VIDEO DELL’INTERVISTA A MARIA CASSI 1/2

Abbiamo incontrato Maria Cassi prima dello spettacolo “Obladì Obladà” al teatro di Calcara il 24 ottobre 2014.

In questa prima parte del video ci racconta dei suoi monologhi, dell’importanza dell’ozio creativo, il suo “riraccontare” la realtà e il suo rapporto col pubblico.

Buona Visione!

Art Ekyp, Galleria di artisti a Modena.

 

 

Modena, 27/12/14

E’sabato pomeriggio, la settimana scorsa ci siamo accordati per incontrarci alle 16:00 di oggi alla galleria Art Ekyp di Modena; fino a quel momento potevamo essere contenti di un inverno che  presentava il suo lato più mite, ma, oggi pomeriggio appena arrivata l’ora di partire si è messo a nevicare. Ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti qualcosa tipo: – “Chi se ne importa, noi a Modena ci andiamo comunque”. Siamo partiti con la neve a fiocchi, siamo arrivai in anticipo, ci siamo scaldati in un bar che prometteva cioccolata in calda con panna artigianale e ne siamo usciti chiedendoci che cosa avesse di così artigianale la panna che usciva dalla solita bomboletta spray da supermercato… Poi il freddo sulla via ci ha tolto ogni ulteriore commento. Qualche passo ed eccoci davanti alla galleria Art Ekyp; più in centro di Modena di così… via Torre è una stradina stretta che si stacca dalla Via Emilia per catturare l’ultima ombra della Ghirlandina._MG_0452_DxO

Ad aspettarci in galleria c’è Ernesto Ubertiello, vecchia conoscenza di Millecolline, e noi ci accomodiamo sulle poltrone nere di questa galleria ovunque bianca; Art Ekyp  è formata oggi da 6 pittori che hanno pensato bene di “consociarsi” per mantenere una loro autonomia in cui potersi muovere e mostrare sia i loro lavori che i lavori di altri artisti.Sei componenti quindi: Arnaldo Vignali, Mauro Barbieri (fra i primi fondatori dell’iniziativa), Federica Poletti, Ubertiello Ernesto, Andrea Saltini e Massimo Lagrotteria, tutti modenesi o della provincia che alternano il loro lavoro alla presenza in via Torre, 65. Fino al 13 gennaio potrete vedere la mostra collettiva che si sono dedicati nella loro galleria: –“Nella mostra ci sono i lavori di tutti e sei noi autori, per questa galleria siamo liberi di agire per conto nostro, non c’è alcun movimento o manifesto artistico ma c’è volontà di essere visibili “noi viviamo con i nostri quadri” ma dobbiamo far vedere che siamo vivi e presenti,  che viviamo sul territorio da una vita e che dipingiamo e lavoriamo tutti tantissimo”.  Questo gruppo di artisti lavora quindi per uno stesso obiettivo; mantenere una struttura, farla funzionare e mettere dentro idee nuove consapevole che, con questi intenti, il loro potenziale non può che migliorare.

_MG_0460_DxOErnesto ci racconta poi di come sia stata utile la sua decisione di unirsi a questa idea: – “In un certo modo soffrivo dell’isolamento che si patisce a dipingere da soli, anche se si può lavorare ad un bel progetto succede che, a lungo andare, è come se continuasse a guardarsi solo allo specchio senza più riuscire a concludere nulla di appagante. Manca il rapporto con le persone che commentano i tuoi lavori. Un artista che non è in grado di percepire quello che succede attorno ne soffre a lungo andare”. Abbiamo quindi, inevitabilmente, parlato con Ernesto di come questa sua esperienza in galleria stia contribuendo a trasformare anche il suo modo di vedere e percepire il suo lavoro: -“Fino ad oggi la mia tavolozza era limitata a quattro-cinque colori, adesso ne uso (solo) tre però sono quelli fondamentali, perciò è come se li usassi tutti. Con la sensibilità del mio passato. Prima disegnavo molto di più adesso dipingo assieme al disegnare e mi accorgo che la somma di due linguaggi vivono assieme in maniera perfetta”. Un buon augurio per il nuovo anno.

