boomer, i millennial, la generazioneX, e altre pippe anglosassoni) affinchè non avvenga più il passaggio di testimone fra una generazione e l’altra. Un segno di rivoluzione.

Ho intenzione di proseguire il mio racconto attraverso alcuni video che pubblicherò in questo tempo agostano e inizierei con una sorpresa che accomuna la maggior parte dei presenti: essere partiti da città lontane per portare un proprio ricordo o la propria presenza in via Paolo Fabbri 43.

La sorpresa è questa: in un silenzio di veglia interrotto solo dal passaggio di autobus e altri mezzi ecco spuntare una figura con la chitarra che accompagna un personaggio noto al cabaret romano e televisivo: Dado.

La ragazza che accompagna Dado fa scorrere la cerniera che nasconde la chitarra liberandola dala custodia, Dado si siede sullo stesso mio cordolo e inizia ad accordare lo strumento. Saranno due le canzoni che Dado dedicherà a Francesco Guccini; una ve la presentiamo subito: Incontro.

Testo e video di Roberto Cerè per Millecollline.

 

(1) Partigiano Medaglia d’Oro al Valor Militare. Paolo Fabbri.

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