Sono 2 le notti d’amore e di teatro a Villa Stagni

ANTEPRIMA VIDEO – Crespellano in Valsamoggia (Bo), 20/07/16. Sono piene di lavoro le notti di Andrea Lupo regista della compagnia teatrale che si prepara alla prima del suo lavoro: “Notti d’amore e di follia”.  Lo spettacolo, prodotto dal Teatro delle Temperie, sarà presentato domani sera, giovedì 21 luglio e replicato giovedì 28 luglio, nella affascinante cornice di Villa Stagni. Noi di Millecolline siamo andati a curiosare per raccontarvi le prove una anteprima rapidissima.

 

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I risultati della ricerca del Tetro delle Temperie

Calcara in Valsamoggia (Bo), luglio 2106. Teatro delle Temperie. Ormai è terminata la prima fase della raccolta di memorie riguardanti la Prima Guerra Mondiale ed è l’ora di fare un primo punto della situazione prima di avviare le prossime iniziative collegate; per questo motivo abbiamo incontrato Margherita che ci ha raccontato come è andata fino ad ora. La raccolta, i confronti, le scoperte, l’archiviazione, la condivisione con i ragazzi e la creazione dei momenti teatrali sono nelle parole d Margherita; buona visione.

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ANTEPRIMA -Febbraio 2016 – Pubblichiamo volentieri una nuova iniziativa che ci ha inviato Margherita del Teatro delle Temperie.

Carissimi, 

in occasione del centenario della prima guerra mondiale, stiamo realizzando il progetto “scene di guerra – teatri di pace” con il quale vorremmo coinvolgere la cittadinanza del nostro territorio nella ricostruzione di una memoria collettiva relativa agli anni 1915/1918. 

Per questo stiamo invitando tutti i cittadini a partecipare alle giornate di raccolta delle memorie di guerra: 5 appuntamenti (elencati nel volantino allegato) in cui raccoglieremo documenti, lettere, diari, testimonianze e fotografie della prima guerra mondiale. 

Tutto il materiale raccolto verra’ digitalizzato dal personale del Museo Civico del Risorgimento di Bologna e pubblicato sul portale www.storiaememoriadibologna.it diventando così un patrimonio importante da condividere con la comunità e da consegnare alle generazioni future. Per la miglior riuscita di questo progetto, vi chiediamo la cortesia di diffondere questa informazione tramite i vostri canali, in modo da garantire l’opportunità di partecipare a tutti i cittadini del territorio. Qualora organizzaste o foste a conoscenza di iniziative in cui si potesse presentare il progetto, saremmo felici di poter partecipare e/o fornirvi il materiale cartaceo per una distribuzione specifica.

Vi aspettiamo per il primo appuntamento di raccolta materiali sabato 27 febbraio dalle 9.00 alle 13.00 alla Mediateca di Bazzano – Rocca dei Bentivoglio – Via Contessa Matilde, 10 loc. Bazzano.

Augurandovi una buona giornata,

restiamo a disposizione per qualunque esigenza

e porgiamo i nostri saluti più cordiali.A4 guerra raccolta-2

 

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Tutto quello che so del grano è al deposito attrezzi.

ANTEPRIMA VIDEO – Castello di Serravalle in Valsamoggia (Bo). Tutto quello che so del grano è il nuovo spettacolo messo in scena dal Teatro delle Ariette e, come ricorderete, è stato presentato al Teatro delle Moline (Bo) come frutto finale dopo un mese intero di confronto con il pubblico. Ora è giunto il momento di presentare questa fase del nuovo lavoro anche nel teatro di casa: il Deposito Attrezzi. La data prescelta per l’appuntamento non è stata scelta a caso; infatti il 23 giugno è conosciuto nelle nostre campagne come la notte di S. Giovanni e corrisponde al passaggio della stagione primaverile a quella dell’estate; la stagione della raccolta che si apre proprio con il taglio del grano nei campi. Ci siamo ritrovati a parlarne, come ormai nostra tradizione, nella cucina delle Ariette ( chi segue la compagnia conosce bene il perchè ) dove Stefano Pasquini ci ha ospitato per raccontarci tutto quello che sa del grano. Buona visione.

La locandina è in preparazione quindi non potrete ancora trovarla in APPUNTAMENTI.

