Le Parole dell’Arte: Informale

Informale

L’arte è stata definita come imitazione della realtà, poi come rappresentazione della realtà, come interpretazione della realtà, come invenzione della realtà ed infine come pittura informale, capace di cogliere una realtà dove l’assenza di forme definite ci offre nuove realizzazioni e concezioni, non solo dell’arte, ma della stessa esperienza vissuta non più in “laboratorio- atelier”, ma come parte espressiva dell’essere sociale. Le guerre mondiali, la diffusa disumanizzazione, le sofferenze e le distruzioni, hanno contribuito, notevolmente, a visioni del mondo e della umanità in modo critico e dissolvente. Gli schemi tradizionali della creatività artistica vennero capovolti e rivoluzionati

( significative e determinanti furono le esperienze nate con il futurismo ed il dadaismo ).

L’affermarsi, viva via, dell’informale o della non – forma, aprirà nuovi orizzonti e porterà l’artista ad essere “suggestionato” dagli avvenimenti che lo coinvolgeranno direttamente: avremo il pittore-soldato, il pittore delle trincee, il pittore spettatore dei nuovi disordini sociali, il pittore coinvolto in tragedie epocali. Lontani sono i ricordi dell’arte come progetto della Bellezza, dei grandi sentimenti, delle catarsi liberatorie.

 

 

Senza titolo - Emilio Vedova, 1962
Senza titolo – Emilio Vedova, 1962

 

 

Siamo nella storia degli avvenimenti del XX secolo che non lascia più spazio alle distrazioni, alle divagazioni, alle creatività suggerite come immagine “ricreative” di società “gaudenti” o celebrative di famiglie di dominatori e di eroi protagonisti del destino delle nazioni e dei popoli.

La poetica della pittura informale diverrà il vero specchio delle società in crisi e prive di ogni rassicurazione e certezza sociali. Una nuova realtà che cambierà il modo di considerare il quadro e le sue linee compositive.

Il linguaggio dei segni avranno preminenza nell’esecuzione del quadro ed il gesto , in particolare, caratterizzerà l’atto pittorico.

 

 

Viaggio anima mente. Alberto Burri, 1966
Viaggio anima mente. Alberto Burri, 1966

 

 

 

Mathieu, tra i principali esponenti dell’informale, ricorda che :” Dal punto di vista fenomenico, l’atto del dipingere sembra rispondere in entrambi i casi alle seguenti condizioni: 1. primato unito ad una sveltezza di esecuzione; 2. assenza di premeditazione delle forme e dei gesti; 3. necessità di un secondo stato di concentrazione […]”.

Pollock, significativo protagonista di un particolare “Informale” come “fiammante esplosione di colori” che si riversano sulla tela, definì la sua esperienza, in modo molto concreto.

“La mia pittura non nasce sul cavalletto. Quasi mai, prima di cominciare a dipingere, mi accade di stendere la tela sul telaio. Preferisco appenderla al muro o posarla sul pavimento, perché ho bisogno della resistenza di una superficie dura. Sul pavimento mi sento più a mio agio, più vicino, più parte del quadro; posso camminarci intorno, lavorarci da quattro lati diversi, essere letteralmente dentro al quadro. E’ un po’ come il metodo usato da certi indiani del West che dipingono con la sabbia. […]”.

 

 

Convergence. Jackson Pollok, 1952
Convergence. Jackson Pollok, 1952.

 

 

Procedimenti casuali come gestualità dell’ignoto. Forse questa è la vera fonte dell’Informale?

 

Fontana
Concetto spaziale, attese. Lucio Fontana, 1961.

 

Franchino Falsetti

 

Diritti Riservati

ARTE ASTRATTA

W. Kandinskij, Primo acquerelli stratto , 1908
W. Kandinskij, primo acquerello astratto , 1908

Le parole dell’arte.  Rubrica a cura di Franchino Falsetti. Costruire un piccolo dizionario delle parole dell’arte contemporanea.

