Pochi dettagli di una mostra conclusa

Crespellano in Valsamoggia, 03/11/14. A qualche giorno dalla chiusura della mostra collettiva degli artisti residenti in Valsamoggia ho rivisto alcune immagini del giorno dopo l’inaugurazione e ho pensato di pubblicarle come fosse un pensiero su un evento che non sarà più visibile. Poche foto, fatte in pochi metri quadrati.

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Scala a Palazzo Garagnani. Crespellano, 2014.
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Il ciclista di Laura Soprani. Crespellano, 2014.
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Di nuovo scale, Palazzo Garagnani. Crespellano, 2014.
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Il bicchiere di Ernesto Ubertiello. Crespellano, 2014.
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L’Araba Fenice di Adriano Tomesani. Crespellano, 2014.
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Tantamerda, Laura Soprani. Crespellano,2014.

Trentadue lavori di Fabrizio Sola

ANTEPRIMA. Bazzano in Valsamoggia. 02/11/14. “Livelli di vita natura e movimento”, questo è il titolo della mostra che Fabrizio  Sola sta preparando per sabato 15 novembre nella Sala del Camino della Rocca di Bazzano con il supporto della Fondazione Rocca dei Bentivoglio.

Abbiamo incontrato Fabrizio Sola al Caffè Centrale a Bazzano e in questa domenica pomeriggio di novembre e di sole ci siamo seduti al tavolino del dehor per parlare della mostra che sta preparando.

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Fabrizio Sola dipinge da sempre “da quando, a 14 anni, per la Befana mi regalarono il primo cavalletto, un regalo indimenticabile” , poi seguì una “interruzione” calcistica che lo portò a frequentare più i campi di calcio nella Primavera del Bologna che i tubetti del colore ma, si sa, le cose che si hanno dentro prima o poi ritornano e per Fabrizio sono ritornate. Aggiungiamo il diploma presso l’Istituto Statale d’Arte di Bologna e la frequentazione dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e Urbino e il cerchio comincia a chiudersi. Dal 1998, Fabrizio riprende a dipingere anche se “solo la metà delle persone che conosco sanno che dipingo e che ho fatto delle mostre” . La sua storia lo porterà poi a trovare casa a Bazzano e ad organizzare il suo studio nella sua cantina alla Fondazza, “Mi sento bazzanese; questo è un paese che mi piace e ed ho sempre pensato di poter fare una mostra in Rocca”. Nella mostra che inaugurerà il 15 novembre ci sarà un filo conduttore : la natura raccontata con 10 quadri ad olio, 12 lavori su plastica con tecnica a spugna e 10 quadri disegnati con la penna Biro. La serata dell’inaugurazione sarà allietata da una singolare idea di buffet: Annalisa Ragazzi e Valeria Cavazza prepareranno dei piatti che si ispirano ai colori dei quadri esposti da Fabrizio.

L’inaugurazione avverrà alle ore 17.00.

In Palette LOCANDINE troverete la brochure fronte/retro dell’evento.

 

Testo e foto di Roberto Cerè per Millecolline

 

 

Per un poco di rossetto

Bazzano in Valsamoggia, 26/10/14.

Giovedì 30 ottobre 2014, alle ore 21:00, in Sala Giganti della Rocca Bentivoglio di Bazzano potremo vedere “Per la prima volta lo spettacolo della TENTEATRO la 2° Ricetta Del Dottor Anton Pavlovic Cechov  verrà preceduto dal debutto di una nuova compagnia teatrale IL TEATRO INSTABILE DEL MELOGRANO di Bazzano che presenterà un corto teatrale di Giuseppe De Francesco dal titolo: “Per Un Poco Di Rossetto”.

 

Questo si legge nella brochure di invito di TEN Teatro. Per qualche tempo abbiamo cercato di incontrarci con TEN Teatro con l’intenzione di raccontarvi questo gruppo teatrale che recita per passione anche a Bazzano, ma a causa di un insieme di motivi, purtroppo, non siamo riusciti ad incontrarci. Per fortuna esiste la casualità. Cosa c’è di meglio della casualità?

 

Infatti mentre ero in Rocca noto un certo via-vai in direzione della Cella del Foscolo e penso: –“Vuoi vedere che c’è il TEN Teatro che fa le prove per il lavoro di giovedì 30?”. Era proprio così; allora vado a curiosare e gli chiedo di fare qualche foto; i ragazzi accettano la proposta e la fortuna vuole che che fossero le prove del debutto del Teatro Instabile del Melograno che vedremo per la prima volta giovedì 30 ottobre.

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Purtroppo non ho avuto il tempo per parlare con loro ma ho potuto comunque seguire le loro prove ed ho potuto scattare alcune fotografie per raccontarvi quanto impegno ci vuole per presentare un lavoro teatrale. Ma… poi ne riparleremo, magari a fine serata.