 

Tutto quello che so del grano, Teatro delle Ariette. (ph Stefano Vaja)
Tutto quello che so del grano, Teatro delle Ariette. (ph Stefano Vaja)

 

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Clarence ci racconta di una strega e una vergine

ANTEPRIMA – Calcara in Valsamoggia (Bo). Dialogo fra una strega e una vergine.

il 24 e 25 giugno 2016 la rassegna teatrale Clarence di Scene dal Parco della Luna, si arricchirà della sua nuova esperienza teatrale: Dialogo fra una strega e una vergine, di Enrico Petronio Nicolaj. Nei giardini di villa Petronio Nicolaj, in una leggera collinetta, ai margini del piccolo bosco di Villa Petronio Nicolaj, verrà raccontato “il più poetico degli spettacoli di questa edizione”, come definito dalle parole del suo autore. In questa sera calda e umida, come quasi tropicale, ci siamo trovati a raccontare fotograficamente alcune scene di questo terzo appuntamento teatrale della rassegna Clarence; assieme gli attori a piedi nudi sull’erba tagliata di fresco guardiamo, ogni tanto, verso l’alto per capire se quelle, rare, gocce di pioggia saranno di passaggio oppure si faranno più fitte. La pioggia alla fine ci risparmia e possiamo proseguire.

 

 

Fotografie di Roberto Cerè

 
“ Versati luna. E anche tu, memoria”.
Visionario, onirico, fiabesco; il più poetico degli spettacoli di questa edizione. L’incontro fra due personaggi senza tempo e senza storia, una strega e una vergine, entrambe simboli di purezza e di analisi del profondo. La situazione e la semplicità nuda dei dialoghi è quella delle fiabe dei fratelli Grimm, ad esempio (…). Il “dialogo” fra queste due creature visionarie, che sembrano uscite da un’allegoria o dalle illustrazioni di un almanacco medievale, affronta temi come la paura, il rapporto fra Dio e Satana, l’amore e il sesso. E tutto nella maniera più semplice, più lapidaria, più diretta. Il linguaggio della poesia che non soffre gli orrori della paura.
Questa esposizione trasparente della verità è prerogativa del cinema del più grande regista di tutti i tempi: Ingmar Bergman. Ecco perché lo spettacolo è dedicato a lui. “Omaggio a Ingmar Bergman” dunque, non solo per l’aspetto di “discesa nell’umano”, non solo perché ad un certo punto del testo la strega reciterà un celebre monologo tratto dall’opera “Pittura su legno” di Bergman (opera che fu da base al capolavoro “Il settimo sigillo”); ma soprattutto per questo amore per ciò che è limpido, per la luminosa violenza della nudità dei pensieri e delle emozioni, per il tentativo di fotografare le stanze dell’anima nella loro assoluta luce diurna.
Musica: i brani tratti dal cd “CLARENCE: sospiri ed urla dagli abissi” di Enrico Petronio Nicolaj.

Testo tratto dal comunicato stampa.

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ANTEPRIMA. Calcara in Valsamoggia (Bo).  A tavola con Pirandello

“Diffido sempre delle persone che non urlano. Io non potrei mai vivere senza urlare. Io ce l’ho qui dentro l’urlo, sempre, sempre teso. Recito come recito perché non mi interessa recitare in altro modo. Devo urlare. Devo sentire che dentro mi si spezza qualcosa”.

Due amici attori, coinvolti nelle prove di un allestimento di “Questa sera si recita a soggetto” di Pirandello, si ritrovano a tavola a parlare di teatro e di vita. A partire dal lavoro sul sommo drammaturgo che ha ipotizzato la maschera come “nascondiglio sociale”, nasce un quadro ironico, brillante e rabbiosamente amaro sul mestiere del teatro. “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”, scrisse una volta Pirandello.

“Ho cominciato a scrivere questa commedia lo scorso autunno. Guardavo molti film di Woody Allen. Ero, e sono, attratto dall’intelligenza acuta e perfetta, minuscola a precisa come la mina di una matita, di questo grandissimo regista americano. Di Pirandello sono interessato a questa stessa intelligenza luminosa e oscura allo stesso tempo. L’indagine intellettuale, un poco “esistenzialista”, che conduce all’esplorazione dei pensieri e dei sentimenti”. (E. P. N.)

locandina pirandello

Lo spettacolo è strutturato in quattro scene: antipasto, primo, secondo e dolce. Quattro momenti, quattro dialoghi, senza mai alzarsi dal tavolo, in cui i due attori operano una vivisezione impietosa, sincera e appassionata di ciò che comporta “calcare le assi del palcoscenico”. Il pubblico è seduto in scena tutto attorno al tavolo, quasi a mangiare con gli attori. È uno spettacolo intimo, fatto di parole precise, di sguardi, di realtà. “Abbiamo bisogno che il pubblico sia molto vicino a noi, che ci guardi bene, che possa notare ogni movimento dei nostri occhi; insomma, che mangi con noi”.

