Nota di lettura: Baldini su Bruni
Pubblicato il 5 novembre 2026
Con Maura ci siamo conosciute e apprezzate tramite facebook, e abbiamo iniziato conversazioni private amicali e profonde.
Le ho recentemente spedito una copia di Così ed una del Catalogo-libro su Cleopatra (m)alata, ma nell’attesa le ho regalato l’ebook di Coniugata con la vita e l’altro giorno mi ha fatto dono dei suoi pensieri su di esso.
Ho ritenuto importante condividerli anche in questo spazio, come già fatto per altre Recensioni e Note di Lettura ai miei libri.
Quando il dolore irrompe nella poesia non come ingenuo e retorico pretesto narrativo,
o peggio come furbesca esca per lettori sprovveduti, allora siamo di fronte
a un prodigioso gesto trasformativo: la parola non accorre per sbandierare
la scenografia di un sentimento privato, ma si traduce in un’esperienza
universalmente condivisibile, o meglio in una modalità di percezione del mondo,
dove ogni elemento viene osservato, vissuto e pensato dal patimento stesso,
quasi fosse esso stesso il soggetto-agente della poesia.
Ogni poeta ha il proprio caratteristico modo di pensare attraverso il dolore.
Miriam Bruni, “poetessa di cristallo” come ama definirsi, lo fa vestendo la parola di organza,
concedendole una levità suadente che ammanta la pena, e pare quasi volerla assolvere;
in questo, mi ricorda molto i picchi di vertigine metafisica di Dickinson,
o la vulnerabilità di Antonia Pozzi tramutata in desiderio e in fonte di conoscenza.
Colgo l’occasione per lasciarvi il link diretto all’acquisto con un semplicissimo clic del libro in versione digitale e per ricordarvi che chi desiderasse invece la copia cartacea è pregato di contattare la scrivente 😉
Coniugata uscì in prima battuta nell’ormai lontano 2014, per poi venire ristampato anni dopo dalle edizioni Miré, nome che ho dato ai progetti firmati da me e Cerè. L’immagine in evidenza riporta la Copertina di questa seconda edizione.
Miriam Bruni
miribruni79@gmail.com
