Natale val bene un libro

Lo “Scaffale” dell’arte

APRIAMO la rubrica che il prof. Falsetti dedica alla libreria d’arte consigliando alcuni titoli in occasione dei regali di Natale.

  1. Philippe Daverio, Guardar lontano veder vicino. Esercizi di curiosità e storie dell’arte, Milano, Rizzoli, 2014

“Questo non sarà mai un libro di Storia dell’Arte, con le due auliche maiuscole, non assomiglia a uno di quei tomi scolastici che hanno forse lasciato tedio e sonnolenza sui banchi di scuola, ma piuttosto un viaggio esoterico nelle storie dell’arte”. In questo nuovo lavoro di ricerca artistica, Daverio mostra ancora le sue capacità di divulgatore intelligente e ci rende, ancora una volta, partecipe del suo “metodo”.  Una sorta di  tecnica dello “zoom”,  che ci permette di guardare lontano e di vedere vicino, mettendo in relazione le vicende degli artisti, le loro opere ed i loro committenti L’oggetto dell’avventura è il Rinascimento. Periodo determinante per la cultura e l’arte italiana.

 

  1. Papa Francesco ( Jorge Mario Bergoglio ), La mia idea di arte , Milano, Mondadori, 2015

In questo agile volumetto, Papa Francesco, ci espone la sua idea di arte e la interazione questa e la società.

“L’arte, oltre ad essere un testimone credibile della bellezza del creato, è anche uno strumento di evangelizzazione. Guardiamo la Cappella Sistina: cosa ha fatto Michelangelo? Un lavoro di evangelizzazione”. Ed a proposito dei musei, Papa Francesco sostiene che : “ I musei devono accogliere le nuove forme d’arte. Devono spalancare le porte alle persone di tutto il mondo. Essere uno strumento di dialogo fra culture e religioni, uno strumento di pace”. Una prospettiva moderna dove l’arte non è solo da guardare od ammirare, ma vivo strumento del comunicare e nella visione cristiana  medium di evangelizzazione, nell’esaltazione della “magnifica opera di Dio”.

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  1. Luca Beatrice, Da che arte stai? Una storia revisionista dell’arte italiana, Milano, Rizzoli, 2010

Il noto critico d’arte Beatrice, in questo libro, con particolare rigore storico, traccia un percorso di trent’anni di esperienze dell’arte italiana, dal 1979 al 2009, passando attraverso i decisivi cambiamenti culturali dell’arte contemporanea: dal monopolio della linea concettuale alla formalizzazione dell’Arte Povera.

Una particolare attenzione viene riservata agli esponenti della Transavanguardia. Corrente culturale di cui nel Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2009, ha dominato con la sua presenza e partecipazione. Un segno di continuità ma anche di nuove prospettive dell’arte contemporanea.

 

  1. Martin J. Kemp, L’arte nella storia. 660 a.C. – 2000 d. C., Torino,Bollati Boringhieri, 2015

Nell’introduzione,scritta dall’autore si legge: “ L’arte nella storia si concentra sulla relazione triangolare tra arte, artista e spettatore – spesso in un contesto che chiama in causa anche Dio e la natura. In ciò si distingue dalle numerose altre storie dell’”arte occidentale”. Le svariate concezioni dell’arte e dell’artista susseguitesi nella storia sono qui considerate come categorie entro cui è prodotta e consumata”. Questo libro scritto da  Martin Kemp, professore emerito di Storia dell’arte all’Università di Oxford, è un prezioso “manuale”, ricco di idee e di sollecitazioni culturali per entrare nel mondo dell’arte occidentale dalle sue prime espressioni fino ad oggi.  Una lettura scorrevole, accessibile a tutti, ma ricca di correlazioni non solo di natura “cronologiche”, ma con illuminanti richiami che conducono il lettore alla comprensione dei principali intrecci culturali e sociali dei “fatti” dell’arte.

  1. Fontanel Béatrice, La mia prima storia dell’arte, Sonda, Casale Monferrato, 2011

Un interessante ed intelligente libro dedicato ai ragazzi della scuola dell’obbligo. Con semplicità e molte illustrazioni, l’autrice sembra voler svegliare un “interesse”, che di solito lo si pensa innato come tutte le dotazioni naturali : saper veder il mondo per sentirci “conoscitori” di noi stessi e della realtà. Non è così. In questo stimolante testo l’arte è presentata come un “universo”, tutto da esplorare, tutto da conoscere, tutto da interrogare : da come nascono le opere d’arte alla nascita dei “tubetti” dei colori.

Un utile strumento per poi continuare a leggere non solo le curiosità ma i necessari approfondimenti per capire, con maggiori consapevolezza, il linguaggio dell’arte e dei suoi universali contenuti.