 

La locandina della mostra la troverete in Palette LOCANDINE della rivista.

Foto e testo di Roberto Cerè per Millecolline.

Irene Papotti, Teatro Instabile del Melograno.

Chercher la femme. Ecco la ragazza. La ragazza del trio Teatro Instabile del Melograno si chiama Irene Papotti ed è una studentessa di S. Giovanni in Persiceto che, diplomatasi al Liceo Classico, ha deciso di frequentare il DAMS a Bologna con indirizzo Teatro/Cinema. Ve lo aspettavate…? Irene parte tranquilla e sta un po’ sulle sue, fa il verso a qualche intervento dei sui due amici ed ha lo sguardo di chi sta prendendo le misure per dire la cosa migliore al momento giusto.

Già, questa tecnica deve averla imparata sui campi di pallavolo quando, studiando l’avversario, cercava di capirne i punti più vulnerabili. Ed ecco svelata la seconda passione di Irene: la pallavolo, sport di cui parla volentieri e con rispetto ma con le parole di una persona che dallo sport ha imparato a privilegiare il divertimento annusando il rischio e il  pericolo nascosto della competizione fino ad abbandonarne i dettami, anche a costo di perdere delle amicizie. Una volta ascoltate queste parole a me sarebbe bastato per l’intera intervista; comprendere questa verità a 19 anni è già un bel punto di arrivo.

 

Invece da Irene impariamo un’altra cosa: gli piace, molto, cantare sotto la doccia e pare che canti anche bene;  a dirlo sono anche i suoi vicini di casa (!). Dopo aver “dato del fortunato” a tutti i vicini di casa di Irene abbiamo parlato di quale fosse stata l’esigenza che ha spinto i tre ragazzi e chiedere di essere diretti dalla regia del Teatro TEN per poi formare il Teatro Instabile  del Melograno, la loro risposta è stata quasi all’unisono:  migliorare la loro presenza su un palco in vista di ulteriori, future, prove teatrali. Salutiamo Irene augurando anche a lei una buona prosecuzione degli studi legati alla sua passione per il cinema, che possa raggiungere gli obiettivi con il divertimento anziché con la competizione.

 

Report: i buskers di Massimo Malagoli

Un artista di strada è un artista che si esibisce in luoghi pubblici gratuitamente o richiedendo un’offerta. Le esibizioni sono molto varie e l’unica costante è quello di offrire al pubblico uno spettacolo d’intrattenimento. Il Ferrara Buskers Festival, con i suoi 800.000 spettatori e con i suoi 1.000 artisti in rappresentanza di 35/40 nazioni, è la più grande manifestazione al mondo dedicata all’arte di strada.

Personalmente ho amato la musica più di ogni altra cosa, so cosa vuol dire quando la senti salire dalla pancia ed invaderti tutto il corpo, un pò come fare una foto con il cuore.

Massimo

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FOLGORANTI TRASPARENZE, GIUSEPPE DE GREGORIO in GALLERIA DUENDE

Zola Predosa (BO), 06/12/14.

Si è inaugurata oggi, alla Galleria Duende di Zola Predosa, la personale postuma dedicata alla personalità artistica dello spoletino  Giuseppe De Gregorio e curata dal Prof. Franchino Falsetti che, nella presentazione da lui curata, dice dell’artista: –“Autodidatta e figlio d’arte, De Gregorio ha vissuto la sua ricerca pittorica come una poetica esistenziale, realizzando forme nascoste per evidenziare livelli di ” sensibilità espressiva” mescolando, progressivamente, diverse contaminazioni stilistiche: dal cubismo al tachisme all’informale”.

