ODISSEO. ALDO GALGANO AD ARTIFIGURATIVE

ANTEPRIMA. Sabato 17 gennaio 2015 alla Galleria Artifigurative di Crespellano in Valsamoggia si inaugurerà “Odisseo. Il viaggio di Nessuno” dipinti di Aldo Galgano e mostra a cura di Alberto Rodella.

A seguito presentiamo l’invito alla mostra e a seguito potremo leggere le note del curatore. A sabato allora.

INVITO

A un anno dalla mostra “Miti e Ferocia”, esposizione delle intense opere di Adriano Avanzolini, la Galleria Artifigurative prosegue il suo percorso espositivo sul tema del “mito” come fonte di ispirazione artistica attraverso la narrazione pittorica del viaggio di Ulisse di Aldo Galgano. Si tratta di una personale dal titolo “Odisseo. Il viaggio di Nessuno”, in cui i personaggi che appartengono all’immaginario collettivo di ciascuno di noi prendono forma in opere di grandi dimensioni, dall’intenso colorismo e dalle composizioni colte e raffinate. E’ un viaggio immaginario in cui l’artista, utilizzando il mito, riesce a trasferire le inquietudini dell’uomo moderno in una narrazione che, partendo dalle passioni dell’animo che perturbano l’intelletto, conduce verso la conquista della virtù.

Ritengo che la narrazione pittorica delle opere di Aldo Galgano sia non solo emozione estetica, dovuta ad una sapiente capacità pittorica ma, raggiungendo un sofisticato equilibrio stilistico, sia pittura colta.

                                                                                                                                                      Alberto Rodella

A CARTABIANCA LORIANO MACCHIAVELLI – ANTEPRIMA VIDEO

ANTEPRIMA. Bazzano in Valsamoggia. Beatrice ci racconta in anteprima dell’incontro con Loriano Macchiavelli per la presentazione del suo ultimo libro che si terrà il 28 Gennaio 2015 alle 20.30 alla Libreria CartaBianca Via Borgo Romano 12 a Bazzano (Valsamoggia)

Dove danzano le stelle. Poesie di Giusy Stefani

Un libro di poesie illustrato dai propri quadri; un bel regalo di Natale per Giusy Stefani, questo è quanto potrete trovare in libreria già da oggi.

Le cose del tempo compiono percorsi che incantano, a volte sono autostrade, altre semplici passaggi appena tracciati nell’erba; alcuni anni fa eravamo “intrattenitori” alla stessa radio, io e Giusy, ma non ci siamo mai incontrati, oggi ci siamo presentati come fosse una nuova volta per parlare del libro di poesie che ha appena firmato. Un libro che raccolga poesie è, di per se, un piccolo evento e la sua realizzazione la dobbiamo al curatore Andrea Bassani  e alla direzione di Silva Valenti che hanno creduto nelle poesie di Giusy fino al grande passo di pubblicarle.

Dove danzano le stelle

Oggi è venerdì e pare un buon giorno per incontrare Giusy in questi giorni di festa; dopo i primi saluti è già intenta a preparare il caffè e sembra un po’ in allegro allarme quando mi vede armeggiare alla mia macchina fotografica, non si aspettava di essere il soggetto da fotografare.

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Poi il caffè. Ho idea che il caffè abbia compiuto una piccola magia perchè da li a poco la macchina fotografica è stata meno “ingombrante” ed ha lasciato il posto al racconto legato alla casualità del suo percorso poetico:  -“ Le poesie che scrivo sono state “scoperte” per caso; per puro caso. Io non ho mai cercato di dare una mia poesia a qualcuno perché mi potesse dare un suo parere. Non  è mai successo. La prima poesia l’ho messa io su facebook un giorno, per gioco, ed è stato in una occasione molto triste: era una poesia dedicata a mia mamma, era il settembre del 2010. Questa poesia l’ha letta un mio amico che si occupa di arte e letteratura; così l’ha “presa” e l’ha pubblicata assieme ad un’altra mia poesia. Così è cominciato; per puro caso ”.

 “Scrivo poesie perché c’è come una voce che ho dentro e che non riesco ad arginare. E’ una voce che mi esce. Ed io scrivo. Io scrivo poesie non quando decido di scriverle; scrivo poesie quando mi vengono in mente e di solito avviene nei momenti più impensati; spesso mi capita di scrivere poesie mentre sto mangiando. Alcune delle poesie che amo di più mi sono uscite mentre ero a tavola, mentre mangiavo, da sola, mi sono uscite così, come per i miei quadri, deve succedere questa è una magia”.

“Nessuno capisce quale sia il motivo, l’esigenza, di scrivere poesia ai nostri giorni. Perché scrivere delle poesie? In tutta questa fretta nessuno lo capisce, in tanti dicono che scrivere poesie, al giorno d’oggi, è una roba fuori tempo. Invece io non sono d’accordo, la poesia sta ritornando nei cuori di molti e tante persone hanno ripreso a scriverne; io ritrovo poesie nel teatro, nella musica, i musicisti bravi sono dei poeti. La musica è poesia e la poesia è musica, è come un unico circolo, in cui includo anche la pittura ed io dipingo da sempre” ._MG_0554_DxO

 

“Io credo che molti non vogliano entrare nel loro profondo; la poesia è una cosa che va oltre le parole e la maggior parte delle persone è a disagio nel silenzio di una poesia. Nei miei testi c’è anche una sofferenza interiore, le parole sono malinconiche e sofferte però è difficile coglierlo (Silvia nella presentazione ha capito quello che sono le mie poesie). Anche molte mie amiche non capiscono come io possa dedicarmi a scrivere delle poesie quando, secondo loro, ci siano tante altre cose più divertenti da fare. Di nuovo, la poesia come espressione fuori dal tempo e mi dicono:  ma tu Giusy vivi in un altro mondo non qui a terra assieme a noi. Nessuno scrive poesie (di gente che conosco) a parte i tanti musicisti e cantautori che seguo e conosco”.