ARTE ASTRATTA
Nel linguaggio artistico contemporaneo, la terminologia di “arte astratta” o “astrattismo”, sollecita un processo di elaborazione compositiva – creativa, che tende ad evidenziare una chiara chiave verso il “nuovo” e la piena accettazione della vita, del costume del tempo corrente.
Si tratta di espressioni artistiche che rifiutano ogni riferimento ai modelli naturalistici e figurativi. L’artista vuole sperimentare nuove vie dell’arte entrando nel mondo delle “avanguardie” che hanno caratterizzano, in particolare il XX secolo : dall’astrattismo, al cubismo, al simbolismo, al surrealismo, ect… L’obiettivo principale è quello di astrarre le proprie esperienze da qualunque contatto concreto con la realtà.
L’arte astratta, infatti, “non mira a fornire un’interpretazione della realtà, ma a determinare e designare una condizione della coscienza”. ( G.C. Argan, 1951 ) – Storicamente il concetto di “astrazione” può essere dotato tra il 1908 ed il 1912. E’ del 1912 la prima opera pittorica “astratta”, un acquarello di W. Kandinsky, il quale nel 1914 pubblicò “ Lo spirituale nell’arte”. Opera fondamentale per capire una nuova filosofia della poetica dell’arte contemporanea.

Per Kandinsky l’arte astratta: “ non si trattò di semplificazione progressive dell’immagine naturalistica, ma di una progressiva ‘astrazione’ da essa”.
Interessante ricordare un importante volume curato da E. Mill, “La polemica sull’astrattismo” (1958), dove si esprimono pareri molto discordi ed avversi a questa tendenza culturale che, ormai, sta contaminando l’intero mondo artistico occidentale.
L’autore è convinto dell’impossibilità di considerare questa esperienza come arte ed afferma:”da questa ‘percezione’ di voler dare corpo ad una nuova concreta realtà, fatta solo di linee e colori ..[…] L’astrazione dalla realtà di cui parlano gli astrattisti e quindi un non senso…. La pura astrazione degli astrattisti è quindi la negazione completa dell’arte”.
Al di là di tante altre polemiche occorse fino ad oggi ed ancora oggetto di conflittualità ideologiche, l’arte astratta potrebbe essere capita ed affermata se si potesse si potesse collocare e collegare con i cambiamenti di vita e di costume della società.

Atanasio Soldati
Atanasio Soldati

L’arte non è una esperienza neutrale : vive, convive ed interpreta i modelli culturali di cui è direttamente emanazione.
Il suo tradizionale ruolo di concorrere al processo educativo e formativo della persona è oggi oscurato e deformato dalla pervasiva invadenza dei mass media e dalle sofisticate esperienze di natura fotografica e dalle tecnologie delle arti visive in genere. Rimane, però, ancora importante, come particolare espressione legata all’inventività e creatività individuale, per farci conoscere quell’immaginario collettivo che caratterizza, più di qualunque altra epoca, la vita contemporanea e le sue rapide trasformazioni.

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Piet Mondrian, 001 composizione, 1921

Forse per entrare con maggior consapevolezza, senza alcun pregiudizio, nella conoscenza e comprensione dell’arte astratta e di qualunque altra divergente tendenza stilistica o culturale di riferimento al tempo disordinato e tumultuoso che viviamo, si potrebbe rendere attuale, quanto ci ricordava Baudelaire, quando invitava gli artisti a saper cogliere: “l’héroisme de la vie moderne”.

Franchino Falsetti

Riproduzione riservata

Le parole dell’arte, Action Painting

A cura di Franchino Falsetti avviamo una nuova rubrica con l’idea di costruire un piccolo dizionario delle parole dell’arte contemporanea.

Action painting –  ( pittura d’azione )

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Action-painting 001 cc2

Denominazione inventata e proposta dal critico americano Harold Rosenberg ( sulla rivista “Art News”, dicembre 1952 ).
Venne posta e messa in concorrenza all’altra già diffusa di abstract expressionism ( espressionismo astratto ) ed al dripping ( sgocciolature e
spruzzi disordinati , non predeterminati, di colore sulla tela con effetti violenti e di forti impressioni ).
Questa parola sta ad indicare, in senso strettamente tecnico, un’espressività gestuale, libera da ogni sistematico processo compositivo.
“ Per ogni pittore americano”, scrive Rosenberg nell’articolo, sopra ricordato,”arriva un momento in cui la tela appare come un’arena offerta al suo intervento piuttosto che uno spazio dove riprodurre , ricreare, analizzare o esprimere un oggetto reale o immaginario. Allora ciò che deve essere trasmesso alla tela non è più un’immagine, ma un fatto, un’azione”.
Alcuni protagonisti di questa tendenza: Jackson Pollock, Willem De Kooning, Philip Guston, Joan Mitchell, Franz Kline.

 Franchino Falsetti

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