Un nuovo gruppo jazz si aggira nel bolognese
Giant Steps Quartet, ascoltiamo un loro brano prima dell’intervista.
Pubblicato il 26/02/2026
Appena tornato a Bazzano dopo la registrazione del bel concerto dedicato alle musiche di Burt Bacharach, organizzato da Le Nuvole al Teatro di Marzabotto, ho pensato fosse bene non tornare a casa per prepararmi una cena (voglia zero), quindi ho deciso di salire le 5 scale dell’ARCI per un tramezzino e magari un po’ di musica.
All’interno del locale trovo posto solo nell’ultimo tavolo in fondo (tutto il resto dei tavoli sono occupati); mi siedo e ho dirigo lo sguardo verso il palco: quattro ragazzi si stanno preparando; bene, penso, mangerò con un po’ di “colonna sonora” poi guarderò le foto che ho fato a Marzabotto.
Non appena formulato questo pensiero ecco che i quattro ragazzi cominciano a suonare un ottimo… Jazz (!).
Sorpresa. Chiedo a Cinzia (ARCI) di raccontarmi qualcosa su questi giovani musicisti e lei, con entusiasmo mi dice che sono bravissimi, sono giovani e che non appena ha saputo la loro età ha accettato di ospitarli per un concerto sul palco.
Mangio in fretta, bisogna far qualcosa, questi sono proprio bravi.
Vado in auto e cambio il borsone: da fotografico a videografico; cambio di programma ma intanto i Giant Steps Quartet hanno già suonato alcuni brani.
Torno al tavolino preparo la videocamera quando dal palco annunciano quello che sarà il loro ultimo brano della serata, una loro composizione: “A night in Budrio”.
Devo sbrigarmi, accendo il Tascam poi la GH5S e mi avvio di fretta vicino al palco, le prime immagini saranno mosse (ho parecchio pubblico da scavalcare) ma ho solo questa occasione per registrare, è l’ultimo brano. Poi gli chiederò una intervista per presentarsi.
Teso di Roberto Cerè per Millecolline
