L’Editoriale Millecolline di Franchino Falsetti. Le fiction hanno prodotto la fine di un Epoca

Editoriale della domenica

L’Editoriale Millecolline

Pubblicato il 14/06/2026

Le fiction hanno prodotto la fine di un Epoca

È una convinzione che mi tormenta da molto tempo e che trova in ogni azione, apparentemente, innocua della vita quotidiana, una sua evidente evocazione.

Ho già trattato in precedenti miei Editoriali che siamo passati nel tempo dello storytelling, del raccontare ciò che ci accade e non nello spiegare, argomentare, rendere edotte (come si diceva nel passato) le nostre conoscenze e saper cogliere, criticamente, la verità, quasi sempre mascherata o confinata nel famoso “porto delle nebbie”.

La lettura dei giornali, più di qualunque altro medium informativo, è quantomai esemplare: non si leggono le notizie, ma le loro scenografie, l’atmosfera che il lettore deve percepire. È così che nasce la paura, l’incertezza, l’insicurezza.

Si vedono per tv i filmati (videoregistrati) delle violenze quotidiane, ma sono contestualizzare come fossero dei promo per una nuova serie dedicati alla violenza cercando “morbose” eccitazioni piuttosto che reazioni di ferme condanne fino a realizzare per tutta Italia manifestazioni pacifiche perché questa reale diffusione della cultura della violenza abbia a cessare.

Cioè pensare ad una reazione democratica di popolo e non di schermaglie verbali, tipiche delle fiction che sembrano esaltare ogni tipo di decadimento individuale e sociale.

La vita non è più “tutto un quiz”, come si cantava gioiosamente negli anni ottanta del secolo scorso, la vita è un tele romanzo, una fiction senza la parola fine. “Terrore a Modena – La sterzata a 100 all’ora per centrare i passanti. Il filmato dell’orrore. La folle corsa e la fuga sono state riprese da molte telecamere come a Nizza e a Londra. Ma in Italia è la prima volta”. (Corriere della Sera, 17 maggio 2026). Un titolo articolato, quasi un incipit per un romanzo giallo. Cosa avete capito? Che cosa è successo? Il famoso soggetto dove si nasconde? Ma esiste? No, non esiste nulla di chiaro.

Perché non si può scrivere il soggetto della strage: un 31 enne di origini marocchine. Lo stesso quotidiano scriverà un altro articolo sul “Corriere Bologna” dal titolo: “La follia. E’ un italiano di seconda generazione – Auto sulla folla in centro a Modena. Quattro feriti gravi, fermato un 31nne”.

Simenon, illustre maestro del romanzo giallo, dovrebbe essere censurato perché sa usare la lingua francese, offre elementi di identità, di chiarezza espositiva, di ricerca della verità.

Ecco perché sono convinto che viviamo secondo uno schema astratto, frivolo, insignificante, ma opportuno per chi ci amministra, perché il pettegolezzo, la diceria, la maldicenza, la censura imposta e consigliata permettono di governare inseguendo gli stati umorali e non il diritto a Vivere.

La vita va consumata non vissuta. Nessuna esperienza che possa permettere a chiunque di “aprire gli occhi”. Siamo un Paese che tende all’opulenza non alla sapienza.

Abbiamo scuole di ogni tipo ma non sono governate: si può fare di tutto come il “Gender” nei nidi. Oppure (sempre nel mondo dell’educazione e formazione): “La svolta inclusiva degli scout cattolici: “sì” alle guide Lgbt- Agesci apre a gay-lesbo-trans. Esulta l’Arcigay: ”Una giornata importante”. (il Giornale, 29 maggio 2026).

Per arrivare ad una protesta contagiosa dal nord al sud sul boicottaggio dei prof contro i libri di testo. (la Repubblica, 2 giugno 2026). Liberalizziamo tutto come nelle fiction dove ciò che viene in mente è motivo di “sperimentazione”, di ballarci uno ritmo scatenato, di finire con un grosso hamburger da spandersi addosso.

La vita è il mondo di Fonzie.

Ma vorrei aggiungere, non chiudere, che proprio oggi 12 giugno 2026 “torna a Bologna fino al giorno 14 il festival de la Repubblica delle Idee “Una storia di futuro, il futuro della storia”. Tra i soliti commessi viaggiatori, saranno presenti e interverranno con le loro idee tutti gli esponenti della sinistra (quelli che vediamo ogni giorno) e quelli un po’ eclissati.

Non voglio polemizzare, perché leggere i nomi, i programmi, i temi, sarete anche voi in grado di esprimere un piccolo giudizio. Ma, scusate, dimenticavo che anche questa è una fiction, e per consolarci dobbiamo procurarci una confezione gigante di popcorn.

Franchino Falsetti

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