Estratti da “Canti di Viaggio”: altri tre testi di Miriam Bruni a Verucchio

Una serata a Villa Verucchio con un palco pieno di musica e poesia

Canti di Viaggio

Pubblicato il 27/09/2021

 

 

 

Villa Verucchio  26/07/2021

La poetessa Maria Concetta Giorgi assieme alla voce solista di Rime Note, Mariapia Gobbi, hanno creato un evento in cui si potessero incontrare e abbracciare la musica e la poesia in una serata estiva.

Maria Concetta si è dedicata ad invitare due poeti, Miriam Bruni e Gilberto Vergoni, mentre Mariapia ha dedicato tempo e note musicali all’interpretazione di alcune poesie d’autore poi arrangiate assieme al suo gruppo.

E’ nata così la prima edizione di “Canti di viaggio” che ha visto il suo esordio nella piazza di Villa Verucchio (RM) il 26 luglio 2021.

 

Il terzo brano estratto dalla serata lo dedichiamo a Miriam Bruni – filotessa – che ci presenta tre  sue poesie: “Avete forse casa”, “E tu mimetizzato” e “Ogni cosa è soggetta al mirabile fuoco”. Buona visione.

 

Pubblicato il 31/08/2021

Il secondo brano estratto dalla serata lo dedichiamo al poeta Gilberto Vergoni che ci presenta due poesie: “Effimera brezza” e “Vita, chiesi perchè”. Buona visione.

 

Il primo brano estratto da quella serata lo dedichiamo alla interpretazione che Rime Note ha fatto della poesia “A galla” di Eugenio Montale, una delle sue poesie giovanili, che nasce dai sentimenti di amore/amicizia per Anna degli Uberti, e per certi aspetti ne segna l’allontanamento. È datata 1919, scritta mentre Montale era allievo ufficiale al 158º Reggimento di Fanteria Liguria. 

 

A galla – Eugenio Montale

Chiari mattini,
quando l’azzurro è inganno che non illude,
crescere immenso di vita,
fiumana che non ha ripe né sfocio
e va per sempre,
e sta – infinitamente.

Sono allora i rumori delle strade
l’incrinatura nel vetro
o la pietra che cade
nello specchio del lago e lo corrùga.
E il vocìo dei ragazzi
e il chiacchiericcio liquido dei passeri
che tra le gronde svolano
sono tralicci d’oro
su un fondo vivo di cobalto,
effimeri…

Ecco, è perduto nella rete di echi,
nel soffio di pruina
che discende sugli alberi sfoltiti
e ne deriva un murmure
d’irrequieta marina,
tu quasi vorresti, e ne tremi,
intento cuore disfarti,
non pulsar più! Ma sempre che lo invochi,
più netto batti come
orologio traudito in una stanza
d’albergo al primo rompere dell’aurora.

E senti allora,
se pure ti ripetono che puoi
fermarti a mezza via o in alto mare,
che non c’è sosta per noi,
ma strada, ancora strada,

e che il cammino è sempre da ricominciare.

 

Ecco la locandina dell’evento

Note di presentazione di Roberto Cerè per Millecolline

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