Segnalazioni bibliografiche

  • Stefano Zuffi, Il mondo dipinto. Ventidue capolavori di grandi maestri raccontano la loro storia, Milano, Feltrinellikids, 2009
[ età da 9 anni ]
  • Achille Bonito Oliva, Depero e Rubino. Futurismo spiegato ai bambini, Milano, Mazzotta, 2000
  • Hernest H. Gombrich, La storia dell’arte, Milano, Phaidon, 2008
  • Le Garzantine . ARTE (Nuova Edizione),Milano, Garzanti, 2009
  • Charlotte Cotton, La fotografia come arte contemporanea, Torino, PBE, 2010

 

Franchino Falsetti

 

 

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Pillole corsare n.2. Puer natus est

Puer natus est ….. ed i Magi venuti dall’Oriente……..                            [n.2]

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Ancora su questa polemica, anche se, si può forse dire meglio, ancora su episodi che non chiariscono la comprensione tra le culture diverse che vivono nel nostro paese, ma evidenziano, soprattutto, una profonda crisi del nostro essere cristiani. Non voglio riportare le nobili pagine scritte dal filosofo inglese Bertrand Russell e dal filosofo italiano Benedetto Croce. Volevo solo ricordarli perché quelle pagine le abbiamo dimenticate, oppure queste ultime generazioni non le hanno proprio lette. Due laici a confronto per sostenere la tesi dell’ essere cristiani o di non esserlo, ma senza dimenticare la profondità dei contenuti, tutti svolti senza alcun risentimento, senso di frustrazione, voler a tutti i costi negare la dignità ed il rispetto dell’altro, del diverso “modo” di pregare o di considerare la nostra esistenza non un “marchio” di gradimento o di tacita accettazione, ma come soggetti pronti al riconoscimento di quel valore umano che è la  considerazione reciproca e non la sudditanza o l’abdicazione. Ciò che ci sorprende è la mancanza di conoscenza storica del cristianesimo, che Croce definiva: ”la più grande rivoluzione che l’umanità abbia mai compiuta”.  Le giustificazioni del Preside Parma dell’Istituto comprensivo di Rozzano e quelle del vescovo Cipolla di Padova , mostrano non una dialettica delle relazioni tra un credo laico ed uno religioso, ma insulse precauzioni ed ipocrisie che offendono, innanzitutto, la conoscenza, prima ancora dei legittimi sentimenti di appartenenza a modelli culturali, non dettati dal mercato  dell’industria del consumo o da facili e pietose demagogie nel “rispetto delle altre culture”. Come può un illustre esponente della Chiesa Cattolica affermare che :” farebbe passi indietro per mantenerci nella pace, nell’amicizia e nella fraternità”. Poi seguono sempre le solite smentite o rettifiche. Ma il problema rimane. Siamo di fronte a qualcosa di incomprensibile.  Gli attacchi ai simboli-valori della Cristianità : il presepe ( che significa Natale, nascita di Gesù Redentore), i canti religiosi natalizi, il crocifisso, mettono in preoccupante evidenza che ai quei valori non ci si crede più. Ciò che sta accadendo in diverse parti d’Italia è la cronaca di ciò che abbiamo perduto. L’Islam non c’entra.

 

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Franchino Falsetti

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Pillole corsare n. 1 tanto per cominciare

Tanto per cominciare…..                                                                               [n.1]

Il nostro Natale
Il nostro Natale

 

Ciò che sorprende nell’era dell’iper informazione, è il constatare che siamo sempre più esposti al fenomeno della dimenticanza o meglio della perdita di memoria, quella, per es. degli avvenimenti storici ed epocali. Mi riferisco ai recenti gravi episodi di terrorismo, alle distruzioni delle testimonianze delle culture di antiche civiltà, ai problemi di convivenza pacifica o detta (impropriamente) d’integrazione, agli atti di ignoranza individuali e collettivi circa la disponibilità degli improvvisati ben pensanti a cancellare le secolari tradizioni del nostro senso di appartenenza civile e religiosa. Nulla, oggi, ci meraviglia! Ci stiamo abituando a tutto. Una volta si diceva che gli “scandali” erano necessari, perché costituivano motivi di ripensamento, di riscossa , di condanna di certi pubblici  mal costumi. Emblematico può essere l’ennesimo episodio di “inciviltà”alla rovescia. A Casazza, comune del bergamasco, il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo statale, ha chiesto che non venga eseguito “Adeste Fideles” dalla banda parrocchiale, durante il concerto natalizio, programmato per il 19 dicembre, “perché troppo legato alla religione cristiana e potrebbe offendere i bambini di altre fedi” ( 20 novembre 2015 ).  Il concerto, si legge sempre nella nota redazionale della stampa locale, che, tra l’altro, viene ogni anno svolto per l’Istituto comprensivo, con la partecipazione del coro dei bambini della scuola. A seguito di questo ennesimo episodio di “inciviltà”, parzialmente rettificato, il giorno dopo, dalla Direttrice, ma nella sostanza, emerge sempre, la cultura del “piagnisteo”, che nega le proprie identità e quelle del nostro paese, nel voler, per eccesso di buonismo, ma, meglio, per abiurare ciò che cementa l’identità di un popolo: la cultura storica e le tradizioni. Dal negare il Presepe al vietare i canti  religiosi della fede cristiana, costituisce un vero attacco alle nostre tradizioni e cultura. Ma tutto questo non accade per richiesta delle altre culture presenti e coinvolte, ma da noi stessi, che pensiamo di interpretare principi di convivenza egualitaria, senza alcuna seria motivazione, se non quella di poter gestire, con personali piaggerie, l’inesistente nuovo mondo “multiculturale”.

