Editoriale della domenica
L’Editoriale Millecolline
Pubblicato il 28/12/2025
Accorgersi di non aver capito
Il Natale è appena passato senza troppa visibilità ed anche la pubblicità è stata meno martellante in tenuta ordinaria, come se fosse un semplice compleanno di un bravo impiegato comunale.
Mentre i vertici della Chiesa rilasciano interviste pseudo religiose, la gerarchia del clero, a ranghi sparsi, in maglione e jeans, sostengono il superamento di certe forme del rito liturgico tradizionale, nonché l’abbandono di realizzazioni di tradizione come il presepe nei pubblici uffici, nei servizi sociali, persino nei luoghi di sofferenza come Ospedali e Case di cura.
Si preferisce fare l’albero e ridicolizzare persino Babbo natale, che non è più né la gioia dei bambini, né un piacevole diversivo consumistico per gli adulti in cerca di fittizie consolazioni.
Anche la Chiesa, fossilizzata su un linguaggio trasfigurato sempre più irreale, deprivata dei suoi fondamenti teologici e di fede, è arrivata alla sua deriva e per non “morire”, da tempo ha scoperto la politica, il potere civile, laico, la promiscuità religiosa e mondana.
Questo salvagente non è divino, ma di pura vanità di una casta, che nel nome di Cristo ha perso la sua identità dopo oltre duemila anni di presenza e di predicazioni in tutto il mondo. Anche quest’anno in molte chiese non si sono ascoltati i canti natalizi: io ho ascoltato prediche in cui non si pronunciava la parola Gesù perché non è una parola inclusiva.
La Chiesa cattolica è diventata una delle tante realtà pubblicitarie dei media per strumentalizzare politicamente i drammi della modernità come l’incontenibile attivismo degli islamisti e della volontà di islamizzare la società italiana ed il mondo intero.
Abbandonati gli Oratori, i giovani si rivolgono nei luoghi della corruzione morale e della mala educazione: amplificando gli effetti negativi del consumismo personale e collettivo, dei luoghi massificati di persuasione deviante e contestataria del nostro costume, dei nostri modelli di vita, per abbandonarsi a vuote seduzioni come l’uso della droga, la cancellazione della cultura sostituendola con la nera toga della perversione e della violenza contro le donne e le persone fragili.
Le forme del bullismo ne sono la tragica testimonianza: minorenni, in massima parte, che vengono educati privi di ogni valore umano e civile, senza alcun ideale ed orgogliosi della propria ignoranza.
E qui la Chiesa ha grande responsabilità: l’alibi della diversità, il coltivare la sottomissione, lo spogliarsi delle proprie identità secolari hanno creato mostri, omuncoli che ubbidiscono alla propria natura neuro-vegetativa e a soddisfare le proprie istintività e bestialità.
L’insicurezza domina le principali città italiane e nulla si muove nelle nostre Istituzioni per affrontare in modo risoluto, determinato, con decisionismo democratico contro questa nuova peste degli animi, questo cancro che sta minando le giovani e meno giovani coscienze.
Rischiamo di divenire un popolo governato solo da personalismi, da rivalità tra vecchie e nuove Caste, un incredibile naufragio delle pubbliche Istituzioni (in cui non si governa ma si costruiscono laboratori dove emozionarsi, avere contatto fisico, recuperare esperienze in libertà contro la solitudine; liberare la creatività come i macigni installati, recentemente, a Bologna, sul crescentone della storica piazza Maggiore, davanti alla Basilica del Patrono della Città San Petronio, al posto di un Presepe vivente simbolo della Vita, della Teologia dell’Esistenza, dei valori immutabili per la nostra maturità culturale e sociale ).
Ecco: questo ennesimo piccolo pro-memoria dei mali esistenziali, che sembrano incurabili, mi crea un certo disagio, perché viene tolta, cancellata, la ragione, il famoso cogito cartesiano e quindi non capisco, non capiamo perché il mondo stia procedendo alla rovescia e come alla fine i nuovi testi evangelici saranno quelli che diffonderanno le disinformazioni, le strumentalizzazioni dell’attualità, la diffusione sistematica da parte degli addetti all’informazione (i media) a configurare un mondo fatto di esclusi, di attivisti (terroristi), di odio sociale, di emarginazione fin dalla nascita, di impiego indiscriminato della tecnologia per costruire nuove forme di schiavismo, di ignoranza e di cancellazione totale di seimila anni di Storia dell’Umanità e delle sue insostituibili Civiltà.
E nasceranno generazioni che non capiranno il divenire poiché vivranno senza memoria storica e senza possibilità (come nel Grande Fratello di Orwell) di poter usare la propria ragione, la propria identità, la propria libertà di scelta, il saper motivare l’esigenza di conoscere la Verità.
Questa riflessione per augurare a tutti i nostri lettori e quelli potenziali, i migliori auguri per un Nuovo Anno 2026 più pensante ed illuminante perché il venticello della malvagità svanisca miseramente.
Franchino Falsetti
