Lev, il libro di Barbara Vagnozzi – VIDEO

Bazzano in Valsamoggia (Bo), 30/01/16. Millecolline comincia a raccontare la Giornata della Memoria iniziando da Lev il libro illustrato di Barbara Vagnozzi presentato in libreria Carta/Bianca proprio questa sera. Tutte le parole che avremmo voluto scrivere per presentare questo libro sono state dette dall’autrice e da Doriano, quindi, non ci resta che augurarvi una buona visione.

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Pillole corsare n.7 – Di cosa dobbiamo, davvero, preoccuparci?

Di cosa dobbiamo, davvero, preoccuparci?                                [n.7]

Molti sono gli allarmismi che leggiamo ogni giorno sui giornali o vediamo, senza sosta, in televisione o nei “cari” tormentoni mediatici.

Tra questi, non trovo quello che, in modo invisibile, sta trasformando il nostro modo di vivere, ma, soprattutto, la visione della nostra breve esistenza su questa Terra. Alla angosciante “uniformità” dei giornali, si aggiunge l’ossessivo tam tam che percorre, con narrazioni romanzesche, l’intero mondo dell’informazione a livello planetario. Il processo di spettacolarizzazione di ogni avvenimento: da quello mondano a quello drammatico, domina e condiziona ogni tentativo di comprensione e di interpretazione della realtà. Si è spenta ogni forma di critica, di riflessione e di conoscenza di quanto vediamo, ascoltiamo e leggiamo. Tutto fa parte di un progetto di pianificazione che porta all’assenza delle coscienze, ad una rinuncia automatica, non motivata, di sentita e consapevole partecipazione. Viviamo un mondo di immagini che si riflettono su noi stessi e ci rendono funamboli, privi di ogni emozione, di ogni reazione di fronte all’irrazionale distruttivo che si muove attorno a noi.

La cultura occidentale non è solo nel suo declino, ma ha raggiunto il baratro, cioè la linea della sua “autodistruzione”. Non valgono i paragoni con la fine dell’Impero Romano o la morte delle ideologie. Non è il tempo di trovare alibi o consolazioni. L’uomo occidentale del XXI secolo è ritornato “nudo”, come lo era nei secoli, definiti bui: privi di luce, di  vita, di aspettative, di difese, di amore. Secoli in cui governavano la rassegnazione, la rinuncia, l’indifferenza. Ecco di cosa dobbiamo, davvero, preoccuparci: oggi i mass media ci hanno deformata la percezione della realtà. Oggi leggiamo la realtà con gli occhi dei massa media e tutto ci sembra una fiction di orwelliana memoria. Abbiamo perso i senso della realtà, il senso dell’orrore, il senso della vita e della morte. Tutto si è gradualmente disumanizzato. Viviamo in un mondo di “favole” alla rovescio, dove non si scrive più …. “e vissero felici e contenti

 

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Immaginando fondali di pietra. Ph. Roberto Cerè

  

                                                                                                                                                                                                                                                             Franchino Falsetti

 

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Teatro Alemanni e Mordano (BO) ospiteranno Teatranda

ANTEPRIMA. Il 30 e il 31 gennaio 2016 la Compagnia Teatranda presenterà: “40… anni ma non li dimostra” al Teatro Alemanni di Bologna e il 6 febbraio farà un’altra data al Teatro Comunale di Mordano (Bo). Teatranda è una “Compagnia Teatrale di amAttori formata da un gruppo di persone che si sono incontrate per caso e sono rimaste insieme per scelta” che si è formata il 3 gennaio 2014 e che raccoglie attori provenienti da varie esperienze. Solo alcuni giorni fa abbiamo conosciuto due componenti della Compagnia Teatranda e, sapete come ci dia fastidio comporre articoli andando a spulciare i siti internet, abbiamo deciso che dedicheremo loro un articolo “nostro” e più approfondito di quanto avete letto fin’ora (!) Intanto siamo contenti di pubblicare il primo materiale che ci ha inviato la stessa Compagnia a riguardo del loro lavoro che presenteranno in una data vicinissssima: 30 e 31 gennaio 2016! C’è pochissimo tempo per organizzarvi ma il Teatro Alemanni vi aspetta (oppure il Comunale di Mordano…). A presto.

 

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Troverete le locandine con le date, gli orari e i contatti nella palette APPUNTAMENTI della nostra rivista.