Musica: le canzoni di Patty Pravo

Le date:

22, 29 maggio – ore 16:30

27 maggio – ore 21:00

 

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Giovedì 19 maggio 2016

ANTEPRIMA. Calcara in Valsamoggia,  Giovedì 19 dalle ore 19:00 Villa Petroni Nicolaj accoglierà il pubblico di Clarence con l’ENGLISH ART-CAFE’: le favole di Oscar Wilde. Un ricco apericena per ascoltare le preziose, lussureggianti, profumate fiabe di questo scrittore così originale e geniale.

Oscar Wilde
Oscar Wilde.

 

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Il giorno della prima

Calcara in Valsamoggia (Bo), 17/04/16. Siamo a teatro nei giardini di Villa Petronio Nicolaj per vedere la prima di “Ritorno al giardino dei ciliegi”, di E. Petronio Nicolaj, dove “i personaggi del celeberrimo “Giardino” cecoviano tornano fra i ciliegi per parlare di Bellezza e di Arte” con Elisabetta Scarano e Luigi Di Pietro come attori in questo palco di sole e margherite. Il tempo è stato clemente ed ha regalato lame di luce come fossero luci spot sugli attori che si muovevano in un vero giardino con tanto di prato ben coltivato ed alberi da frutta. Abbiamo provato a raccontare questa suggestiva ambientazione con alcune immagini dello spettacolo regalatoci da questi brillanti, giovani, attori.

E. Petroni Nicolaj, autore di "Ritorno al giardino dei ciliegi". (Ph. Roberto Cerè, 2016)
E. Petroni Nicolaj, autore di “Ritorno al giardino dei ciliegi”. (Ph. Roberto Cerè, 2016)

“Ma non si può vendere la pace; né la si può comprare”.
Anja e Trofimov, personaggi giovani del capolavoro di Anton Cechov, fanno ritorno – ma solo in sogno – al luminoso, paradisiaco “giardino dei ciliegi”. È questo il prologo allo spettacolo che, più che essere una semplice, ovvia memoria del “Giardino”, si propone invece di essere un gigantesco discorso sull’arte e sul suo significato profondo. Nel testo, durante un intimo, bucolico pic-nic a due – fra grezze quinte di stoffa raffiguranti radiosi rami di ciliegio in fiore, appese con le mollette fra gli alberi del giardino come panni stesi ad asciugare – i due romantici ed intensi protagonisti discutono appassionatamente di pittura e di arte. Analizzano, in una specie di privata lezione “vibrante e struggente”, le opere di Giotto o di Piero della Francesca, di Brueghel, e poi Magritte, Balthus, Cezanne, Matisse … fino a Picasso e all’arte contemporanea. Che cos’è un quadro? Che cos’è un’immagine? Che cos’è in definitiva un’opera artistica e cos’è un artista? E cos’è la creazione artistica umana e cosa invece la creazione divina? Il giardino dei ciliegi del titolo, al quale “si fa ritorno”, è il simbolo di questa Bellezza; un’analisi e una ricerca profonda; una cosa preziosa, anzi, preziosissima, la più preziosa che abbiamo, e che non si può e non di deve “vendere”, perché non la si può “comprare”. E attraverso questa “conversazione sulla pittura” escono fuori i due caratteri dei protagonisti: dolci, energici, pieni ancora di immortali ideali e di sogni.
“Lo scorso autunno e inverno ho visitato diverse mostre. Prima di ogni altra forma d’arte, ho amato la pittura, fin da bambino. Io capisco il mondo vedendolo. Vedere un’opera dal vivo non ha paragoni. La migliore riproduzione su catalogo non comunica una briciola della commozione e della forza che l’opera originale sprigiona da sé. Questo mi ha portato a scrivere RITORNO AL GIARDINO DEI CILIEGI”.
Musica: brani da Mozart
(Il testo in corsivo è l’originale comunicato da Scene dal Parco della Luna).

