Corti, Chiese e Cortili. Le schegge: Enrico Masi, seconda parte.

Schegge, ecco il secondo intervento di Enrico Masi che continua a raccontarci il suo modo di vedere la rassegna Corti, Chiese e Cortili a cui ha dedicato il suo film Terra di confine assieme a Stefano Croci. L’intervista è stata raccolta da Stefano Massari, altro regista d’eccezione residente in Valsamoggia. 

Buona visione.

 

 

Schegge,  la nuova scheggia di CCC è dedicata a Enrico “Chicco” Osti che abbiamo incontrato a conclusione del concerto Sentieri Sonori in cui ha diretto i ragazzi della Valsamoggia Young Orchestra a cui insegna assieme alla onnipresente violinista Catia Ciampo. La serata si è svolta nel cortile interno della Rocca e prevedeva l’ascolto di ben 4 orchestre giovanili: Arcobaleno Guitar Ensemble (Valsamoggia, Bo), Ensemble Arpe Magiche (Vignola, Mo), ValsamoggiaYoung Orchestra (Valsamoggia, Bo) e Dalla Musica Ensemble (Bologna).

Buona Visione

 

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Schegge, con Andrea Generali, prosegue la nuova rubrica “dietro le quinte” di Corti, Chiese e Cortili edizione 2016 in cui vi faremo conoscere meglio alcuni protagonisti della XXX edizione di questa manifestazione musicale. Vi raccontiamo di Andrea, il tecnico che si prende cura del suono che ascoltate ad ogni appuntamento della nota rassegna musicale Samoggina.

Buona visione

 

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Schegge, con Enrico Masi. Iniziamo con un documento d’eccezione perché Enrico Masi, autore e regista assieme a Stefano Croci del film Terra di Confine, ci racconta il suo punto di vista relativo a questo loro lavoro interamente dedicato a Corti, Chiese e Cortili e lo fa con la regia di Stefano Massari che, come sapete, è altrettanto noto come curatore di molti lavori cinematografici che raccontano, fra i tanti, anche il Teatro delle Ariette. Le immagini che andrete a vedere quindi sono veramente una piccola meraviglia in cui due protagonisti di primo piano nel raccontare il territorio si incontrano per produrre un documento molto piacevole che siamo sicuri sia di buon avvio per questa rubrica.

Buona visione.

Produzioni Millecolline

Diritti Riservati

Festa di Inizio Estate al Talon: Fragole e Tempesta

Casalecchio (Bo), 05/06/16. Nella Corte di Casa Margherita, al Parco Talon, la Associazione Biodinamicamente Parco Talon ha pensato bene di organizzare la Festa di Inizio Estate e noi ci siamo andati.

-“Dai Roberto, ci saranno cento metri di strada dal parcheggio vicino alla chiesa all’inizio del parco fino alla festa”. Certo, cento metri, sarà, intanto camminiamo e superiamo anche l’ultimo prato del Parco Talon ma della festa di Inizio Estate organizzata da Biodinamicamente Parco Talon non vediamo (sentiamo) nessun cenno. Dopo aver camminato per (parecchie) centinaia di metri telefoniamo a Piero, magari ci stiamo sbagliando o abbiamo superato un bivio nascosto. Niente di tutto questo; Piero dice: -“Proseguite, troverete dei campi di grano biodinamici e, poco dopo, sarete arrivati a Casa Margherita”. Proseguiamo. Dopo un dosso ecco i campi di grano e dopo una grande quercia ecco laggiù Casa Margherita: c’è gente e ci sono i banchetti, siamo arrivati. Ci siamo ormai inizia la festa che ospita un piccolo Festival di Musica Popolare organizzato da Piero, componente storico della Lanterna Magica, in cui suoneranno Fragole e Tempesta; DesOrdinary e Lanterna Magica a cui si è aggiunta una nuova entrata a sorpresa: il duo Calanca e Lipparini appena formatosi. Mi sono preparato alle riprese dei musicisti ma mi rendo subito conto che, probabilmente, i veri mattatori di questa festa sono i ballerini; infatti, appena si intona il primo brano ecco che gran parte del pubblico apparentemente distratto dalla bella giornata si alza e si prepara a ballare; devo cambiare assetto e organizzarmi per riprendere questo ballo sul prato che coinvolge tante persone. Il primo gruppo invitato a suonare sono i Fragole e Tempesta che, ad un certo punto invitano Lucio, a cui si aggiungerà Stefania, a ballare il “Bergamasco di Faenza”.  Ecco il videoracconto di quel momento.