 

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le parole dell’arte: Arte Povera

Arte Povera

Nel 1967 il critico Germano Celant, ispirandosi al “teatro povero” di Jerzy Grotowski, definì Arte Povera la tendenza che comprende i seguenti artisti italiani : Alighiero Boetti, Michelangelo Pistoletto, Giulio Paolini, Mario Merz, Gilberto Zorio, Jannis Kounellis, Pino Pascali, Luciano Fabro, Emilio Prini, Giovanni Anselmo, Giuseppe Penone, Pier Paolo Calzolari, Marisa Merz, Gianni Piacentino, Mario Ceroli, Pietro Gilardi.

Perché si pensò a questa denominazione dell’arte?

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Io che prendo il sole a Torino il 19 gennaio 1969. Alighiero Boetti.

L’utilizzo dei materiali della quotidianità, non privilegiati come : carta, stracci, pietre, legno, nonché gli elementi acqua, terra, fuoco, caratterizzavano il processo, in modo arbitrale ed anticonsumistico, di tradurre un’idea in materia. C’è una sorta di rivolta contro le concezioni “storiche” dell’arte e le tavolozze, i colori, la tela od altro materiale del corredo tradizionale dell’artista, viene sostituito dall’uso concreto degli elementi che connotano la natura e la sua interpretazione.

L’arte ritorna ad uno stato primitivo, una condizione priva di ogni condizionamento manipolativo e consumistico.

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Senza titolo 01. Jannis Kounellis.

Un’arte “naturale” fatta di elementi “naturali”, priva di ogni atto convenzionale. Un’arte che vive fuori dagli ambienti canonici, come i musei o le gallerie. Un’arte che irrompe nelle piazze, nelle strade e tende a comunicare una sorte di “energia vitale”, un coinvolgimento diretto nel sociale. Determinante, per capire meglio, questa tendenza, valgano alcuni commenti che lo stesso Celant espresse, inaugurando la prima mostra del gruppo “Arte povera-Im Spazio”, organizzata nel 1967 alla Galleria La Bertesca di Genova ( settembre – ottobre ). Riferendosi  a lavori di Paolini, Boetti, Fabro, Prini, Kounellis, Pascali , così sottolineava: “ I singoli lavori dimostrano una tendenza generale all’impoverimento e alla decultura dell’arte ( da cui il nome arte povera ). Sono un contenitore di carbone ( Kounellis ), una catasta di tubi di eternit ( Boetti ), una tautologia del pavimento ( Fabro ), due cubi di terra (Pascali ), la lettura dello spazio ( Paolini ) e il perimetro d’aria di un ambiente connotato sonoramente e visivamente ( Prini ). Tutti esaltano il carattere empirico e non speculativo del materiale adottato e dello spazio dato, cos’ che l’attenzione dell’arte si sposta alla corporeità degli avvenimenti e degli elementi naturali non artificiali […]”.

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Venere degli stracci. Michelangelo Pistoletto, 1967.

Giuliano Briganti, importante storico dell’arte,  nel suo intelligente e stimolante  libro “ Il viaggiatore disincantato, Einaudi, 1991”, sull’arte povera, vedeva la nascita del “mito ideologico di una nuova autonomia dell’arte, di un’arte che si libera, per forza di volontà e con piena consapevolezza, non solo da ogni forma prestabilita ma dalla struttura del potere e del mercato; il mito di un’arte che tende ad annullarsi identificandosi con il processo stesso della vita”.

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L’Italia fascista. Luciano Fabro, 1969.

Possiamo aggiungere che questa esperienza non è stata confinata o circoscritta, collocandola solo in un preciso tempo storico, ma ha sollecitato e sviluppato altre vie, in particolare : dalla installazione alla land art.

 

 

Franchino Falsetti

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Art city 2016, buon compleanno. Programma allegato.

Arte Fiera – Bologna 2016 – Buon compleanno !

Bologna città dei primati, città della cultura e dell’arte.

Questa rassegna “fieristica”dell’arte moderna e  contemporanea ha raggiunto i suoi primi quarant’anni. Anna Maria Gambuzzi, Presidente di ANGAMC ( Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea ), nel suo intervento alla conferenza stampa del 22 gennaio, ha definito l’Arte Fiera di Bologna come “ la mamma di tutte le Fiere”.

Si può essere d’accordo, considerando che questa straordinaria edizione del 2016 , Arte Fiera registra, oggi, 190 Gallerie d’arte moderna e contemporanea ( il 41% in più  rispetto al 2013 ),  con 222 espositori ( il 28% in più rispetto al 2013 ). Un successo rilevante che conferma non solo un conquistato ruolo di prestigio sul piano artistico e culturale, ma una qualificata presenza e risonanza a livello internazionale.

