L’Editoriale di Franchino Falsetti. “Se questa è Vita”

Editoriale della domenica

L’Editoriale Millecolline

Pubblicato il 11/01/2026

Se questa è Vita

La drammatica esperienza e la grande lezione di umanità di Primo Levi, potrebbero suggerirci, forse, un motivo consolatorio per comprendere l’immenso dolore e l’inutile tragedia consumata in pochi minuti nella località di divertimento e spensieratezza a Crans-Montana (Svizzera) festeggiando l’arrivo del nuovo anno.

Un inizio festoso tramutatosi in ecatombe, una trappola mortale per centinaia di giovanissimi venuti da diversi paesi europei, tra cui l’Italia. Il locale privo delle necessarie norme di sicurezza, senza alcun controllo di agibilità per la particolare circostanza e senza alcuna prevenzione per evitare che il locale divenisse un piccolo campo di concentramento, ammassato all’inverosimile, pronto ad esplodere per alcune candeline che hanno provocato un incendio inarrestabile con 40 vittime e 119 feriti (molti anche gravi).

Tra le giovanissime vittime sei sono italiani. Non intendo fare la cronaca di questa assurda tragedia che alcuni hanno definito “omicidio assistito “, perché il grido di dolore delle famiglie, dei parenti e degli amici ha scosso l’Italia e per la prima volta abbiamo conosciuto i giovani che fanno onore alle famiglie, agli insegnanti, alla scuola, alla nostra Società.

Io ho seguito i funerali, ho letto i commenti giornalistici, ho ascoltato le parole commosse e di elogio verso questi giovani che erano tutti valide promesse per costruire un mondo migliore. La meglio gioventù italiana del XXI secolo.

Il contrario di quella componente che vive ai margini della Società e che, deprivata dalla presenza dei genitori, vive come i nuovi nomadi del XXI secolo. Il brindisi di mezzanotte si è trasformato in una moderna strage degli Innocenti: erano tutti minorenni e volevano, giustamente, divertirsi in modo sereno, allegro e protetto.

Sono stati traditi non dalla loro inesperienza, ma dal pensare di non dovere avere alcuna particolare attenzione, né tanto meno sentirsi oggetto di imminente pericolo. Erano in un piacevole contesto in piena libertà e con esultante voglia di vivere.

Ecco, questa parola vivere dovrebbe farci riflettere, non solo per questa devastante esperienza dolorosa, ma per l’attuale situazione in cui si verificano episodi di quotidiana violenza, impunità, non sicurezza, disvalore della Vita.

La violenza sulle donne è inconcepibile. Ed è inconcepibile che questo accada ogni giorno, che ci sia chi possa, impunemente, usare ogni tipo di violenza, di tortura, di azioni disumane e ingiustificabili. E così anche il fenomeno del bullismo, che in molti casi è coltivato, autorizzato, e di cui nessuno si sente responsabile.

Si riempiono le pagine dei giornali, si discute, in modo aleatorio (effimero), sui mass media, ma non si opera e non si combatte con fermezza questa piaga che danneggia la “meglio gioventù” e l’onestà di un popolo indifeso. Si vanifica la Vita.

I valori cristiani si sono dispersi, non incidono più sulla formazione delle nuove generazioni, e quelle mature trovano occasione per dissacrare e ridicolizzare ogni opportuno riferimento.

I valori risiedono nell’attualità, nei beni di consumo, nella esteriorità dei modelli di comportamento, nella vacuità con cui vengono imposti i valori a tempo in attesa di essere prontamente sostituiti dalla nuova pubblicità.

La Vita è un vuoto a perdere: è importante scappare con l’incasso della serata (come se non fosse successo niente a Crans-Montana) perché il valore fondamentale è il denaro, il facile successo, la furberia nel sottrarsi ai controlli, alle verifiche, alla fattibilità, al rispetto verso gli altri, verso quel prossimo sacro, negli insegnamenti del nostro credo cristiano.

I giovani che muoiono sulle strade, nei locali pubblici, in ogni altra realtà fisica ed ambientale sono vittime del Consumismo. Scrivo questa parola con la C maiuscola, perché nessuno ne parla, invece le stesse famiglie come la scuola dovrebbero parlarne e non dare per scontato che tanto questo è il contesto vincente ereditato dal secolo scorso.

La vita ha perso il suo sacro valore perché è un elemento mercificabile: è un prodotto trattabile, vendibile ed è anche possibile da sopprimere (senza alcuna esitazione).

La Vita non occupa il posto di uno scaffale di un Centro Commerciale. La Vita è un meraviglioso percorso, donatoci, che tutti dovrebbero affrontare nella pienezza delle proprie capacità, competenze, nel rispetto della convivenza e solidarietà reciproche.

Franchino Falsetti

 

 

One thought on “L’Editoriale di Franchino Falsetti. “Se questa è Vita”

  1. Ciao Franchino ti inoltro questo pensiero di Vito Mancuso. Particolarmente la parte finale credo ti risponda. un abbraccio Guja

    PROTEGGERE DIO
    Io voglio proteggere questa speranza sotto forma di pensiero che chiamiamo «Dio». La voglio proteggere dalla crisi in cui oggi sprofonda, riscattandola dalla logica del potere che lungo i secoli ne ha terribilmente abusato, causandone la decadenza cui sembra sempre più condannata. Voglio proteggere questa speranza in forma di pensiero che l’umanità ha sempre avvertito dentro di sé e a cui ha dedicato le migliori energie, e che oggi invece viene il più delle volte ignorata, spesso anche derisa, talora vituperata. Non mi riferisco solo alle bestemmie, sempre ridicole sulle labbra di piccoli esseri umani ubriachi di sé che si sentono così potenti da insultare l’origine e la destinazione del loro essere. Il punto, molto più doloroso, è un altro: è che le giovani vite qui in Occidente sono sempre meno attratte da questa idea dell’Essere e del Bene che consente di orientare la libertà dandole un senso di marcia e protegge dalla rete degli interessi miliardari che mirano a ridurre gli esseri umani a ciechi consumatori.
    [#Dioeilsuodestino, #VitoMancuso #Garzanti]

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