Poesia di Insalaco, musica di Testa

Sabato 29 ottobre 2016 in libreria CartaBianca è stata organizzata una serata di poesia in cui l’autore, Franco Insalaco, ha letto alcuni estratti dal suo libro “Tracce” accompagnato dalle musiche “su misura” composte da Teresio Testa. Dopo Emanuel Carnevali abbiamo pensato che fosse l’ora di premere l’acceleratore sulla poesia e proporvi alcune poesie ascoltate in quella occasione come se fosse un romanzo a puntate. Buon ascolto.

Era l’ 11 gennaio 1942, ci lasciava Emanuel Carnevali

Bazzano in Valsamoggia (Bo), 11/01/16. Nel mese di gennaio 1942 il Giappone invadeva le Filippine e Burma, la Germania di Hitler chiudeva la Conferenza di Wannsee in cui avrebbe deciso la “soluzione finale” per il destino degli ebrei, gli alleati definivano le strategie per il “Germany first” e le truppe italiane e tedesche andavano al contrattacco davanti El Agheila in Libia; erano giorni con eventi di proporzioni immense e mai vedute prima, ma le piccole condizioni di ogni giorno continuavano a scandire i momenti di ognuno; fu così anche nell’ormai piccolo mondo di Emanuel Carnevali che, l’11 gennaio alle ore 13:30, si trovava a morire, solo, nella clinica di Bologna dove era ricoverato, strozzato da un pezzo di pane. Finisce così la vita di Emanuel Carnevali il poeta che trovò il suo momento di gloria negli Stati Uniti ma se ne dovette ritornare in Italia per motivi di salute e indigenza per stabilirsi a Bazzano dove il padre era Commissario Prefettizio. La permanenza Bazzanese durò da quell’12 luglio 1922, giorno in cui arrivò, al 1937, anno in cui venne ricoverato nella clinica bolognese in cui troverà la morte dopo alcuni anni. L’ Amministrazione Comunale di Bazzano, dopo molti anni, dedicò una via del paese ad Emanuel Carnevali  e nel 1994 organizzò un convegno per ricordarne le memoria; in quell’occasione fu stampato un volume a lui dedicato, Diario bazzanese, a cura di Gabriel Cacho Millett e pubblicato nei Quaderni della Rocca, da cui abbiamo tratto alcuni tratti che leggerete a seguito.

Questo è il modo in cui la nostra rivista vuole ricordare Emanuel Carnevali  nella ricorrenza della sua morte e la vita di un poeta quasi sconosciuto in Italia ma di cui è stato scritto: “L’ America parlerà di lui come di un tipico genio americano. L’ Italia sarà fiera di lui e ricorderà all’America che glielo ha imprestato per otto anni. Nessuno dei due paesi si renderà conto della sciocchezza di rivendicare una gloria che è sua” come ebbe a scrivere Ernest Walsh nel suo articolo A young living genius pubblicato sulla rivista This quartier nel 1926.

 

Carnevali poesia

 

Per tutto questo ringraziamo la Fondazione Rocca dei Bentivoglio per la autorizzazione ad attingere dal volume: Diario bazzanese a cura di Gabriel Cacho Millett ed. Quaderni della Rocca, 1994.

 

Produzioni Millecolline

Diritti Riservati

 

la poesia di Giusy.

S. Cesario (Mo), sabato 21/02/15. La poesia. Un argomento difficile da affrontare, forse perchè il tempo da dedicare alla sua comprensione ha bisogno di concentrazione e lentezza ma il mondo che oggi condividiamo da più valore alla velocità; così non ci rimane tempo per approfondire e possiamo far finta di dedicarci a cento e più cose.

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Giusy Stefani, S. Cesario (Mo). Recita una sua poesia. Febbraio 2105.

Ma la poesia ci invita a riconsiderare il tempo come fosse scandito da un orologio molto più vicino a noi di quello che ci impone il nostro povero orologio da polso. Giusy Stefani si muove in questo mondo e scrive poesie; le sue poesie sono state lette da qualcuno a cui sono piaciute e così è nato il suo primo libro. Siccome nessuno è profeta in patria, evidentemente nemmeno Giusy poteva essere compresa da chi le vive attorno; ci ha pensato la Associazione “Fratelli d’Arte” di Milano a editare il suo primo libro di poesie.

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Giusy fra il suo pubblico. S. Cesario (Mo), 2015.

 

Ci siamo trovati così alla presentazione del suo lavoro: “Dove danzano le stelle” nella bella sala allestita in Villa Boschetti di S. Cesario (Mo) e presentata da Silvia Valenti; io sono arrivato un po in ritardo (come solito) ma non abbastanza da non essermi perso la lettura di alcune poesie lette direttamente dalla voce emozionata di Giusy intervallata da una ottima interpretazione musicale unplugged di brani dei Led Zeppelin (!) eseguiti da Massimo Max Gambin e Guglielmo Scarmagnani.

