Cento piccoli strumenti in mostra in Rocca

Gentilissimi, inoltro in allegato il comunicato stampa relativo alla mostra “Cento piccoli strani oggetti sonori” la mostra di strumenti antichi tradizionali delle Alpi Occidentali nata dalla collezione del musicista Valdostano Alessandro Boniface. La mostra inaugurerà domenica 10 aprile 2016 alla Rocca dei Bentivoglio e rimarrà esposta fino al 8 maggio 2016, quando si concluderà con il concerto dei Troveur Valdotene, il gruppo che riunisce la famiglia Boniface.

Un saluto cordiale
Elisa Schiavina

 

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MOSTRA DI STRUMENTI MUSICALI ANTICHI 

Cento Piccoli strani oggetti sonori, dalla Val D’Aosta in mostra alla Rocca dei Bentivoglio, 10 aprile ore 17

100 strumenti per raccontare la storia di generazioni di musicisti e di una tradizione musicale che affonda le sue radici nel folk delle Alpi Occidentali: la Rocca dei Bentivoglio ospita la mostra “Cento piccoli oggetti sonori. La bouque que sonne – il legno che suona” che inaugura il 10 aprile alle ore 17 e continuerà fino a domenica 8 maggio, concludendosi con un concerto inserito all’interno della rassegna Corti, Chiese e Cortili.
Musica e divulgazione, tradizione ed innovazione nell’arte: ci sono tutte le caratteristiche della Fondazione Rocca dei Bentivoglio nella mostra che darà l’opportunità di ammirare da vicino strumenti musicali antichi e di apprezzarne anche le sonorità in contesti musicali che riprendono la tradizione popolare.
Domenica 10 aprile alle ore 17 si potrà scoprire come da cinque generazioni, la famiglia Boniface di Aymavilles in Valle d’Aosta si occupa di valorizzare, raccogliere e interpretare la storia musicale delle Alpi occidentali. Ciò che lega il bisnonno Grat Boniface, il nonno Jérémie, il padre Felice, Alessandro e i suoi figli Rémy e Vincent oltre alla parentela, è la costante presenza accanto a loro di uno strumento incredibile: l’Organetto Diatonico, o Fisarmonica Diatonica.
Alessandro è curatore e proprietario di una raccolta che testimonia in maniera tangibile l’origine dello strumento fisarmonica, poi definitivamente brevettata nel 1829 da Cyril Demian e da allora strumento espressivo adottato dalle tradizioni musicali in tutto il mondo.

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Cento piccoli strumenti musicali (Ph. via Fondazione Rocca dei Bentivoglio)

Nella forma, nei colori e soprattutto nelle sue sonorità, la fisarmonica è strumento conosciuto e facilmente riconoscibile, tuttavia pochi ne conoscono l’origine. La raccolta di Sandro Boniface, forse unica nel suo genere, vuole testimoniare il percorso storico compiuto per arrivare all’assemblaggio dello strumento come lo conosciamo oggi.
Come per ogni manufatto l’origine ha luogo nell’osservazione della natura, così anche per l’ancia libera furono gli alberi, con le loro foglie scosse dal vento che producevano suoni ad ispirarne la riproduzione.
Da questo l’uomo prese spunto per realizzare le prime semplici lamelle flessibili ricavate da giunchi o piante simili che, fatte vibrare avvicinandole alla bocca producevano dei suoni inconsueti, una storia comune che ci parla anche di uno strumento molto particolare: lo “Scacciapensieri”. E’ noto che già nel 2900 a.C. nelle regioni oggi note come Laos, Vietnam e Cambogia, l’uomo inventò uno strumento musicale chiamato Cheng, indicato come il progenitore di tutti gli aerofoni ad ancia libera.
La collezione di Sandro Boniface vanta alcuni esemplari che testimoniano queste antiche origini, e come gli altri pezzi anche lo Cheng può essere ascoltato dal vivo, insegnandoci con chiarezza il principio sonoro della fisarmonica.
Nella raccolta si possono contare più di 80 strumenti, di cui 30 appartenenti all’epoca compresa tra il 1831 e il 1870, essa si presta ad esposizioni in forma di museo-vivente, infatti tutti gli strumenti sono funzionanti e mostrati in azione, Sandro stesso ne illustra l’uso e le sonorità.
Oltre ai prototipi legati alla storia della fisarmonica, si possono ammirare e conoscere altre famiglie di strumenti ”inconsueti”, che appartengono ad un passato musicale, fatto soprattutto di artigianato, oggi riproposto dalle nuove generazioni protagoniste della scena world music, sempre più spesso contaminata da altri generi musicali: il rock, il jazz, la pop music.
Nell’esposizione antichi strumenti come la cornamusa e la ghironda (di cui sono presenti prototipi di varie provenienze a testimonianza della loro capillare diffusione), i vari flauti di legno, osso e metallo, le percussioni antiche come il “Tambour de Caèima”, che sostituiva le campane al tempo della Quaresima nelle chiese delle Alpi, e altri strumenti della liturgia religiosa delle Alpi, come il “Tubbo Bordòn”, simile al corno tibetano, la cui funzione di  comunicazione tra genti lontane diventava l’unica via di collegamento e diffusione delle idee.
La Fondazione Rocca dei Bentivoglio abbina alla mostra anche un percorso didattico per le scolaresche, per accentuare l’aspetto divulgativo dell’esposizione e per avvicinare i bambini alla bottega artigiana che permette di trasformare il legno in strumento musicale.
La mostra durerà fino all’8 maggio e si concluderà con un concerto dei Trouveur Valdotèn alle ore 18 presso la Rocca dei Bentivoglio, quando alcuni dei più significativi strumenti esposti durante la mostra saranno suonati direttamente da Remy e Vincent Boniface. Il concerto è inserito all’interno della rassegna musicale Corti Chiese e Cortili, che quest’anno compie i 30 anni di attività.