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“ Le mie poesie sembrano difficili da comprendere perché a me piace l’ermetismo e i poeti ermetici mi hanno un po’ condizionata. Le me poesie hanno un taglio un po’ particolare, nel senso che per me ci sono colori anche nel vento e così cerco di descriverli; le mie amiche mi sentono parlare dei colori del vento e mi dicono che sono una pazza scatenata. Io sorrido sempre, in questo  assomiglio a mia madre”.

 

 

 

 

 

Testo e foto di Roberto Cerè per Millecolline. 

VIDEO DELL’INTERVISTA A MARIA CASSI 1/2

Abbiamo incontrato Maria Cassi prima dello spettacolo “Obladì Obladà” al teatro di Calcara il 24 ottobre 2014.

In questa prima parte del video ci racconta dei suoi monologhi, dell’importanza dell’ozio creativo, il suo “riraccontare” la realtà e il suo rapporto col pubblico.

Buona Visione!

Art Ekyp, Galleria di artisti a Modena.

 

 

Modena, 27/12/14

E’sabato pomeriggio, la settimana scorsa ci siamo accordati per incontrarci alle 16:00 di oggi alla galleria Art Ekyp di Modena; fino a quel momento potevamo essere contenti di un inverno che  presentava il suo lato più mite, ma, oggi pomeriggio appena arrivata l’ora di partire si è messo a nevicare. Ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti qualcosa tipo: – “Chi se ne importa, noi a Modena ci andiamo comunque”. Siamo partiti con la neve a fiocchi, siamo arrivai in anticipo, ci siamo scaldati in un bar che prometteva cioccolata in calda con panna artigianale e ne siamo usciti chiedendoci che cosa avesse di così artigianale la panna che usciva dalla solita bomboletta spray da supermercato… Poi il freddo sulla via ci ha tolto ogni ulteriore commento. Qualche passo ed eccoci davanti alla galleria Art Ekyp; più in centro di Modena di così… via Torre è una stradina stretta che si stacca dalla Via Emilia per catturare l’ultima ombra della Ghirlandina._MG_0452_DxO

Ad aspettarci in galleria c’è Ernesto Ubertiello, vecchia conoscenza di Millecolline, e noi ci accomodiamo sulle poltrone nere di questa galleria ovunque bianca; Art Ekyp  è formata oggi da 6 pittori che hanno pensato bene di “consociarsi” per mantenere una loro autonomia in cui potersi muovere e mostrare sia i loro lavori che i lavori di altri artisti.Sei componenti quindi: Arnaldo Vignali, Mauro Barbieri (fra i primi fondatori dell’iniziativa), Federica Poletti, Ubertiello Ernesto, Andrea Saltini e Massimo Lagrotteria, tutti modenesi o della provincia che alternano il loro lavoro alla presenza in via Torre, 65. Fino al 13 gennaio potrete vedere la mostra collettiva che si sono dedicati nella loro galleria: –“Nella mostra ci sono i lavori di tutti e sei noi autori, per questa galleria siamo liberi di agire per conto nostro, non c’è alcun movimento o manifesto artistico ma c’è volontà di essere visibili “noi viviamo con i nostri quadri” ma dobbiamo far vedere che siamo vivi e presenti,  che viviamo sul territorio da una vita e che dipingiamo e lavoriamo tutti tantissimo”.  Questo gruppo di artisti lavora quindi per uno stesso obiettivo; mantenere una struttura, farla funzionare e mettere dentro idee nuove consapevole che, con questi intenti, il loro potenziale non può che migliorare.

_MG_0460_DxOErnesto ci racconta poi di come sia stata utile la sua decisione di unirsi a questa idea: – “In un certo modo soffrivo dell’isolamento che si patisce a dipingere da soli, anche se si può lavorare ad un bel progetto succede che, a lungo andare, è come se continuasse a guardarsi solo allo specchio senza più riuscire a concludere nulla di appagante. Manca il rapporto con le persone che commentano i tuoi lavori. Un artista che non è in grado di percepire quello che succede attorno ne soffre a lungo andare”. Abbiamo quindi, inevitabilmente, parlato con Ernesto di come questa sua esperienza in galleria stia contribuendo a trasformare anche il suo modo di vedere e percepire il suo lavoro: -“Fino ad oggi la mia tavolozza era limitata a quattro-cinque colori, adesso ne uso (solo) tre però sono quelli fondamentali, perciò è come se li usassi tutti. Con la sensibilità del mio passato. Prima disegnavo molto di più adesso dipingo assieme al disegnare e mi accorgo che la somma di due linguaggi vivono assieme in maniera perfetta”. Un buon augurio per il nuovo anno.

 

La locandina della mostra la troverete in Palette LOCANDINE della rivista.

Foto e testo di Roberto Cerè per Millecolline.