L’Osteria del Mandolino, sarà in concerto a Bazzano

ANTEPRIMA – Concerto a Bazzano in Valsamoggia (Bo), domenica 06 marzo 2016, ore 17:00.

Sarà l’Emilia la protagonista dell’appuntamento di marzo de “I colori della musica Folk”

Ospiti di questo appuntamento l’Osteria Del Mandolino e Il loro repertorio nasce da un’accurata ricerca delle fonti originali e da una selezione delle melodie più belle del genere: valzer, polka, mazurca, serenate e antichi stornelli.

Il nome OSTERIA DEL MANDOLINO è un omaggio ad un mondo non accademico che ha avuto una grandissima importanza per la diffusione e la conservazione di questo repertorio. Le osterie, infatti, insieme alle sale da barba, erano luoghi dove si riunivano a suonare i musicisti e dove si potevano ascoltare grandi maestri italiani, con un rispetto oggi quasi dimenticato.

Seguendo una suggestione, un’idea di suono sempre più “italiano”, complice anche il bellissimo film di Bernardo Bertolucci “Novecento”, hanno affiancato alla chitarra, ai mandolini ed al violino il suono dell’ocarina di Budrio, meraviglioso flauto globulare, nato fortuitamente nel 1853 ad opera del fornaciaio Giuseppe Donati e diffusosi da quel lembo di terra a nord est di Bologna, con il suo repertorio e la sua voce in tutto il mondo.

L’Osteria del Mandolino sono
Antonio Stragapede – Mandolino, Chitarra
Domenico Celiberti- Mandolino, Violino, Voce, Chitarra Battente
Federico Massarenti – Ocarina di Budrio
Nicolò Scalabrin – Chitarra

ingresso gratuito

Testo a cura della Fondazione Rocca dei Bentivoglio e Scuola

Più che un compleanno, quasi una Woodstock tradizionale emiliana

Bazzano in Valsamoggia (Bo).  L’anteprima di “La Violina, una danza lunga 30 anni” comincia a Bazzano perché, per parlarne con Anna Pericolini (motorino della Associazione La Violina), ci incontriamo dove lei abita quando non è in città, visto che, con sorpresa, ho scoperto che Anna abita a pochi passi da casa mia(!). Già, questa volta non ho dovuto fare molta strada per incontrare l’organizzatrice di un evento a Bologna; mi sarebbe bastato scavalcare la recinzione di casa, fare qualche passo e sarei già stato davanti al suo campanello, ma ho deciso di fare la strada più lunga e di andarci in auto, così, probabilmente, ho salvato anche i miei pantaloni da un sicuro “strappo da recinzione”.  Ed eccomi qui.  In casa di Anna trovo anche sua figlia Elisabetta, perché assieme, madre e figlia, hanno organizzato questa grande festa per i 30 anni de La Violina e l’occasione si presenta straordinaria: in una sola serata si potranno ascoltare ed ammirare 10 gruppi storici (forse di più?) di musica tradizionale emiliana con un numero imprecisato di associazioni che promuovono i balli tradizionali da ballare con le nostre musiche.

Copertina Millecolline

Ma non è finita qui: Anna ha invitato anche numerosi altri musicisti e spera che rispondano positivamente alla sua chiamata in modo tale da rendere indimenticabile questo compleanno. Fra una informazione e l’altra, Anna ed Elisabetta mi anticipano che molti musicisti hanno già chiesto di poter suonare assieme a componenti di altri gruppi presenti in una gigantesca jam-session emiliano- romagnola. Chiedo ad Anna se, secondo lei, basteranno le ore che ha previsto per impegnare il palco della sala Cevenini del centro Benassi a Bologna ed Anna mi risponde che la stessa domanda se l’è fatta anche lei e per cercare di risolvere il quesito ha chiesto ai gruppi di non suonare per più di mezz’ora. Ma dal tono in cui ne parlava non mi sembrava tanto convinta della reale possibilità che questo possa veramente accadere, ad io annuisco ma con divertimento, perché immagino come potrà essere “festa” quel giorno di musica e ballo. Musica ininterrotta e musicisti che si incontreranno alternandosi sul palco e fuori, in mezzo a ballerini di danze che non si vedevano da anni, riuscite ad immaginarlo? Noi di Millecolline ci saremo perché siamo degli immaginatori appassionati a cui piace chi fa il possibile per rendere concreta la propria immaginazione. Ci rivedremo al campo.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                             Roberto Cerè

 

30 ANNI locandina 3

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Le parole dell’Arte – Pop Art

Le parole dell’arte. 

