Gli artisti del collegio venturoli alla FESTAFIERA #2.0

2.0 – ANTEPRIMA AGGIORNATA al 16/09/15 (aggiunto immagine con note storiche sul Collegio Venturoli). La Festa Fiera 2015 a Crespellano in Valsamoggia (ultimo fine settimana di settembre) prosegue con i suoi appuntamenti artistici coordinati da Alberto Rodella supportato dalle istituti del Comune di Valsamoggia, e continua l’approfondimento e la conoscenza del valore artistico della città di Bologna. Quest’anno verranno esposte opere uscite dalle mani e dall’ingegno degli artisti usciti dal Collegio Venturoli di Bologna. Sarà una mostra importante con tantissime opere distribuite fra la galleria Artifigurative, le sale di Palazzo Garagnani e la sala comunale. Di questo evento è in pubblicazione un ben articolato catalogo commemorativo; noi ve ne mostriamo una pagina in anteprima; sono le note di Dante Mazza, attuale direttore del Collegio Venturoli, lasciandovi il piacere di leggere il resto non appena il catalogo sarà pubblicato.

 

 

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Alla prossima, ad meliora et maiora semper.

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Come sempre trovate anche l’invito/locandina, con i vari riferimenti del caso, nella palette LOCANDINE dalla nostra rivista.

 

Bruno Pinto, all’infinito. Mostra personale a Monzuno – VIDEO

Monzuno (Bo), 04/07/15. Non potevamo mancare alla inaugurazione di “All’Infinito”, titolo della mostra di Bruno Pinto, ospitata nella sede del Circolo Artistico “Ilario Rossi” di Monzuno (Bo) e sostenuta dalla Associazione “A Regola d’Arte” di Casalecchio di R. (Bo). La mostra sarà visitabile dal 4 al 26 luglio 2015; per ulteriori informazioni vi invitiamo a consultare la locandina /invito pubblicata dalla nostra rivista nella Palette LOCANDINE. Buona visione.

Viste da un quadro ritrovato

Bazzano in Valsamoggia (Bo), 11/04/15.   Il quadro di Angelo Cappon ha fatto la sua comparsa nel lato corto del muro dell’archivio comunale; è comparso alla mia vista solo dopo aver terminato una serie di foto per la locandina di Corti, Chiese e Cortili 2015. Ricordo Cappon, persona assai gentile e costantemente interessata anche agli avvenimenti sociali che ci circondavano in quegli anni. Certo, il quadro di Cappon è stato appeso molto tempo fa in quel muro seminascosto; probabilmente la persona che ha piantato il chiodo per appenderlo nemmeno sapeva quale periodo bazzanese raccontasse quel quadro così semplice. Io stesso me ne sono reso conto soltanto quando l’ho visto, finalmente, e non soltanto osservato: probabilmente era un quadro esposto in una parete della vecchia biblioteca di Bazzano, quando ancora era in cima alle scale di quella piccionaia che oggi si chiama “Sala 11 Settembre”. Quel quadro lo vedevo spesso; la mia compagnia di amici aveva il punto di ritrovo in quella biblioteca ed era, nel suo piccolo, un luogo di scambio e formativo.

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Erano gli anni ’70 e ci sentivamo in piena epoca di fermenti artistici e politici; a quei tempi un pò tutte le persone sensibili si cimentavano in una delle arti a loro più congeniali; erano i giorni in cui il tempo libero era riconosciuto come un valore da coltivare per crescere e non un insulto di cui vergognarsi perchè “non produttivo” per il mercato globale. Ecco, quel quadro di Cappon, seminascosto e riconoscibile solo da coloro che lo hanno vissuto, è metafora di quanto stiamo attraversando; racconta un pezzo di storia del paese che ha avuto l’istinto di interpretare l’evoluzione come qualcosa di diverso dal possedere una automobile da 200 cavalli e che ora viene riconosciuto solo da chi ha condiviso quei momenti. Così, nascosto,  racconta la storia di quello sparuto gruppo di pittori bazzanesi che si raccolse per formare un nucleo artistico in provincia e che lavorò per farsi conoscere; ricordo Roncarà, Biagi, Cappon, De Maria, erano tanti i nomi di quei ragazzi, più grandi di me, che si trovavano per confrontarsi su ciò che dipingevano ed esponevano i loro lavori. In quel periodo nacquero anche alcuni , sgangherati gruppi musicali da cui uscirono anche piccoli e divertenti talenti. Forse dobbiamo di più da quegli anni rispetto a quello che ci sentiamo raccontare su di loro da chi non li ha vissuti.

 

Testo e foto di Roberto Cerè per millecolline

VIDEO: Aldo Galgano, commenta la sua mostra “Odisseo”

Crespellano in Valsamoggia, 17/01/15. In occasione della inaugurazione della sua nuova mostra, “Odisseo, il viaggio di Nessuno”, abbiamo chiesto all’autore di raccontarci il lavoro presentato.

La mostra è visibile presso la Galleria Artifigurative e Palazzo Garagnani a Crespellano in Valsamoggia.

Per ulteriori informazioni cliccate il menù LOCANDINE all’interno della nostra rivista.

 

Raku. Andrea ferrari espone a Porta Castello

ANTEPRIMA. Bazzano in Valsamoggia. Sabato 31/01/15 alle ore 18:30 in Osteria Porta Castello potremo vedere la prima mostra di Andrea Ferrari; alle pareti dell’osteria vedremo le sue ceramiche RAKU. Noi di Millecolline stiamo preparando una piccola presentazione di Andrea; intanto pubblichiamo la locandina con l’invito.

Andrea Ferrari (Raku) OPCScheda artista

ODISSEO. ALDO GALGANO AD ARTIFIGURATIVE

ANTEPRIMA. Sabato 17 gennaio 2015 alla Galleria Artifigurative di Crespellano in Valsamoggia si inaugurerà “Odisseo. Il viaggio di Nessuno” dipinti di Aldo Galgano e mostra a cura di Alberto Rodella.

A seguito presentiamo l’invito alla mostra e a seguito potremo leggere le note del curatore. A sabato allora.

INVITO

A un anno dalla mostra “Miti e Ferocia”, esposizione delle intense opere di Adriano Avanzolini, la Galleria Artifigurative prosegue il suo percorso espositivo sul tema del “mito” come fonte di ispirazione artistica attraverso la narrazione pittorica del viaggio di Ulisse di Aldo Galgano. Si tratta di una personale dal titolo “Odisseo. Il viaggio di Nessuno”, in cui i personaggi che appartengono all’immaginario collettivo di ciascuno di noi prendono forma in opere di grandi dimensioni, dall’intenso colorismo e dalle composizioni colte e raffinate. E’ un viaggio immaginario in cui l’artista, utilizzando il mito, riesce a trasferire le inquietudini dell’uomo moderno in una narrazione che, partendo dalle passioni dell’animo che perturbano l’intelletto, conduce verso la conquista della virtù.

Ritengo che la narrazione pittorica delle opere di Aldo Galgano sia non solo emozione estetica, dovuta ad una sapiente capacità pittorica ma, raggiungendo un sofisticato equilibrio stilistico, sia pittura colta.

                                                                                                                                                      Alberto Rodella