Editoriale della domenica
L’Editoriale Millecolline
Pubblicato il 15/03/2026
Pensieri sparsi, un po’ spettinati
Mi accorgo, ogni giorno, che non è più possibile pensare in modo sistemico, ordinato, finalizzato, con chiari obiettivi da raggiungere, ma anche da meditare, da considerare, da riflettere, da annotarli perché non se ne disperda la sensazione piacevole di averli colti nel famoso carpe diem (l’attimo fuggente).
Ecco perché preferisco i pensieri sparsi e spettinati, quasi a ricordarmi che l’uomo contemporaneo del XXI secolo preferisce raccontare gli eventi che descriverli, piuttosto che approfondirli, negando la pratica del tramandare, e rendere tutto evanescente, irreale, spettacolare, inesistente.
Siamo nella terza guerra mondiale, ma nessuno lo dice, perché non viviamo le guerre, le distruzioni, le sofferenze di massa, le devastazioni bibliche, ma vediamo, come fiction, immagini che evocano i film da Oscar del passato, un riutilizzo di atroci repertori che già, il mondo dell’informazione aveva reso come eventi di terre lontane, prive d’interesse e di ogni tipo di sensibile e preoccupata partecipazione.
È ciò che offende la nostra coscienza, se ancora si può parlare di coscienza: tutti davanti al televisore per ascoltare (forse è meglio parlare per vedere immagini di luoghi che esplodono con le indicazioni delle crocette e le nuvole di fumo delle singole distruzioni).
Tutto con l’indifferenza e sorrisetti delle conduttrici (99% donne) e noti figuranti (uomini e donne, tesserati al presenzialismo) che con varie posture d’autorità dissertano, in modo estraniante, i vari capitoli di un ultimo libro best seller mai letto.
È difficile percepire che stiamo vivendo un tempo di nuovi cascami del passato, di situazioni che potrebbero riportarci indietro di cento anni, di provocare ogni tipo di distruzione: fisica e morale.
Il mondo dell’informazione ha ricreato un altro mondo parallelo dove la finzione ha sostituito la realtà, dove i persuasori occulti sono stati denominati attivisti, delegati, manifestanti, ed altro estrapolato dal vocabolario woke. E così tutto sembra che accada altrove.
Noi ci preoccupiamo dei nostri connazionali in vacanza nei paesi in cui si muore e si combatte. Ed addirittura facciamo di tutto perché presenze militari italiane vengano salvaguardate al punto di ritirarle o spostarle in luoghi sicuri ed immortali. La spettinatura è aumentata.
Noi noti giocolieri e benefattori della domenica dobbiamo essere rassicurati che tutto proceda bene, che il Parlamento continui le sue baruffe e garantisca la fluidità del parlarsi addosso e nel comunicare agli italiani che la guerra non ci coinvolgerà (lo dice la nostra Costituzione!) e che anche il momentaneo fastidio economico sarà ricondotto ai suoi livelli normali.
La vita continua! Il sorriso potrà diffondersi e distendersi come il simpatico stereotipo degli infantili raggi di sole.
Gli studenti continueranno ad essere attivisti e manifestanti, i poveri saranno sempre più poveri, i governanti duelleranno col potere centrale e l’anarchia delle scelte di settore o di corporativa rinascita, si alleneranno ad esercitare il sottile terrorismo delle relazioni civili e sociali.
Si potrebbero aggiungere mille altre incongruenze e svariate anomalie, ma sarebbe vano, perché, ormai, l’uomo non guarda più il cielo e nemmeno l’orizzonte: preferisce far parte di un ingranaggio in cui tutto è predisposto come se fosse un nuovo tipo di Macchina produttrice di ingannevoli illusioni e servili mondi virtuali.
Franchino Falsetti