A cura di Franchino Falsetti. 

Pop Art. 

“Gli artisti pop hanno creato immagini che chiunque era in grado di riconoscere all’istante – fumetti, tavoli da pic-nic, calzoni da uomo, celebrità, tende da doccia, frigoriferi, bottiglie di Coca-Cola – tutte le grandi cose moderne che gli espressionisti astratti avevano cercato tanto di non notare affatto”.

Così si esprimeva Andy Warhol, uno dei più noti e significativi esponenti della Pop Art ed in queste poche righe si racchiudono la filosofia ed il progetto artistico di una delle correnti culturali che, a partire dal dopoguerra,  ha rivoluzionato il mondo dell’Arte .

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Marilyn. Andy Warhol, 1967.

Nato in Inghilterra alla fine degli anni ’50, prese consistenza e si sviluppò in seguito negli USA, a partire dagli anni ’60, per poi attecchire e diffondersi in Europa, producendo, veri e propri ribaltamenti rispetto alle esperienze dell’informale e dell’espressionismo astratto (imperante).

Pop Art è una contrazione di “Popular Art” , cioè “Arte popolare”, dove il termine “popolare” va inteso di “massa”. Un termine già consolidato dai sociologi per indicare un nuovo modo di rappresentare l’immaginario collettivo della prorompente società dei consumi.

Questa espressione fu coniata dal critico letterario statunitense Leslie Fiedler per indicare le afferenze espressive e connotative della cultura di massa, del “mid-cult” , che dopo la seconda metà degli ’50,  si identificavano nei : fumetti, cartoons, ed altri prodotti, tipici della “bassa cultura” dei mass-media.

Il 1964, data memorabile, la Pop Art sbarca alla XXXII Biennale delle Arti Visive di Venezia, e gli artisti della scuola newyorkese della Pop Art, verranno selezionati ed il Primo Premio come miglior artista straniero verrà assegnato Robert Rauschenberg, provocando molte polemiche, anche all’interno della giuria internazionale. Questa scelta segnò la fine del primato europeo nell’ambito della ricerca pittorica delle avanguardie e collocò l’Arte americana, a partire dalla Pop Art , come il futuro dell’arte contemporanea e divenne il “modello imperante” nel mercato dell’arte internazionale.

Hopeless. Roy Lichtenstein, 1963.
Hopeless. Roy Lichtenstein, 1963.

La “nuova arte americana”, arrivò a Venezia , con l’appoggio del governo USA e fu subito lo sconcerto tra i visitatori e galleristi. Vennero messi in bella “mostra” :” barattoli sporchi – uccelli impagliati, tubi di dentifricio, ecc..”. Venne inventata l’icona degli oggetti- simbolo : le immagini che appartengono alla quotidianità e costituiscono, ormai, l’immaginario collettivo dell’uomo medio, oggetto della cultura e del mercato dei consumi.

Gli artisti Pop diverranno gli interpreti critici, banalizzando, di un mondo artificiale, fatto di plastica e di materiali usa e getta e di una cultura predisposta all’effimero, all’occasionale, al passatempo, ad un nascente e pervasivo edonismo, che caratterizzeranno gli ’70 e ’80 del secolo scorso.

Mimmo Rotella
Marilyn. Mimmo Rotella, 1962.

Il fumetto, l’illustrazione, la pubblicità mescolati, a volte, con i contenuti della tradizione pittorica delle precedenti esperienze artistiche, diverranno i nuovi motivi di proposta e di ricerca.

Mario Schifano
Coca Cola. Mario Schifano.

Tra gli esponenti di maggior riguardo, oltre alla spiccata ed originale personalità artistica di Robert Rauschenberg, ne possiamo ricordare altri come: Roy Lichtenstein – Richard Hamilton – William Copley -Mimmo Rotella- Mario Schifano ( principale esponente della Pop Art  della “Scuola romana”) – Giosetta Fioroni – Mario Ceroli – Concetto Pozzati .