Buona visione.

Cento piccoli strumenti in mostra in Rocca

Gentilissimi, inoltro in allegato il comunicato stampa relativo alla mostra “Cento piccoli strani oggetti sonori” la mostra di strumenti antichi tradizionali delle Alpi Occidentali nata dalla collezione del musicista Valdostano Alessandro Boniface. La mostra inaugurerà domenica 10 aprile 2016 alla Rocca dei Bentivoglio e rimarrà esposta fino al 8 maggio 2016, quando si concluderà con il concerto dei Troveur Valdotene, il gruppo che riunisce la famiglia Boniface.

Un saluto cordiale
Elisa Schiavina

 

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MOSTRA DI STRUMENTI MUSICALI ANTICHI 

Cento Piccoli strani oggetti sonori, dalla Val D’Aosta in mostra alla Rocca dei Bentivoglio, 10 aprile ore 17

100 strumenti per raccontare la storia di generazioni di musicisti e di una tradizione musicale che affonda le sue radici nel folk delle Alpi Occidentali: la Rocca dei Bentivoglio ospita la mostra “Cento piccoli oggetti sonori. La bouque que sonne – il legno che suona” che inaugura il 10 aprile alle ore 17 e continuerà fino a domenica 8 maggio, concludendosi con un concerto inserito all’interno della rassegna Corti, Chiese e Cortili.
Musica e divulgazione, tradizione ed innovazione nell’arte: ci sono tutte le caratteristiche della Fondazione Rocca dei Bentivoglio nella mostra che darà l’opportunità di ammirare da vicino strumenti musicali antichi e di apprezzarne anche le sonorità in contesti musicali che riprendono la tradizione popolare.
Domenica 10 aprile alle ore 17 si potrà scoprire come da cinque generazioni, la famiglia Boniface di Aymavilles in Valle d’Aosta si occupa di valorizzare, raccogliere e interpretare la storia musicale delle Alpi occidentali. Ciò che lega il bisnonno Grat Boniface, il nonno Jérémie, il padre Felice, Alessandro e i suoi figli Rémy e Vincent oltre alla parentela, è la costante presenza accanto a loro di uno strumento incredibile: l’Organetto Diatonico, o Fisarmonica Diatonica.
Alessandro è curatore e proprietario di una raccolta che testimonia in maniera tangibile l’origine dello strumento fisarmonica, poi definitivamente brevettata nel 1829 da Cyril Demian e da allora strumento espressivo adottato dalle tradizioni musicali in tutto il mondo.

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Cento piccoli strumenti musicali (Ph. via Fondazione Rocca dei Bentivoglio)