Questa edizione del quarantennale, trova nei due direttori artistici Spadoni e  Verzotti,  straordinari animatori. Si sottolinea, in particolare, l’allestimento, in collaborazione con Arthemisia Group, della Mostra Fiera 40, in doppia espansione alla Pinacoteca Nazionale di Bologna ed al MAMbo, dedicata alla storia del Salone, proponendo opere selezionate tra quelle che sono state esposte  durante i 40 anni di Arte Fiera.

Gli stessi direttori hanno curato, inoltre, una pubblicazione che ripercorre la storia di questa grande avventura bolognese  dell’arte moderna e contemporanea. Anche per questa edizione molto spazio è riservato agli artisti italiani, spesso esordienti a Bologna. Oltre alla presenza degli artisti italiani, una particolare attenzione è riservata ai giovani.

Importante è la continuità e l’espansione delle collaborazioni di Arte Fiera nei luoghi  più conosciuti, tradizionali o deputati per manifestazioni artistiche. Questo per evitare di privilegiare una “istituzione” e di rendere fruibile ogni iniziativa dell’arte decentrandola come viva occasione di  incontro con la Città.

Giovedì 28 gennaio, giorno dell’inaugurazione ufficiale, si svolgerà una performance dal vivo del regista del mimo e danzatore Lindsay Kemp, che ricorderà la figura dell’eclettico musicista David Bowie.

Altro importante appuntamento è previsto al Teatro Comunale con la proiezione del film documentario River of Fundament di Matthew Barney,  in anteprima nazionale.

Si ricorda che sabato 30 gennaio si svolgerà l’Art White Night ( La notte bianca dell’arte ). Un serata  con un ricchissimo programma di eventi che si svolgeranno in 70 appuntamenti ed in  46 sedi .

Si allega pdf di tutto il programma della quarantesima edizione dell’Arte Fiera di Bologna – 2016.

 

 Franchino Falsetti

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ARTICOLO #1 (23/01/16). Ci siamo, anche quest’anno la grande kermesse artistica bolognese ha preso il suo avvio e noi abbiamo un inviato d’eccezione a raccontarci gli eventi: il prof. Franchino Falsetti. Solo su Millecolline.

 

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ART CITY BOLOGNA 2016
Musei, mostre, luoghi d’arte
29-30-31 gennaio 2016

Nel 2016 ART CITY Bologna, il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative culturali nato dalla collaborazione tra Comune di Bologna e Bologna Fiere, affianca Arte Fiera nella speciale ricorrenza del suo  quarantesimo anniversario.

Anche per la sua quarta edizione ART CITY Bologna offre nuove opportunità di scoperta e conoscenza del patrimonio artistico diffuso, promuovendo una fertile contaminazione con il contemporaneo nei musei e nei luoghi d’arte della città.

Tra le mostre, Arte Fiera 40 si articola in un ampio percorso espositivo tra Pinacoteca Nazionale di Bologna e MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Presso il MAMbo è inoltre visibile Officina Pasolini, un omaggio che ripercorre l’universo poetico e culturale di Pier Paolo Pasolini a quarant’anni dalla morte. Il Museo Morandi ospita la mostra fotografica Horizon di Brigitte March Niedermaier e il focus espositivo Morandi a vent’anni. Dipinti della Collezione Mattioli dal Guggenheim di Venezia, dedicato agli anni giovanili di Giorgio Morandi, mentre Casa Morandi presenta una composizione di nature morte di David Adika. Progetti speciali di Andrea Salvatori e Alberto Tadiello sono appositamente ideati per gli spazi del Museo Davia Bargellini e del Museo internazionale e biblioteca della musica. A Palazzo Pepoli Campogrande la collettiva Percorsi di segni. Grafica italiana del novecento nella collezione Luciana Tabarroni della Pinacoteca Nazionale di Bologna presenta opere di importanti autori del novecento.

Al ricco programma di eventi partecipano, oltre a Istituzione Bologna Musei, Fondazione Cineteca di Bologna, Sistema Museale di Ateneo – Università di Bologna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Genus Bononiae. Musei nella Città, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Fondazione MAST, Opificio Golinelli, CUBO e altre numerose realtà culturali della città.

 

                                                                  ArtCity Bologna 2016 – Comunicato stampa

 

 

 

Report a cura di Franchino Falsetti.

 

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Tre chicchi di melagrana in Sala dei Giganti

ANTEPRIMA – Bazzano in Valsamoggia (BO), il 28/01/16 ritornerà TEN Teatro in Sala dei Giganti alla Rocca di Bazzano e presenterà un monologo a due voci per ricordare anche la tragedia del popolo Armeno. E noi pubblichiamo volentieri.

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