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Prof. Franchino Falsetti e Claudio Bonfiglioli, Galleria Duende. Zola Predosa,2014.

 

 “La sua produzione artistica si inserisce nel filone degli “ultimi naturalisti” o del “naturalismo informale”. Un particolare Naturalismo astratto, dove il colore determina nuove alchimie e diventa uno stimolante moltiplicatore di folgoranti ed esplosive simbologie e di rievocazioni vivificanti dell’espressività materica e della libera espressione dell’artista”. Prosegue così, con un altro tassello, la ricerca dell’informale avviata dalla galleria diretta dal bazzanese Claudio Bonfiglioli che chiude il suo 2014  con questa bella mostra visibile fino al 31 gennaio 2015.

La mostra è visibile nei giorni di martedì, giovedì,venerdì e sabato dalle 16:30 alle 19:00. Domenica chiuso.

Testo in corsivo del Prof. Franchino Falsetti e foto di Roberto Cerè per Millecolline

Guardami. La pallina sul naso per dirti chi sono.

ANTEPRIMA. Castello di Serravalle in Valsamoggia.

Sabato 13 e domenica 14 dicembre 2014 potremo vedere il risultato di un anno di lavoro eseguito dal Laboratorio Permanente di Pratica Teatrale del Teatro delle Ariette. Millecolline è andato a trovare Stefano Pasquini del Teatro delle Ariette per saperne un p0′ di più…. Il Laboratorio Permanente è composto da appassionati di teatro che dedicano i loro lunedì sera, di ogni settimana, a fare pratica teatrale al Deposito Attrezzi del Teatro delle Ariette.

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Stefano Pasquini. Castello di Serravalle, 2014.

 

Gli attori del Laboratorio sono abitanti di Valsamoggia, Vergato, Zola, Castel S.Pietro, Bologna che attraverso la pratica diretta del teatro come strumento di indagine su noi stessi, come individui e come società condividono un palco in cui mettersi i gioco. Ho chiesto come nasce l’idea del lavoro che poi diventerà il soggetto di un anno intero di prove ed elaborazioni; la risposta è stata semplice, non c’è regola, può capitare che dal lavoro dell’anno precedente scaturisca il soggetto dell’anno successivo, oppure che nasca da una considerazione, da uno stimolo o da una idea. Quest’anno, per esempio siamo partiti dall’idea di lavorare sul clown e da lì, dopo alcune considerazioni e confronti, abbiamo giudicato interessante impiegare alcuni frammenti del lavoro di Beckett riferendole al lavoro sui clown; quindi la partenza non ha una regola precisa ma è un lavoro in corso d’opera.

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Stefano Pasquini, Deposito Attrezzi. Castello di Serravalle, 2014.

 

Quindi  non sarà una messa in scena di un lavoro di Beckett ma piuttosto saranno frammenti di testo estratti da alcuni suo lavori teatrali che verranno impiegati come stimolo per sviluppare ed esporre esperienze personali, leggere o profonde; ciascun clown a modo suo. Abbiamo lavorato attorno alla figura del clown, con la pallina rossa sul naso; credo che abbiamo fatto un buon lavoro anche se le maschere del clown posso essere confuse fra loro, in realtà sono figure molto diverse tra loro. Con queste figure diverse abbiamo cercato di affrontare quella che è la condizione umana. Con una maschera può venire fuori il tuo modo fare ed il tuo modo di essere. A volte qualche atteggiamento, qualche attaccamento esasperato alla vita ci fa sembrare anche un pò ridicoli. Facciamo ridere. Chi si fa domande su se stesso, chi ha voglia anche di ridere di se stesso può trovare in questo lavoro della materiale su cui lavorare e continuare ad interrogarsi, anche quando tornerà a casa.

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Ricordiamo che in LOCANDINE trovate la locandina dello spettacolo.

 

Testo in corsivo dalle parole di Stefano Pasquini.  Testo e foto di Roberto Cerè per Millecolline.