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Silvia Valenti, Giusy Stefani e Massimo Max Gambin. S. Cesario (Mo), 2015.

 

Una bella serata in cui la poesia ha fatto capolino in questo territorio dominato in cui motori e dallo shopping che la fanno da padrone sulla vita di tutti noi.

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Massimi Max Gambin e Guglielmo Scarmagnani. S. Cesario (Mo), 2015.

 

Una piccola riscossa che speriamo abbia adeguato seguito.

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Uno degli ospiti più coccolati della serata. S. Cesario (Mo), 2105.

Dove danzano le stelle. Poesie di Giusy Stefani

Un libro di poesie illustrato dai propri quadri; un bel regalo di Natale per Giusy Stefani, questo è quanto potrete trovare in libreria già da oggi.

Le cose del tempo compiono percorsi che incantano, a volte sono autostrade, altre semplici passaggi appena tracciati nell’erba; alcuni anni fa eravamo “intrattenitori” alla stessa radio, io e Giusy, ma non ci siamo mai incontrati, oggi ci siamo presentati come fosse una nuova volta per parlare del libro di poesie che ha appena firmato. Un libro che raccolga poesie è, di per se, un piccolo evento e la sua realizzazione la dobbiamo al curatore Andrea Bassani  e alla direzione di Silva Valenti che hanno creduto nelle poesie di Giusy fino al grande passo di pubblicarle.

Dove danzano le stelle

Oggi è venerdì e pare un buon giorno per incontrare Giusy in questi giorni di festa; dopo i primi saluti è già intenta a preparare il caffè e sembra un po’ in allegro allarme quando mi vede armeggiare alla mia macchina fotografica, non si aspettava di essere il soggetto da fotografare.

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Poi il caffè. Ho idea che il caffè abbia compiuto una piccola magia perchè da li a poco la macchina fotografica è stata meno “ingombrante” ed ha lasciato il posto al racconto legato alla casualità del suo percorso poetico:  -“ Le poesie che scrivo sono state “scoperte” per caso; per puro caso. Io non ho mai cercato di dare una mia poesia a qualcuno perché mi potesse dare un suo parere. Non  è mai successo. La prima poesia l’ho messa io su facebook un giorno, per gioco, ed è stato in una occasione molto triste: era una poesia dedicata a mia mamma, era il settembre del 2010. Questa poesia l’ha letta un mio amico che si occupa di arte e letteratura; così l’ha “presa” e l’ha pubblicata assieme ad un’altra mia poesia. Così è cominciato; per puro caso ”.

 “Scrivo poesie perché c’è come una voce che ho dentro e che non riesco ad arginare. E’ una voce che mi esce. Ed io scrivo. Io scrivo poesie non quando decido di scriverle; scrivo poesie quando mi vengono in mente e di solito avviene nei momenti più impensati; spesso mi capita di scrivere poesie mentre sto mangiando. Alcune delle poesie che amo di più mi sono uscite mentre ero a tavola, mentre mangiavo, da sola, mi sono uscite così, come per i miei quadri, deve succedere questa è una magia”.

“Nessuno capisce quale sia il motivo, l’esigenza, di scrivere poesia ai nostri giorni. Perché scrivere delle poesie? In tutta questa fretta nessuno lo capisce, in tanti dicono che scrivere poesie, al giorno d’oggi, è una roba fuori tempo. Invece io non sono d’accordo, la poesia sta ritornando nei cuori di molti e tante persone hanno ripreso a scriverne; io ritrovo poesie nel teatro, nella musica, i musicisti bravi sono dei poeti. La musica è poesia e la poesia è musica, è come un unico circolo, in cui includo anche la pittura ed io dipingo da sempre” ._MG_0554_DxO

 

“Io credo che molti non vogliano entrare nel loro profondo; la poesia è una cosa che va oltre le parole e la maggior parte delle persone è a disagio nel silenzio di una poesia. Nei miei testi c’è anche una sofferenza interiore, le parole sono malinconiche e sofferte però è difficile coglierlo (Silvia nella presentazione ha capito quello che sono le mie poesie). Anche molte mie amiche non capiscono come io possa dedicarmi a scrivere delle poesie quando, secondo loro, ci siano tante altre cose più divertenti da fare. Di nuovo, la poesia come espressione fuori dal tempo e mi dicono:  ma tu Giusy vivi in un altro mondo non qui a terra assieme a noi. Nessuno scrive poesie (di gente che conosco) a parte i tanti musicisti e cantautori che seguo e conosco”.

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“ Le mie poesie sembrano difficili da comprendere perché a me piace l’ermetismo e i poeti ermetici mi hanno un po’ condizionata. Le me poesie hanno un taglio un po’ particolare, nel senso che per me ci sono colori anche nel vento e così cerco di descriverli; le mie amiche mi sentono parlare dei colori del vento e mi dicono che sono una pazza scatenata. Io sorrido sempre, in questo  assomiglio a mia madre”.

 

 

 

 

 

Testo e foto di Roberto Cerè per Millecolline.