Editoriale Millecolline. Dove va la religione cattolica?

Editoriale

L’Editoriale Millecolline

Pubblicato il 07/05/2023

Dove va la religione cattolica?

Ho letto nei giorni scorsi, con poca attenzione da parte della stampa laica italiana, le dichiarazioni del Monsignor Ottani sul destino dei cimiteri “che siano luoghi da vivere”. E così continua: “Di fronte all’attuale e crescente prevalenza della cremazione pone nell’immediato il problema della gestione dei cimiteri, diventati progressivamente in gran parte inutilizzati, mentre si fa avanti la richiesta di luoghi e modalità di conservazione delle ceneri”.

(Corriere della sera, 16 aprile 2023)

Monsignor Ottani della Curia bolognese, vicario generale per la Sinodalità, ne ha parlato sulla prima pagina di Bologna7, settimanale domenicale del quotidiano Avvenire con un articolo dal titolo alquanto enigmatico: “Cimiteri, luoghi di incontro per vivi e dormienti”. Una moda anglosassone, indipendentemente dalla richiesta esponenziale della cremazione. Giardini e giardinetti, ben curati dove si può perdere un pomeriggio a far due chiacchiere, non con il defunto, ma tra amici, tra solitudini in cerca di conforto.

Tutto secondo il triste programma dell’età della società liquida, dove anche la morte viene traslocata, resa inefficiente, pressoché orpello del sogno gastronomico e rassicurante del florido mercato ed industria funeraria. Una trasformazione che piace anche alla Chiesa cattolica, che inizialmente cercò di vietare la cremazione, poi si è convertita alle crescenti richieste fino a negare uno dei fondamenti della religione cattolica che è la Risurrezione.

E’ stucchevole la dissertazione del Monsignor Ottani a questo proposito: “ […] La Chiesa cattolica ammette pacificamente la cremazione, che certamente non ostacola il dogma della risurrezione della carne”. “Due elementi nuovi si inseriscono nel contesto tradizionale: la presenza di diverse concezioni religiose e l’incremento della pratica della cremazione”.

Ancora una volta prevale l’economia, la razionalizzazione e la roulette della fiducia (della scommessa dei bari).

La morte è un sevizio, come l’assistenza sociale.

Una volta concluso il programma, si firma per avvenuta prestazione e si passa alla sua registrazione nel registro delle presenze di carta.

Siamo di fronte alle solite prove d’orchestra. Ma in questo caso tutto diviene possibile perché la fede non abita più nella nostra anima.

Tutto viene commercializzato: anche la morte. Il rispetto del corpo, della sua sacralità.

Tutto questo ci richiama all’editto di Saint Cloud, del 1804, quando Napoleone vietò le sepolture nelle chiese, nelle sinagoghe ed all’interno delle città. “I cimiteri dovranno essere costruiti fuori dalle mura cittadine e le tombe dovevano essere tutte uguali”. Mentre continuavano le fosse comuni per i diseredati ed emarginati.

Ma la risposta immortale arriverà dal grande e dimenticato poeta Ugo Foscolo. Dai “Dei Sepolcri”:

 

All’ombra de’ cipressi e dentro le urne

confortate di pianto è forse il sonno

della morte men duro? Ove più il Sole

per me alla terra non fecondi questa

bella d’erbe famiglia e d’animali […]

Ma perché parla del tempo a sé il mortale

invidierà l’illusion che spento

pur lo sofferma al limitar di Dite?

Non vive ei forse anche sotterra, quando

gli sarà muta l’armonia del giorno,

se può destarla con soavi cure

nella mente de’ suoi? Celeste è questa

corrispondenza d’amorosi sensi […]”.

 

Vivendo in un’epoca dove il negazionismo ed il giustificazionismo (revisionismo) in modo perverso stanno modificando antropologicamente la mente degli uomini, forse la religione cristiana e cattolica dopo oltre 2000 anni, può gettare nella cremazione i valori  della sua tradizione ed ogni senso di quella meravigliosa lettura evangelica che ispirò i Padri della Chiesa e  l’intera ed infinita corte dei nostri Santi predicatori, divulgatori, testimoni della presenza divina su questa Terra e che stanno anch’essi scomparendo perché le giornate mondiali su ogni tema pubblicitario e globalizzante, compreso quello del cimitero per amico, formeranno il nuovo calendario celebrativo per nuove religioni.

                                                                                                                                                                         Franchino Falsetti  

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