 

Ritorno al giardino dei ciliegi. (Ph. Roberto Cerè, 2016)
Ritorno al giardino dei ciliegi. (Ph. Roberto Cerè, 2016)

 

 

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Elisabetta Scarano. (Ph. Roberto Cerè, 2016)

 

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Luigi Di Pietro. (Ph. Roberto Cerè, 2016)

 

Una scena di "Ritorno al giardino dei ciliegi". (Ph. Roberto Cerè, 2016)
Una scena di “Ritorno al giardino dei ciliegi”. (Ph. Roberto Cerè, 2016)

 

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Due signore e un Cherubino cresce ed arriva all’Alemanni

ANTEPRIMA. La prima fatica di Maurizio Tonelli alla regia, Due Signore e un Cherubino, l’avevamo annunciata il 22/11/15 con una anteprima pubblicata pochi giorni prima dell’appuntamento in Sala dei Giganti a Bazzano; oggi la ritroviamo a Bologna al Teatro Alemanni. Quella che abbiamo avuto e’ stata un buona intuizione che ha avuto buoni sviluppi e che anche i famigliari dell’autrice, Goliarda Sapienza, hanno apprezzato. Quindi, chi si è perso la prima (primissima) di Due Signore e un Cherubino a Bazzano potrà recuperare andando a Bologna il 04 maggio 2016 agli Alemanni.

locandina Alemanni maggio 2016

Dopo la locandina proseguiamo con le note che ci ha inviato  la  compagnia.

 

01

 

Due Signore e un Cherubino è una pièce scritta intorno al 1987 dalla poliedrica artista: Goliarda Sapienza. A ispirare l’opera fu l’amicizia vivace e sui generis che venne a instaurarsi tra la stessa scrittrice e la signora Marzotto,  famosa per essere la mondina  più mondana dell’alta società di quei tempi. Questo testo elegante e denso di dialoghi scintillanti contrappone una donna ricca ma insoddisfatta (Marta) a una donna povera di danari ma ricca di talento (Piera);  nonostante l’esplicita differenza che le leghi, entrambe stringono un rapporto così intimo da spingerle a condividere tutto: compresa la deliberata scelta di farla finita per sempre. Durante un pomeriggio ozioso e come di consueto ricco di confidenze, le due amiche decidono di suggellare la loro intimità condividendo  il gesto più eclatante che in questa vita si possa contemplare: il suicidio. Dialoghi fluttuano tra le coscienze di queste due donne e abitano il tempo che le separa dal rituale mortifero e al contempo gioioso che stanno per compiere. A disattendere il progetto delle nostre due amiche, ci pensa un giovane e aitante ragazzo (il Cherubino), conturbante, misterioso e profondamente persuaso dal chiaro-scuro di questa vita, come un arcobaleno che porta con sé sia pioggia che sole, incoraggia nuovi eventi per i soggetti. Le due amiche lo accolgono, lui si concede, l’incontro delle loro anime ridefinisce  nuove istanze, narcotizzando per il momento quel fuoco vano che alleggiava tra quelle pareti; vivere e morire acquistano, allora, nuove densità e l’inaspettata simbiosi che si viene a creare tra di loro si fa vascello per passare di vanità in vanità.

 

02

Note di regia:

Quel che si propone è una regia mirata a mettere in rilievo i dialoghi dei personaggi,  l’alterità che li lega, l’estrema sintonia che al contempo si instaura tra di loro e il divertente gioco di seduzione che fa da scena al loro dramma. Su questo tessuto di dialoghi ho cercato di valorizzare la spiccata naturalezza con cui soprattutto  le due protagoniste, credo, siano state pensate dalla scrittrice.  Mi piacerebbe che il pubblico fosse trasportato invisibilmente in quella stanza,  per rubare quell’intimità, sempre in bilico tra lo strappo e la riconciliazione. Insomma, forse ambiziosamente, spererei che lo spettatore si senta partecipe di una sorta di ratto, di un nobile saccheggio di quella comunanza di  anime che  rende questa amicizia profondamente libera. La colonna sonora scritta per lo spettacolo acuisce i momenti in cui i personaggi sembrano un solo corpo, quasi dotandoli di una guaina che li ripara dalle loro incongruenze e dalle diverse strade che la vita li ha portati a vivere. La suggestione che questo testo mi ha donato e che spero di restituire agli spettatori è che, sebbene la vita presti il fianco a continue forme di complessificazione, ciò che ci restituisce la vera umanità è saper estrarre la bellezza dagli eventi,  anche i più semplici, spesso inaspettati, come una semplice festa a cui si decide di accodarsi. Le rispettive vanità e le difficoltà legate all’esistenza allora sembrano svanire. Il valore delle cose emerge come un lampo, come una sorta di schizía creatrice che irrompe nelle vite dei “miei” personaggi e sembra pacificare sia loro che il pubblico.

08

 

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