 

 

                                                                       Franchino Falsetti

 

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Tutto quello che so del grano

ANTEPRIMA. Siamo andati a trovare Stefano Pasquini per farci raccontare in anteprima come il Teatro delle Ariette stia preparando i lavori di Tutto quello che so del grano che presto potremo vedere al Teatro delle Moline a Bologna. Ecco quello che abbiamo raccolto:

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Movievalley 2016, si inizia con il Gustacinema

Disfida tra cuochi e ristoranti a tema cinematografico

Di Maria Grazia Palmieri

GUSTACINEMA – Quinta edizione –  28 febbraio/12 marzo 2016

Torna la 5a edizione di  Gustacinema, evento che unisce il cibo al cinema, con un originale connubio. L’evento  nato a latere di MovieValley Bazzacinema, Festival Nazionale di Cortometraggi, entrambi ideati e organizzati da Maria Grazia Palmieri, prende quest’anno un’ identità tutta sua e si propone con due filoni: la disfida-cooking show con tre giovani cuochi e la gara tra ristoratori. Il Gustacinema  si svolgerà di nuovo in Valsamoggia, tra due località, Bazzano e Monteveglio, e prenderà avvio Domenica  28 febbraio alle 17 alla prestigiosa Tenuta Santa Croce. Anche quest’anno la tenuta ospiterà la  disfida domenicale tra giovani cuochi, che in questa quinta edizione provengono da tre Istituti Alberghieri della nostra regione: il Tonino Guerra di Cervia, l’Artusi di Riolo Terme, lo Scappi di Castel S.Pietro. Il tema che i giovani talenti della cucina, capitanati da uno chef interno all’Istituto, dovranno seguire, per creare i loro piatti, sarà  la figura femminile, vista dall’occhio artistico, visionario, ironico, ed intenso, di tre grandi del cinema: Fellini, Germi e Monicelli.  L’emozionante confronto si svolgerà di fronte ad una giuria costituita da giornalisti ed esperti ed al pubblico, il cui accesso è gratuito. E come gradevole novità, un fortunato tra i presenti, rispondendo ad una domanda relativa al Gustacinema, potrà vincere anche un fine settimana per due persone, di due notti a Nimes, bellissima città della Francia del sud, e una visita ai monumenti romani, offerto da  Office de Tourisme e des Congres de Nimes.

Un momento di Gustacinema 2015. Ph. Ronberto Cerè.
Un momento di Gustacinema 2015. Ph. Ronberto Cerè.

Ma torniamo alla disfida: Quest’anno i giovani cuochi provenienti dai tre Istituti alberghieri emiliano romagnoli,  realizzeranno di fronte al pubblico un antipasto ed un primo che sarà anche piatto unico. L’Alberghiero Tonino Guerra di Cervia, proporrà “Suprema di pollo e gamberi alla “Volpina” con misticanza d’erbe e asparagi” E come primo piatto, “Cappelletto al formaggio di fossa con battuta di maiale bianchetto di pineta, e le sue verdure”. L’ispirazione? Federico Fellini e il suo Amarcord. L’Alberghiero Artusi di Riolo Terme, proporrà un involtino “Fegatini e topini” ispirato al film Cari Fottutissimi Amici di Monicelli e, come primo piatto, una zuppa “Colazione di castagne” ispirata al film Le Fate, con un episodio di Monicelli. Quanto all’alberghiero di Castel San Pietro, sta ultimando l’elaborazione delle sue proposte, che dalle indiscrezioni, sappiamo essere molto interessanti. La giuria di giornalisti ed esperti decreterà il vincitore, tenendo conto di gusto, originalità, impiattamento, lavoro di ricerca. Seguirà una cena su prenotazione, organizzata in collaborazione con Slow Food, nel cui menù saranno proposti i due piatti dell’Alberghiero Tonino Guerra presentati nella disfida, oltre ad un aperitivo rigorosamente biologico presentato da Natura Sì, ad alcune sorprese e ad un trionfo dolce, firmato dal pluripremiato  maestro di pasticceria di fama internazionale, Gino Fabbri.

