Da un incontro nato per caso abbiamo conosciuto il lavoro di un artista che, partendo dalla medicina, decise poi di dedicarsi interamente alla pittura, alle arti grafiche e alla fotografia; in Galleria d’Arte ospitiamo il suo ultimo lavoro: Antiche dimore dell’Appennino.
Categoria: Fotografia
Rivelazione su Gerda Taro: la rivista FV ci rivela il vero ospedale dove morì.
Sapevamo che la rivista Millecolline fosse letta, spesso, oltre il confine italiano (riceviamo molte mail in inglese, in spagnolo o portoghese) e siamo orgogliosi che l’articolo che abbiamo dedicato dedicato a Gerda Taro sia stato letto dai redattori di FV (Foto-Video Actualidad) e siamo orgogliosi della correzione che ci fanno sottolineando l’esito di una loro scoperta relativa al vero ospedale dove la Tarò trovò la morte il 26 luglio 1937.
Il Funerale della Saracca secondo Erdiola
Non è semplice trovare una giovane che scatta fotografie con una macchina fotografica; noi di Millecolline potevamo farcela scappare? Mentre stavo eseguendo le foto per documentare l’evento olivetano per antonomasia mi sono imbattuto spesso in una ragazza che, con una fotocamera e un obiettivo fisso (!) si buttava in mezzo alla calca e scattava.
Gente del Funerale della Saracca, è Festa.
Questa è veramente una piccola selezione di immagini del Funerale della Saracca edizione 2017. La quantità di ospiti intervenuti a questo appuntamento è sempre numerosissima e, da sempre, mette in fibrillazione le autorità e le burocrazie locali ma il coraggio degli organizzatori viene sempre premiato dal carattere festoso e per niente istituzionale che rende unico questo tradizionale appuntamento. Pertanto inclonabile.
Il Carnevale dei Bambini in un metro quadrato
Cosa fotografare? A causa di questa legge imbecille sulla privacy molti soggetti che meritano una foto non possono essere fotografati perché troppo piccoli, troppo giovani, troppo isolati, troppo magri, troppo esposti, troppo facoltosi, troppo poveri ecc..ecc.., così da non poter più documentare le cose di tutti i giorni con il risultato di non aver alcuna memoria di vissuto italiano da almeno 20 anni.
Nessun dorma – Le donne della Casa delle Donne
Arrivo un po’ prima dell’ora prevista. Suono il campanello, dichiaro il mio nome e mi fanno salire. Le scale sono quelle delle vecchie case bolognesi in cui anche l’odore di chiuso e la penombra si confonde. Sono davanti alla porta indicata e suono. Nulla. Vado al piano di sopra, dove c’è un secondo appartamento e una ragazza apre, appena, la porta lasciando un solo centimetro di luce fra me e lei; mi rendo conto di quanto sia difficile difendersi e questa condizione rende sospettosi chi lavora in quei luoghi.
