CATTIVI PENSIERI. La vecchiaia non esiste più: è un terzo tempo

La vecchiaia non esiste più

Cattivi Pensieri di Franchino Falsetti

Pubblicato il 20/11/2021

La vecchiaia non esiste più: è un terzo tempo

E’ un’affermazione della ben nota e camuffata scrittrice, sempre verde, Lidia Ravera. (28 gennaio 2019. Dossier del lunedì – ON)

In una divertente intervista, la scrittrice di “lungo corso” e di memorie erotiche, sessualmente forsennate, ormai, di  un passato lontano scandito dal provocatorio e giovanilistico di  “Porci con le ali”, suo esordio come scrittrice uscito negli anni settanta del secolo scorso, direi che con la stessa verve ed ironia si rende ancora protagonista, forse per preparare a sua volta un posto- luce alla sua vecchiaia, di sostenere anche per la terza età, un terzo tempo privo dei soliti ed insopportabili stereotipi e con nuovi stereotipi biodegradabili come la voglia di divertirsi!

Gli over, che, per la verità, sono stati scoperti prima della raggiante Ravera, sono oggetto del desiderio pubblicitario fin dagli anni novanta (del secolo scorso); il nuovo filo d’oro del mercato nazionale ed internazionale. E’ la privilegiata pepita scintillante degli investimenti pubblicitari della globalizzazione.

Lidia Ravera (Sanzio Fusconi ph)

Affermare che la “vecchiaia non esiste”, non è uno stereotipo? Uno nuovo, logicamente!

Leopardi sosteneva che la vecchiaia era una malattia, non perché fosse il solito pessimista, ma perché è così. Chi gode di buona salute, anche nel periodo della terza età è un fortunato e può concedersi qualche “slancio” di vitalità ancora in riserva; ma per chi non gode di buona salute, la vecchiaia non è solo una malattia, ma una vera e propria disgrazia.

Questa esuberanza la Ravera la ricava da una sua altrettanto gastronomica iniziativa: la istituzione a Roma e Milano di Senior Caffè: -” gruppi di donne – rigorosamente over 60 – che si ritrovano per mangiare, bere, parlare e scambiare pensieri”.

Un bel programmino, soprattutto, originale. Adatto all’età e ricco di evocazioni uguali ai salotti letterari o Caffè letterari!

Oggi mi piacerebbe sapere come stanno andando le cose. Dopo il Covid, le migliaia di morti, lo sconvolgimento dei nostri desideri e visioni, anche intime, della vita. Una pandemia che determinerà questo secolo, aprendo nuovi scenari accantonando i baladûr e i tavoli rotondi per i pop corn, le pastine profumate ed il cicheleccio del tempo perso, come fossimo in un centro sociale, in centro dove il mercato invita a mangiare non a pensare od a rendersi utile socialmente.

Oggi abbiamo bisogno di solidarietà anche da parte degli anziani che godono di buona salute. Dobbiamo parlare più di tempo ritrovato (Proust) che di un terzo tempo, in senso agonistico.

Abbiamo bisogno di tutti gli anziani anche di quelli che faticano a sentirsi ancora protagonisti, perché la loro disponibilità, in questo tempo di solitudini, di abbandoni, di sofferenze, di depressioni inguaribili, di ri-meditazioni, di ri-costruzioni di noi stessi e di forte presenza della morte più che della vita, proprio in quest’ epoca dai volti tristi, il terzo tempo  della Ravera dovrebbe avere ben altre destinazioni e finalità.

In particolare riscoprire il senso dell’appartenenza, dell’aggregazione, dello stare insieme e della compagnia, dell’aiuto e del sostegno, riconquistando quella fiducia e quel calore che la drammaticità del vivere di questa nostra epoca fatta sempre più di orfani, ha sbiadito, quasi resa un “privilegio”.

Non dame da salotto, ma volontarie di bontà e non solo “donne”, ma donne e uomini uniti per difendere la “Bellezza” dell’Esistenza, dell’Esistere, del sapere di Esserci per la salvezza e la continuità per tutti.

                                                                                                                                                                                 Franchino Falsetti

 

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