ANTEPRIMA. Savigno in Valsamoggia (Bo), 30/04/15. Girare per le strade Savigno con Ilaria ad un mese dalla data di apertura di ARTeMENTE (31.05.15), in questo tardo pomeriggio, per sapere come sta andando l’organizzazione della prima edizione del Festival delle Arti è comunque rilassante; fra un incontro e l’altro vieni a scoprire che ci sono nuove adesioni, nuove iniziative e ospiti con proposte.

E’ una specie di girandola dell’immaginario: cosa ci sarà in piazza, come si allestirà quel vicolo, chi occuperà quella piazzetta; intanto si ferma una macchina e scende un ragazzone che chiede una informazione ad Ilaria e lei risponde: -“Vai in negozio, dalla mamma, è lei che ti darà la risposta”. Il ragazzone saluta e risale; era Luca Carboni ed io rimango un attimo in sospensione per l’estrema normalità di tutto questo. Ci sono già i primi semi di ARTeMENTE in giro per Savigno e credo che sarà divertente sia esserci che partecipare a questa Jam-Session artistica che sta nascendo e che, per ora, è seminascosta nelle carte organizzative di Ilaria dove ci potranno essere delle sorprese che, solo a malapena, possono essere descritte dalle dita indicatrici della sua giovane organizzatrice. Alla Prossima, su millecolline (quasi come se fossi alla radio…).
Parole e foto di Roberto Cerè per millecolline.



quelle della Controriforma, ha scritto le pagine indelebili di una cultura che continua e deve continuare nei giorni nostri e successivi. In queste opere ci sono i valori della socialità e della religiosità, la cifra dell’Essere e del divenire. Una nuova Bibbia che comprende l’intera umanità nelle sue sofferenze e speranze. Visitare questa Mostra vuol dire cercare di avere “ amore per la lettura diretta dell’opera come documento parlante”, ricorda Longhi, parlando del suo metodo, ma io vorrei che questo, in proporzioni più modeste, potesse tradursi in cercare di mettersi in sintonia con “lettura del sentire”, in modo di tentare un intimo dialogo con un qualcosa che sembra lontano da noi ma continua a respirare in noi e può aiutarci a vivere o ri-vivere quelle emozioni che il mondo della eccesso tecnologico ed industriale ci sta cancellando. I quadri non vanno descritti, se non quando vogliamo compilare un catalogo o voglio criticamente dissertare sulle opere considerate.