Nella forma, nei colori e soprattutto nelle sue sonorità, la fisarmonica è strumento conosciuto e facilmente riconoscibile, tuttavia pochi ne conoscono l’origine. La raccolta di Sandro Boniface, forse unica nel suo genere, vuole testimoniare il percorso storico compiuto per arrivare all’assemblaggio dello strumento come lo conosciamo oggi.
Come per ogni manufatto l’origine ha luogo nell’osservazione della natura, così anche per l’ancia libera furono gli alberi, con le loro foglie scosse dal vento che producevano suoni ad ispirarne la riproduzione.
Da questo l’uomo prese spunto per realizzare le prime semplici lamelle flessibili ricavate da giunchi o piante simili che, fatte vibrare avvicinandole alla bocca producevano dei suoni inconsueti, una storia comune che ci parla anche di uno strumento molto particolare: lo “Scacciapensieri”. E’ noto che già nel 2900 a.C. nelle regioni oggi note come Laos, Vietnam e Cambogia, l’uomo inventò uno strumento musicale chiamato Cheng, indicato come il progenitore di tutti gli aerofoni ad ancia libera.
La collezione di Sandro Boniface vanta alcuni esemplari che testimoniano queste antiche origini, e come gli altri pezzi anche lo Cheng può essere ascoltato dal vivo, insegnandoci con chiarezza il principio sonoro della fisarmonica.
Nella raccolta si possono contare più di 80 strumenti, di cui 30 appartenenti all’epoca compresa tra il 1831 e il 1870, essa si presta ad esposizioni in forma di museo-vivente, infatti tutti gli strumenti sono funzionanti e mostrati in azione, Sandro stesso ne illustra l’uso e le sonorità.
Oltre ai prototipi legati alla storia della fisarmonica, si possono ammirare e conoscere altre famiglie di strumenti ”inconsueti”, che appartengono ad un passato musicale, fatto soprattutto di artigianato, oggi riproposto dalle nuove generazioni protagoniste della scena world music, sempre più spesso contaminata da altri generi musicali: il rock, il jazz, la pop music.
Nell’esposizione antichi strumenti come la cornamusa e la ghironda (di cui sono presenti prototipi di varie provenienze a testimonianza della loro capillare diffusione), i vari flauti di legno, osso e metallo, le percussioni antiche come il “Tambour de Caèima”, che sostituiva le campane al tempo della Quaresima nelle chiese delle Alpi, e altri strumenti della liturgia religiosa delle Alpi, come il “Tubbo Bordòn”, simile al corno tibetano, la cui funzione di  comunicazione tra genti lontane diventava l’unica via di collegamento e diffusione delle idee.
La Fondazione Rocca dei Bentivoglio abbina alla mostra anche un percorso didattico per le scolaresche, per accentuare l’aspetto divulgativo dell’esposizione e per avvicinare i bambini alla bottega artigiana che permette di trasformare il legno in strumento musicale.
La mostra durerà fino all’8 maggio e si concluderà con un concerto dei Trouveur Valdotèn alle ore 18 presso la Rocca dei Bentivoglio, quando alcuni dei più significativi strumenti esposti durante la mostra saranno suonati direttamente da Remy e Vincent Boniface. Il concerto è inserito all’interno della rassegna musicale Corti Chiese e Cortili, che quest’anno compie i 30 anni di attività.

La visita alla mostra è compresa nel percorso di visita della Rocca dei Bentivoglio e del Museo “A. Crespellani”.

Info e orari di apertura:
tel. 051 836442/05
museo@roccadeibentivoglio.it
www.frb.valsamoggia.bo.it

 

Diritti Riservati
 

 

L’Osteria del Mandolino, sarà in concerto a Bazzano

ANTEPRIMA – Concerto a Bazzano in Valsamoggia (Bo), domenica 06 marzo 2016, ore 17:00.

Sarà l’Emilia la protagonista dell’appuntamento di marzo de “I colori della musica Folk”

Ospiti di questo appuntamento l’Osteria Del Mandolino e Il loro repertorio nasce da un’accurata ricerca delle fonti originali e da una selezione delle melodie più belle del genere: valzer, polka, mazurca, serenate e antichi stornelli.

Il nome OSTERIA DEL MANDOLINO è un omaggio ad un mondo non accademico che ha avuto una grandissima importanza per la diffusione e la conservazione di questo repertorio. Le osterie, infatti, insieme alle sale da barba, erano luoghi dove si riunivano a suonare i musicisti e dove si potevano ascoltare grandi maestri italiani, con un rispetto oggi quasi dimenticato.

Seguendo una suggestione, un’idea di suono sempre più “italiano”, complice anche il bellissimo film di Bernardo Bertolucci “Novecento”, hanno affiancato alla chitarra, ai mandolini ed al violino il suono dell’ocarina di Budrio, meraviglioso flauto globulare, nato fortuitamente nel 1853 ad opera del fornaciaio Giuseppe Donati e diffusosi da quel lembo di terra a nord est di Bologna, con il suo repertorio e la sua voce in tutto il mondo.

L’Osteria del Mandolino sono
Antonio Stragapede – Mandolino, Chitarra
Domenico Celiberti- Mandolino, Violino, Voce, Chitarra Battente
Federico Massarenti – Ocarina di Budrio
Nicolò Scalabrin – Chitarra

ingresso gratuito

Testo a cura della Fondazione Rocca dei Bentivoglio e Scuola