Architetture medioevali in Valsamoggia

Bazzano in Valsamoggia, 08/11/14.
Con la mostra di Rubbiani, Rivani e Zucchini si raccontano le “Architetture Neomedioevali in Valsamoggia” con disegni, appunti e cartoline ospitate in Sala Ginevra della Rocca di Bazzano, la mostra è curata dalla Fondazione Rocca dei Bentivoglio con la partecipazione degli Amici dell’Abbazia (Monteveglio) e il Comune di Valsamoggia.
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Medardo Montaguti, Costantino Contri e Flavio Balestri, espongono alcuni pezzi della loro collezione di cartoline. Bazzano, 2014.
Di seguito presentiamo il testo inviatoci dalle curatrici, Rita Burgio e Rita Nobili attraverso Elisa Schiavina, relativo alla manifestazione:
LA MOSTRA
Questo progetto espositivo, nato nel solco delle celebrazioni dedicate alla figura di Alfonso Rubbiani, per iniziativa del Comune di Valsamoggia, della Fondazione Rocca dei Bentivoglio e dell’Associazione Amici dell’Abbazia di Monteveglio, ha l’obiettivo di valorizzare, attraverso gli studi storico-architettonici e i materiali documentari esposti, il comprensorio della Valle del Samoggia e i suoi beni culturali. Partendo dall’opera e dalle idee di Rubbiani, in città, la mostra accompagna idealmente fino alla provincia ed ai restauri e alle costruzioni ex novo di edifici privati, pubblici e di culto ispirati a questa corrente storico – architettonica che recupera e rilancia l’età medievale.
Naturalmente, all’interno del percorso espositivo, maggior rilevanza è stata data ai restauri della pieve di Santa Maria di Monteveglio, realizzati tra gli anni ’20 e ’30 del Novecento a cura di Giuseppe Rivani e documentati dai suoi disegni autografi, esposti in mostra grazie alla collaborazione dell’arch. Andrea Scimè, e alla Rocca di Bazzano, che nello stesso periodo non fu restaurata poiché il progetto di Guido Zucchini non ricevette l’approvazione della Soprintendenza. Accanto a questi, trovano spazio anche materiali in prestito dai collezionisti (fotografie, cartoline, pubblicazioni, libri…) a testimonianza degli altri restauri o rifacimenti in stile neomedievale e neogotico che hanno interessato, nella prima metà del secolo scorso, altri edifici dislocati nel territorio di Valsamoggia.
Infine, una sezione didattica presenta i risultati del progetto didattico “Alfonso Rubbiani: la città sospesa. Bologna tra pennini e mongolfiere” sviluppato nell’ambito della Festa della Storia 2013-2014, dai ragazzi della classe IV della Scuola Primaria “Istituto Santa Giuliana” di Bologna.
A partire, dal mese di dicembre, inoltre, l’Associazione “Amiche del ricamo” metterà in mostra una selezione di lavori ispirati allo stile liberty di fine ‘800.
L’iniziativa si è sviluppata nell’ambito di “Rubbiani in provincia”, in collaborazione con la Provincia di Bologna e i Distretti Culturali nell’ambito delle Celebrazioni per il Centenario della morte di Alfonso Rubbiani (1913-2013), promosse dalla Direzione Regionale del Mibact.
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L’architetto Andrea Scimè e la dott.ssa Rita Burgio. Bazzano, 2014.

LE PROSSIME INIZIATIVE IN PROGRAMMA:
30 novembre 2014 – ore 16:00
Incontro con i collezionisti. Modera Gabriele Mignardi

7 dicembre 2014
dalle ore 15:00 alle 19:00
Dimostrazione di ricamo a cura dell’Associazione “Amiche del ricamo”

ore 16:00
Laboratorio didattico per bambini:

Inventa il tuo castello – Prenotazione obbligatoria 051.836.442 – 3397612628 o didattica@roccadeibentivoglio.it. Max 20 bambini.

Visite Guidate:
23 novembre – 14 dicembre – 4 gennaio – ore 16:00

Info: tel. 051 836442 – cell. 339 7612628 – e-mail: didattica@roccadeibentivoglio.it
www.roccadeibentivoglio.it

 

Fotografie di Roberto Cerè per Millecolline

Vedi anche la locandina in Palette LOCANDINE della nostra rivista.

Gli ultimi cento anni di storia dell’arte bolognese in 30 autori.

Crespellano in Valsamoggia, sabato 15/11/14.

Oggi si è inaugurata una mostra che raccoglie trenta autori bolognesi vissuti nell’ultimo secolo ed operanti nel capoluogo emiliano dai primi anni del ‘900. Per ospitare queste opere si sono aperte le porte della Galleria Artifigurative di Crespellano, diretta da Alberto Rodella che ne ha curato la raccolta.

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In questi tempi informatici se si volesse ritrovare gli autori che hanno contraddistinto il ‘900 bolognese ci metteremmo a digitare sulla tastiera per poi attendere la serie di immagini cercate e vedercele su nostro video. Ma, se volessimo riscoprire la pienezza delle informazioni date da un lavoro autentico potremmo, invece, decidere di visitare questa piccola e ben curata mostra; ne usciremmo soddisfatti. Soddisfati e con un senso del tempo un po’ più rallentato; la sensazione che ho avuto nell’osservare questi lavori è stata quella di percepire un tempo molto diverso rispetto alla gare di corsa che veniamo indotti a rispettare in questa contemporaneità. Prendetevi la giornata giusta e con il tempo giusto dedicatevi a questo esperimento “estetico”, di fronte ad un quadro per immaginarne il tempo.

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Durante l’inaugurazione si è parlato poi di un altro grande valore di quadri come quelli esposti, ovvero la capacità che hanno avuto nell’essere di stimolo per altri autori che, spesso, ne hanno tratto idee e nuove tecniche da padroneggiare.

 

 

 

 

 

 

Per tutti questi motivi non mi stupirei se alcune classi delle scuole del territorio che volessero dedicare un ora del loro programma alla storia dell’arte decidessero di portare i ragazzi a questa mostra antologica. Anche le nuove generazioni potrebbero avere una possibilità di scoprire che il fermento artistico non è solo appannaggio delle grandi città “d’arte” o dei grandi eventi televisivi ma che i tesori sono nascosti ovunque.

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La galleria rimarrà visibile fino a domenica 7 dicembre 2014. Per maggiori informazioni potete consultare la brochure pubblicata nella Palette LOCANDINE della nostra rivista.

 

Testo e foto di Roberto Cerè per Millecolline.