La visita alla mostra è compresa nel percorso di visita della Rocca dei Bentivoglio e del Museo “A. Crespellani”.

Info e orari di apertura:
tel. 051 836442/05
museo@roccadeibentivoglio.it
www.frb.valsamoggia.bo.it

 

Diritti Riservati
 

 

L’Osteria del Mandolino, sarà in concerto a Bazzano

ANTEPRIMA – Concerto a Bazzano in Valsamoggia (Bo), domenica 06 marzo 2016, ore 17:00.

Sarà l’Emilia la protagonista dell’appuntamento di marzo de “I colori della musica Folk”

Ospiti di questo appuntamento l’Osteria Del Mandolino e Il loro repertorio nasce da un’accurata ricerca delle fonti originali e da una selezione delle melodie più belle del genere: valzer, polka, mazurca, serenate e antichi stornelli.

Il nome OSTERIA DEL MANDOLINO è un omaggio ad un mondo non accademico che ha avuto una grandissima importanza per la diffusione e la conservazione di questo repertorio. Le osterie, infatti, insieme alle sale da barba, erano luoghi dove si riunivano a suonare i musicisti e dove si potevano ascoltare grandi maestri italiani, con un rispetto oggi quasi dimenticato.

Seguendo una suggestione, un’idea di suono sempre più “italiano”, complice anche il bellissimo film di Bernardo Bertolucci “Novecento”, hanno affiancato alla chitarra, ai mandolini ed al violino il suono dell’ocarina di Budrio, meraviglioso flauto globulare, nato fortuitamente nel 1853 ad opera del fornaciaio Giuseppe Donati e diffusosi da quel lembo di terra a nord est di Bologna, con il suo repertorio e la sua voce in tutto il mondo.

L’Osteria del Mandolino sono
Antonio Stragapede – Mandolino, Chitarra
Domenico Celiberti- Mandolino, Violino, Voce, Chitarra Battente
Federico Massarenti – Ocarina di Budrio
Nicolò Scalabrin – Chitarra

ingresso gratuito

Testo a cura della Fondazione Rocca dei Bentivoglio e Scuola

Più che un compleanno, quasi una Woodstock tradizionale emiliana

Bazzano in Valsamoggia (Bo).  L’anteprima di “La Violina, una danza lunga 30 anni” comincia a Bazzano perché, per parlarne con Anna Pericolini (motorino della Associazione La Violina), ci incontriamo dove lei abita quando non è in città, visto che, con sorpresa, ho scoperto che Anna abita a pochi passi da casa mia(!). Già, questa volta non ho dovuto fare molta strada per incontrare l’organizzatrice di un evento a Bologna; mi sarebbe bastato scavalcare la recinzione di casa, fare qualche passo e sarei già stato davanti al suo campanello, ma ho deciso di fare la strada più lunga e di andarci in auto, così, probabilmente, ho salvato anche i miei pantaloni da un sicuro “strappo da recinzione”.  Ed eccomi qui.  In casa di Anna trovo anche sua figlia Elisabetta, perché assieme, madre e figlia, hanno organizzato questa grande festa per i 30 anni de La Violina e l’occasione si presenta straordinaria: in una sola serata si potranno ascoltare ed ammirare 10 gruppi storici (forse di più?) di musica tradizionale emiliana con un numero imprecisato di associazioni che promuovono i balli tradizionali da ballare con le nostre musiche.

Copertina Millecolline

Ma non è finita qui: Anna ha invitato anche numerosi altri musicisti e spera che rispondano positivamente alla sua chiamata in modo tale da rendere indimenticabile questo compleanno. Fra una informazione e l’altra, Anna ed Elisabetta mi anticipano che molti musicisti hanno già chiesto di poter suonare assieme a componenti di altri gruppi presenti in una gigantesca jam-session emiliano- romagnola. Chiedo ad Anna se, secondo lei, basteranno le ore che ha previsto per impegnare il palco della sala Cevenini del centro Benassi a Bologna ed Anna mi risponde che la stessa domanda se l’è fatta anche lei e per cercare di risolvere il quesito ha chiesto ai gruppi di non suonare per più di mezz’ora. Ma dal tono in cui ne parlava non mi sembrava tanto convinta della reale possibilità che questo possa veramente accadere, ad io annuisco ma con divertimento, perché immagino come potrà essere “festa” quel giorno di musica e ballo. Musica ininterrotta e musicisti che si incontreranno alternandosi sul palco e fuori, in mezzo a ballerini di danze che non si vedevano da anni, riuscite ad immaginarlo? Noi di Millecolline ci saremo perché siamo degli immaginatori appassionati a cui piace chi fa il possibile per rendere concreta la propria immaginazione. Ci rivedremo al campo.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                             Roberto Cerè