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Angelo con albero di Natale

 

Franchino Falsetti

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Stiamo preparando pillole corsare

ANTEPRIMA. Redazione di Millecolline, 28/11/15. Stiamo preparando una nuova rubrica in collaborazione con il prof. Franchino Falsetti: sarà una rubrica corsara che comprenderà brevi considerazioni sulla situazione artistica e sociale che stiamo attraversando in questa epoca ed ha l’intenzione di recuperare il Pensiero (quasi) perduto ma non ancora dimenticato. Le pillole saranno brevi scritti oppure brevi filmati (pillole, appunto) curati dal prof. Falsetti ed insieme a lui proveremo a dare una cadenza di uscita settimanale a questa nuova rubrica; potremo commentare le uscite, sia con testi o con filmati che potrete inviarci, da questi commenti potranno nascere altre pillole ancora, fino a riformare il pensiero “mediterraneo” che ci accomuna. E’ un progetto che ambisce a destare una consapevolezza di appartenenza e difende una cultura che ha ancora molto da insegnare ad est ad ovest del nostro mondo. E’ un progetto troppo ambizioso? Ci sono troppi paroloni? Meglio così!

Ecco il testo di presentazione con cui avviamo questa avventura:

 

Contro le “sirene” ingannatrici

Il tempo che viviamo sembra predeterminare la conoscenza secondo parametri generazionali molto distinti con alcuni “corollari” che ne aggravano la separazione fino a raggiungere una sola visione del mondo e della vita. Non esiste un comportamento giovanile ed uno più anziano

( detto anche più maturo ), come per le passate generazioni. Esiste una “cosa” che travolge e trascina ogni distinzione di età e rende tutto uniforme, unilaterale, spersonalizzante. Molto diverso da quello che viene,comunemente, definito “pensiero” unico.

La cultura delle certezze storiche viene sostituita dalla fluida cultura del presente, da quella che è stata, argutamente, definita del “piagnisteo” o del politicamente corretto.

Cosa fare? Non ci sono ricette sicure in proposito. Un nostro tentativo e quello di pensare ad una forma di vademecum in cui siano scritte alcune considerazioni, qualche pensiero non globalizzante, qualche antidoto, come se fossero …… pillole futuriste, necessarie divagazioni “corsare”o controcorrente, per non soccombere e continuare a vivere ancora sane utopie.

                                                                                                                                                                                                                                                                                      Franchino Falsetti

 

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Paolo Nori e i matti a Carta/Bianca

Bazzano in Valsamoggia (Bo), 17/10/15. Divertente serata (tardo pomeriggio) trascorso in libreria Carta/Bianca, dove l’allegra lettura dell’autore Paolo Nori intrattiene il pubblico ospitato fra le librerie della libreria bazzanese. Paolo Nori ha letto alcuni brani del suo libro, Repertorio dei matti della città di Bologna, e sono convinto che, alcuni di noi, al termine delle letture non fosse più così convinto di dove potesse stendersi il confine fra il “matto” e il “normale” nella vita quotidiana.

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Paolo Nori. Carta/Bianca, Bazzano, 2015

Brillante modo per ritrovarsi in questo primo accorciarsi della luce del giorno. Aspettiamo la prossima.

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Il pubblico in libreria. Carta/Bianca, Bazzano 2015.

 

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“Uno giocava a calcio nel Bologna. Poi aveva fatto anche il commentatore TV e lo scrittore. Quando giocava a calcio diceva: -“ Perché dovrei correre, la terra è rotonda, la palla pure, sono sicuro che prima o poi passerà dalle mie parti”. E poi come calciatore diceva di sé : –“ Ero un fenomeno, ma mi piaceva troppo la figa”. Da commentatore, una volta, durante la partita Italia / Turchia, disse che i portieri turchi erano i più forti perché erano Ottomani. La Rai dopo un po’ lo aveva rimosso dall’incarico. Da scrittore ha pubblicato un libro dove parla della sua esperienza calcistica al Torino, la squadra con cui ha vinto anche uno scudetto. Nel libro racconta che il primo giorno di allenamento nella nuova squadra, l’autista della società lo andò a prendere per accompagnarlo alle visite mediche. Lui disse semplicemente: – “Piacere sono Eraldo Pecci, la migliore mezz’ala del dopoguerra e sono sano come un pesce.  Andiamo “.

 

 

Brano tratto dal libro Repertorio dei matti della città di Bologna di Paolo Nori. Ed. Marcos y Marcos.

 

 

 

 

 

 

Breve testo e fotografie di Roberto Cerè per millecolline

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