Il 28 febbraio partirà anche la sezione del Gustacinema che coinvolgerà  alcuni ristoranti valsamoggini, in gara tra loro nella realizzazione di un piatto ispirato al tema dell’edizione 2016 di Gustacinema. I ristoranti sono:

Bazzano:

Albergo Alla Rocca

Osteria del Rivellino

Osteria Porta Castello

Enoteca La Zaira

Trattoria Carducci

Monteveglio:

Trattoria dai Mugnai

Trattoria del Borgo

 

La clientela potrà gustare i piatti dedicati al Gustacinema, inseriti nei  menù dei ristoranti in lizza, sino al 12 marzo. Chi sommerà il maggior numero di ristoranti visitati, potrà  concorrere ad un fine settimana per due persone in Austria, all’Hotel Kurschner, a Kotschach-Mauthen, offerto dall’associazione Austria per l’Italia Hotel, con le modalità che i ristoratori spiegheranno alla clientela. Una giuria esperta, stabilirà chi tra i ristoranti in gara, si guadagnerà il primo premio per il miglior piatto della loro sezione del Gustacinema.

 

Patrocinio di:

Comune di Valsamoggia, Cineteca di Bologna-   FICE Federazione Italiana Cinema d’Essai-  Università di Bologna Corso di laurea di Cinema Televisione Prodotti Multimediali- 

Museo Il Mondo di Tonino Guerra

www.movievalleybazzacinema.

 

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Pillole corsare N°9 – E l’Italia si salvò, coprendo le “vergogne”!

E l’Italia si salvò, coprendo le “vergogne”!                      [n.9]    

Ci si ritrova ancora una volta meravigliati, quasi increduli, quando accadono cose di cui non si coglie alcuna ragione, alcuna seria motivazione od qualche, forzata giustificazione. Un tempo si diceva: roba dall’altro mondo. Ma l’altro mondo, in questi ultimi decenni, è diventato questo mondo. Si vive nella irrealtà, nella irrazionalità, nel non sense in assoluto. Il vivere alla giornata che era di una particolare categoria di superficiali e buona a nulla, oggi ne è diventata una ambita filosofia.

La recente visita del Presidente iraniano Hassan Rouhani è stato motivo di un episodio incomprensibile ed allarmante. In nome della ,ormai, disarmante politically correct, le statue di nudo dei Musei Capitolini sono state coperte da pannelli, riparatori di non si sa quale “peccato originale”.

E’ scoppiata, come è abitudine un’immediata polemica, che, con motivazioni diverse, gridando alla “censura”, al “provincialismo” ed addirittura alla “sottomissione”, non ha esordito alcun significativo effetto.

Ancora l’arena dei sussurri e grida. Questo è forse ciò che più deve essere considerato: come svegliare le coscienze italiche? In questi tristi tempi si parla un linguaggio che non è scritto. Nessuno riesce più  a leggere i testi di cui parliamo, di cui facciamo riferimento, di cui, in modo abitudinario e spavaldamente, usiamo per i nostri interventi predicatori e di relazioni con gli altri. La nostra cultura, quella italica, è rimasta e custodita negli scaffali delle Biblioteche. Nessuno li legge più, né li consulta, né li conosce.

L’incontro delle culture diverse, nel passato non ha creato alcun problema di “rimozione” psicologica o politica od ideologica. Le culture esprimono delle identità, senza far scattare una sorta di gerarchizzazione. Le culture diverse quando si incontrano sono di pari dignità. E nel rispetto di questa dignità sta il rispetto delle tradizioni, dei costumi, delle origini, di quel piccolo e grande mondo che è patrimonio di ogni popolo.

Coprire le “vergogne” di quelle statue femminili significa rinnegare il fondamento della cultura e della civiltà occidentale, mediterranea ed europea. Non ci vuole molto a capire che certi gesti non sono giustificabili, perché l’arte non ha bisogno di interventi “preventivi” di ipocrisie pubblicitarie. “Mettere le mutande all’arte per non offendere la suscettibilità di qualcuno! Ma sono loro, i visitatori, che debbono accettare i costumi di chi li ospita, non il contrario”. ( Adonis, poeta e saggista siriano ).

 

Foglia di fico su catrame. ( Ph. Roberto Cerè, 2013 )
Foglia di fico su catrame. ( Ph. Roberto Cerè, 2013 )

 

       Franchino Falsetti

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