PER UN POCO DI ROSSETTO

atto unico di

Giuseppe De Francesco

Regia

Graziano Ferrari

Maurizio Tonelli

Cast

Irene  Papotti

Lorenzo Vecchi

Luca Benini

 

Questo atto unico di Giuseppe De Francesco aprirà la serata teatrale prevista per le ore 21:00 di giovedì 30 ottobre; la serata proseguirà con:

2° RICETTA  DEL  DOTTOR  ANTON PAVLOVIC  CECHOV

spettacolo composto da due atti unici di Anton Cechov

Regia

Graziano Ferrari

                              1) L’ORSO

                                             cast

                                             Sebastiano Spada

                                             Alida Piersanti

                                            Beppe Cerone

 

                             2) DOMANDA DI MATRIMONIO

                                            cast

                                            Maria Giovanna Canu

                                            Maurizio Tonelli

                                            Sebastiano Spada

Per ulteriori informazioni vi consigliamo di selezionare LOCANDINE in questa stessa rivista.

 

Fotografie e testo di Roberto Cerè per Millecolline.

Chi non si maschera?

Zola Predosa (Bo), 20/10/14. Gli artisti della Associazione Liberi Incisori (ALI) hanno inaugurato la loro mostra collettiva a tema “Chi non si maschera?” nella grande sala semicircolare di Cà la Ghironda.

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Il Prof. Francesco Martani, con la mostra alle sue spalle.

La mostra è a cura di Marco Fiori e Marzio Dall’Acqua che ne ha curato anche il commento critico, mentre un certo supporto “tattico” è stato fornito da Alberto Rodella.

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Marzio Dall’ Acqua presenta le opere degli incisori seguito da Marco Fiori, Francesco Martani e l’Assessore del Comune di Zola Predosa

Ospitati nella cornice di Cà la Ghironda e presentati dal prof. Francesco Martani, gli artisti dell’ AMI “hanno interpretato il tema non solo con grande libertà, come sempre, ma anche con grande ed acuta lettura semantica e simbolica traducendolo in invenzioni grafiche intense e originali” <Marzio Dall’Acqua>

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In questa soleggiata giornata di inizio autunno noi di Millecolline abbiamo seguito l’inaugurazione mischiandoci fra i numerosi presenti e come perfetti sconosciuti ci siamo aggirati fra le incisioni che vale la pena andare a vedere.

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La mostra sarà visitabile fino al 16 novembre 2014.

 

Nuovi (grandi) lavori per Ernesto Ubertiello

Baggiovara (Mo). Ritroviamo Ernesto Ubertiello al lavoro per una novità che non svelerà a nessuno. Un lavoro lungo ed impegnativo che lo sta coinvolgendo da qualche mese e che già comincia a comparire sulla tela.

La casa di Ernesto è a Baggiovara e, secondo me, quando arrivo a suonare al suo campanello lui capisce il mio leggero spaesamento: non mi sono mai orientato fra le strade del paese dove abita e ci scherziamo sopra: -“Volete qualcosa da bere?”  Tanto per farci capire che siamo (finalmente) arrivati. Ernesto è sempre amichevole e un giorno o l’altro vi racconterò due aneddoti che risalgono agli anni in cui avevamo ancora i pantaloni corti: quel giovane pugliese, arrivando a Bazzano, ci raccontò infatti due cose a cui noi non volevamo credere. Ma questa è un’atra storia e forse neanche lui se la ricorda.

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Nella casa di Baggiovara ci accoglie con la moglie Nadia e la cordialità di sempre; la casa,i genitori, la famiglia, ci raccontiamo le ultime nuove: io parlo del progetto di Millecolline ed Ernesto del suo quadro più grande che abbia mai dipinto.

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-“Dai Ernesto, portaci su, nello studio, che vogliamo vedere le novità”. Ci accordiamo per i caffè e saliamo le scale. Entriamo nell’appartamento adibito a studio ed ecco un telaio in legno di formato gigante che sorregge la tela: dal soffitto al pavimento a poco più di un metro di distanza dal muro della libreria.

-“Per fare questo lavoro ho dovuto studiare, per quasi due mesi, una soluzione che mi consentisse di iniziare un quadro di così grandi dimensioni”. Già, il quadro è veramente grande e per riuscire a lavorarci Ernesto si è inventato un ingegnoso sistema di reazione al pennello (per non far cedere la tela) ed una efficace soluzione per appoggiare la mano  mentre dipinge. Mentre Ernesto mi racconta come ha affrontato i problemi logistici io mi chiedo come farà il quadro a passare dalla porta ma, nella pausa caffè, lui mi risponde senza che io abbia fatto la domanda: –“La dimensione di questo quadro è fatta apposta per farlo uscire millimetricamente dalla porta senza rovinarlo”. Io ci credo, anche se, guardando le dimensioni della porta e riguardando le dimensioni del suo lavoro, non riesco ad immaginare quale invenzione possa aver creato questa volta.

