Paolo Gualandi, quasi una lezione di scultura

Lo scultore bolognese e il suo amore per l’argilla

Paolo Gualandi a Tolè

Pubblicato il 14/02/2026

A Tolè (Bo), al termine dell’inaugurazione della scultura di Paolo Gualandi intitolata “La raccolta delle patate” si sono normalmente formati alcuni capannelli in cui le persone intervenute all’evento commentavano ciò a cui avevano assistito.

Tutto normale.

In questo contesto, attorno alla scultura appena inaugurata, si è formato un piccolo gruppo che stava facendo alcune domande in merito alla scelta del soggeto, dei materiali e delle difficoltà occorse nella creazione di questa opera simbolo della terra toletana.

Fortunatamente non ho spento la videocamera e, pur dovendo districarmi fra le persone, sono riuscito a registrare le parole di risposta di Gualandi; ne è uscita una “intervista inconsapevole” che va oltre alla semplice descrizione dell’opera, infatti è diventata quasi una lezione sul valore della terra, della plasmabilità della argilla e delle sue molteplici forme.

Perdonate alcuni movimenti di camera dovuti a piccoli urti dovuti alla situazione, quello che conta è concentrarsi sulle parole di Gualandi che descrive la sua filosofia di lavoro come sculture.

Buona lettura video.

 

Testo di Roberto Cerè per Millecolline

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