L’Editoriale Millecolline di Franchino Falsetti. Le astiosità stanno limitando la nostra libertà

Editoriale della domenica

L’Editoriale Millecolline

Pubblicato il 29/03/2026

Le astiosità stanno limitando la nostra libertà

La macchina del tempo presente continua a proiettare immagini sconnesse, irreali, irriverenti, volgari, incomprensibili, devianti, inesistenti, manipolate, seduttrici, modificate e finalizzate per scopi scandalistici, ricattatori e calunniosi.

Sono frammenti di vita vissuta, ritagli di istantanee del nostro agire quotidiano in attesa che qualcuno crei una spy story per trasformare la realtà in teche della finzione delle nostre identità.

Non possiamo solo parlare di barbarie, di spionaggio per caso, di invenzioni per mercatini rionali, ma di una vera corruzione dei costumi su cui ci sentiamo, masochisticamente, solo spettatori.

Cioè vittime compiacenti, colpite dalla sindrome di Stoccolma, amanti del rischio e del brivido delle vertigini dell’incognito.

Nell’Italia non più proletaria, si continua a moraleggiare, a giustificare ogni atto contrario ad ogni principio di convivenza civile, si commettono inaudite violente contro le persone e le cose e tutto va interpretato non condannato e, naturalmente, tutto si ripete.

I giornali si occupano solo di questo; omicidi, accoltellamenti, scippi, aggressioni, manifestazioni devastanti, individualismi esasperati, segni di inciviltà, disfunzioni delle “tradizionali” strutture pubbliche, incapacità di far fronte al disagio giovanile, alle tendenze animistiche per cambiare il “maschio” (da parte di un femminismo deviante), una tendenza ad eleminare il dialogo, il confronto per privilegiare la rissosità, l’astiosità, la minaccia, la censura, il divieto arbitrario, la limitazione della libertà del nostro diritto ad essere liberi di pensare e di agire nel rispetto delle regole che ne garantiscano ogni legittimità.

La disseminazione dell’informazione, i processi migratori incontrollati, le nuove fragilità prodotte dal disadattamento ai veloci cambiamenti di una Società sempre più tecnologizzata ed emarginante, stanno creando nuove tipologie di categorie sociali e stanno rendendo inefficace ogni tipo di provvedimento per risolvere gli attuali scollamenti ambientali, le disubbidienze civili, i comportamenti da giustizieri solitari.

Si governa senza provvedere e senza decisionismo istituzionale.

Un tempo in situazioni ingestibili, si diceva: comanda Barabba! Oggi si potrebbe dire chi comanda in Italia, ma non si può perché prevale la prevaricazione, l’astiosità, l’odio razziale verso l’avversario.

Come è possibile dichiarare che siamo in democrazia? Si potrebbe pensare ad un referendum con questa domanda: L’Italia è una democrazia? (No).

Il risultato, potrebbe, finalmente, mettere a tacere i vecchi e nuovi fascismi ed anti fascismi!

Nei paesi anglosassoni si sta cercando di sostituire il tradizionale vocabolario con il vocabolario woke, quello che toglie ogni rigore filologico alle parole per sostituirle con quelle che eliminano la realtà, la consapevolezza, la coscienza del tempo della Vita e delle sue trasformazioni (astratte e concrete).

Nel dire “persona matura” al posto di “anziano” o “vecchio” non si rischia solo la banalità, ma si alimenta una certa atrofia del pensare e nel strutturare un pensiero (una comunicazione).

Così come chi è vittima di atti criminosi da parte di giovanissimi o studenti, tende sempre a giustificare che la colpa non è di chi ha compiuto l’atto criminoso ma della ingrata Società oppure il diffuso buonismo (una forma seriale della burocrazia) che non è successo niente!

Va tutto perdonato e speriamo di riprendere presto i nostri “esperimenti” sulle piante carnivore.

È una sfida molto ardua vivere in uno Stato (Italia) in cui lo smarrimento culturale ed etico hanno generato forme liberticida ed antagoniste della convivenza sociale e del provvido esercizio delle professioni e delle inequivocabili responsabilità Istituzionali.

 

Franchino Falsetti

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