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Poi la novità: il quadro non sarà “da solo” ma in compagnia di altri tre e tutti e quattro insieme faranno parte di un progetto preciso. Dovremo quindi aspettare ancora un pò di tempo per riuscire a vedere il termine di questa fatica minuziosa e carica di dettagli estremamente realistici. –“Ci passerò tutte le sere di quest’ inverno“. E come sempre sorride come l’ho sempre visto sorridere.

 

Testo e foto di Roberto Cerè per Millecolline.

Le nuove mappe di Angelo Gentile

Bazzano in Valsamoggia, 16/10/14.

Ci sono lavori e passioni che usurano chi li esegue; gli anni che Angelo Gentile ha dedicato ai suoi quadri, solcati da migliaia di minuscole incisioni, hanno lasciato un segno… anche sul braccio che li eseguiva. Purtroppo il segno lasciato era di quelli seri: il rischio di lesione ad un tendine si faceva molto prossimo ed Angelo ha dovuto rallentare i ritmi fino ad interromperli per prendersi alcuni mesi di convalescenza.

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Ripiegare le “tovaglie” disegnate.

 

Gentile, però, non è il tipo da frenare il suo lavoro artistico; così si è ingegnato a trovare una diversa espressione che potesse essere realizzata senza infiammare ulteriormente in suo tendine stressato. “Un giorno mi ricordai di vecchie tovaglie, ormai inutilizzabili, che risalivano ai lontani tempi della prima Pro-Loco e provai a lavorare con i colori ma la cosa non mi soddisfaceva”. Ad un certo momento deve essersi accorto della “comodità” della biro ed ecco spuntare lo strumento giusto per scrivere linee su quei fondi bianchi. La biro. Nascono così le mappe sognate di una cartografia tutta scovata da Angelo Gentile. Ora Angelo ha prodotto tanto materiale da poter presentare una nuova mostra: ecco a cosa sta lavorando oggi.

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Noi di Millecolline stiamo lavorando per dedicargli la nostra galleria d’arte mensile che si avvierà a novembre in cui potremo vedere in anteprima alcunidi questi nuovi lavori; intanto che ce li presenta mi fa vedere anche con quale strumento eseguiva le migliaia di micro-incisioni dei quadri precedenti: –“Non ci crederai, indovina con cosa lavoravo?”  Dicendo questo si gira e va a rovistare sul banco di lavoro, poi mi mostra un sottile pezzo di ferro cromato-“La riconosci?” mi dice. Bhò, così su due piedi non saprei, poi apre una scatolina e tira fuori due graffette da ufficio: -“Sono queste: il mio strumento di lavoro erano delle semplici graffette che adattavo e rendevo più comode facendoci _MG_4748_DxO

girare attorno dello scotch. Guarda, dopo un pò che le usi si spuntano, allora prendevo la lima e le riaffilavo, cosi!” E prende a limare la punta della graffetta per farmi capire meglio.

Non ci si pensa ma chi lavora con l’arte si inventa le cose più imprevedibili per esprimersi. Bravo Angelo. Oggi però disegna con una più semplice biro e le tracce che lascia sul tessuto sono di una forma sinuosa che va ben oltre al ricordo di antiche mappe di navigazione.

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In studio da Angelo Gentile, il vecchio e il nuovo , vicini.

 

Poi parliamo dei suoi inizi e della casualità a cui si è avvicinato al percorso artistico, a questo punto la ricerca di vecchi cataloghi che ne segnassero le tappe è diventata lo scopo per riderci un po’ addosso: ogni volta che ne nomina uno e lo va a cercare, puntualmente, non si riesce a trovare. Angelo rovista negli scaffali del suo studio e riemerge dicendo: –“Non lo trovo!” e proseguiamo comunque il discorso. Mentre parla trova invece, di istinto, un cartoncino strappato da chissà dove e con una biro disegna linee, tratti, curve con una continuità apparente, poi si ferma e dice: –“Guarda questi tre disegni, sembrano tre vestiti da sera per una donna, questi andranno  esposti tutti e tre vicini”. Sono tre nuovi disegni su cartoncino, non più su la vecchia tela bianca, poi passiamo al linoleum ed infine una lunga e stretta carta da parati che, sfogliandola da rotolo, pare un antico papiro. A questo sta lavorando oggi Angelo Gentile.

 

Testo e fotografie di Roberto Cerè per Millecolline