 

30 ANNI locandina 3

Produzioni Millecolline

Diritti Riservati

 

                                                                                                                                                                                             

Francesco Di Vicino incontra Bazzano – VIDEO

Bazzano in Valsamoggia (Bo), 07/02/16. Francesco di Vicino apre la rassegna “I colori della Musica Folk” presentata dalla Scuola Intercomunale di Musica “G. Fiorini” e la presenta alla grande con un concerto-lezione di musica in cui ha presentato la sua terra: la Campania.

Uno dei massimi esponenti dell’ etno-folk napoletano, il suo è un repertorio originale dove la tradizione musicale e poetica partenopea e gli stilemi del folk d’autore vengono magistralmente fusi con il moderno linguaggio musicale del pop, con intelligente ironia, autenticità e potenza.

Ascoltiamolo in questo video.

Ci saranno altre date per ascoltare altri rappresentanti della musica folk italiana, per conoscerle potete consultare la locandina presente in APPUNTAMENTI di Millecolline.

 

Produzioni Millecolline

Diritti Riservati

Il folk a ciel sereno. Francesco Di Vicino.

ANTEPRIMA – Bazzano in Valsamoggia (Bo). Come un fulmine a ciel sereno arriva I colori della musica folk una rassegna di musica folk con quattro appuntamenti in Rocca, uno al mese,  il primo previsto per domenica 7 febbraio, che ci accompagneranno fino a maggio 2016. E’ la prima volta per una rassegna di musica folk a Bazzano e ce la presenta la Scuola di Musica “Giuseppe Fiorini ” assieme alla Fondazione Rocca dei Bentivoglio; noi di Millecolline, qualche giorno fa, abbiamo pubblicato la locandina della rassegna (vedi APPUNTAMENTI) ma, a causa del brevissimo tempo dalla prima data, non siamo riusciti a curiosare in anteprima… ci faremo perdonare andando ai loro concerti e raccontandoveli. Intanto eccovi alcune note relative agli appuntamenti della rassegna compreso la prima data del primo concerto dedicata a Francesco di Vicino.

 

I colori della musica folk

Quattro appuntamenti alla Rocca dei Bentivoglio, a Bazzano di Valsamoggia.
Un piccolo viaggio nella tradizione musicale italiana da nord a sud, da febbraio a maggio in quattro lezioni concerto.

Comincia domenica 7 febbraio alle 17:00, nella Sala dei Giganti della Rocca dei Bentivoglio di Bazzano, la mini-rassegna I colori della Musica Folk, 4 lezioni-concerto dedicate alla musica popolare italiana, un viaggio immaginario dalle Alpi alla Puglia passando per l’Emilia e la Campania.

La rassegna curata dalla Scuola di Musica “Giuseppe Fiorini” di Valsamoggia sotto la direzione artistica di Enrico Bernardi, è la prima tappa verso il trentennale della rassegna di musica colta, sacra e popolare Corti, Chiese e Cortili.

Francesco Di Vicino (ph. non conosciuto)
Francesco Di Vicino (ph. non conosciuto)

Primo appuntamento, domenica 7 Febbraio, alle 17:00 con Francesco Di Vicino, uno dei massimi esponenti della corrente etno-folk napoletana.
Nel suo repertorio originale, la tradizione musicale poetica partenopea e gli stilemi del folk d’autore vengono magistralmente fusi con il moderno linguaggio musicale del pop.
Un mix di tradizione e modernità, dove i testi di Di Vicino raccontano gli aspetti sociali più duri della realtà di strada in cui è cresciuto ed in cui vive, ma anche la sua visione poetica del mondo filtrata da quella tipica intelligente ironia partenopea, che la rende autentica e potente.

Durante il concerto l’esecuzione di alcuni brani, sarà alternata  a momenti di approfondimento guidati dallo stesso Di Vicino per mettere a confronto gli aspetti più innovativi della moderna produzione cantautorale napoletana, attraverso gli elementi stilistici della tradizione ed i suoi caratteristici ritmi.
La lezione concerto diventa un dialogo, un momento di condivisione e non un semplice racconto, intervallando gli aspetti didattici-musicali (i ritmi e gli strumenti a percussione tipici) con quelli storici e di attualità sociale nella visione poetica del cantautore.

FRANCESCO DI VICINO

Uno dei massimi esponenti dell’etno-folk napoletano, il suo è un repertorio originale dove la tradizione musicale e poetica partenopea e gli stilemi del folk d’autore vengono magistralmente fusi con il moderno linguaggio musicale del pop, con intelligente ironia, autenticità e potenza.

 

Note riprese da comunicato stampa Fondazione Rocca dei Bentivoglio.

Diritti Riservati