L’Editoriale Millecolline di Franchino Falsetti. Convivere non è solo una parola

Editoriale della domenica

L’Editoriale Millecolline

Pubblicato il 24/05/2026

Convivere non è solo una parola

Nell’attuale mondo in ebollizione nel disordine più totale, ogni giorno accadono episodi che non ci fanno più riflettere, ma ci rendono sempre più ancorati ad un viscerale egoismo ed individualismo.

Ciò che accade agli altri non mi interessa!

Ciò che accade agli altri di cui è possibile costruire evidenti contrasti con un diffuso conformismo sociale, allora diviene motivo di ostruzionismo “armato” per completare l’opera della cancellazione di standard consolidati di convivenza di sentimenti di solidarietà sociale ed umana.

Ho usato la parola convivenza perché non è più pronunciata e nessuno se ne occupa per saper meglio decodificare i moti spontanei ed avversi che stanno snaturando il senso di civiltà maturato in ognuno di noi con dichiarata storia culturale di appartenenza.

In questi ultimi anni si sono moltiplicati i libri che trattano il nuovo lessico, quello depurato, ecologicamente accettato: dalle parole sessiste a quelle buoniste per giustificare azioni e pensieri di altre culture che convivono con la nostra, ma la deturpano, la modificano, la cancellano. Sono parole mobili, adattate per la circostanza che, lentamente, stanno operando una piccola rivoluzione culturale con lo scopo di rendersi sempre più insicuri e cedendo a chi dovrebbe vigilare e difendere l’integrità della nostra lingua nazionale, l’arbitrio di poter scegliere o rendere tutto, legalmente, permissivo.

In questi libri le parole si rincorrono e si distribuiscono sulla stessa linea melodica: democrazia, felicità, uguaglianza, fraternità, meritocrazia, multiculturalismo, inclusività, integrazione, razzismo, emarginazione, pensiero unico, verità (ed altre che sembrano sinonimi di quelle citate).

Nuovi piccoli dizionari che richiamano il Monsignor della Casa. Parole, certamente importanti, che non approfondiscono nulla. Sembrano delle segnaletiche per nuovi quiz di volontaria educazione stradale.

Su alcune parole che hanno, invece, evidente significato politico, la strumentalizzazione e la demagogia grassa abbondano come certe dissertazioni catechistiche.

Non ho incontrato testi dove si tenda a ricostruire un quadro educo-formativo del lettore, proprio alla luce dei nuovi travolgenti fatti che colpiscono non solo il nostro Paese, ma l’intero mondo occidentale: un vero attacco e scontro di Civiltà.

Per esempio, parole come: nazione – patria – società – comunità – partecipazione – educazione – persona – personalità – religione – convivenza – tradizione – valori – morale – etica – cultura – violenza – istruzione – professione – formazione mentis – formazione al lavoro – sottomissione – censura – libertà – identità culturale (di appartenenza) – lassismo – anarchia – individualismo – nichilismo.

Queste sarebbero le parole chiave per avere una solida coscienza civica e forse una sorta di nuova Charta dei Diritti e Doveri perché si possa realizzare, senza sfondi propagandistici, la parola, il progetto, la cultura della Convivenza, che ritengo una parola pivot per programmare nuovi modelli di reciproca conoscenza, rispetto delle proprie identità ed equa giustizia per tutti.

Nella Convivenza si misurano i comportamenti, si confrontano i propri sistemi di vita, si offrono piene disponibilità perché nessuno debba prevalere o tendere al disprezzo verso chi non sia omologato o globalizzato.

La Convivenza vuol dire coesistere pacificamente senza condizionamenti, ricatti, minacce, abusi ed altre forme, di cui siamo “preda” giornaliera.  Tra le parole che prima ricordavo, due sono letteralmente sparite: morale ed etica.

Mi auguro che questa mia piccola riflessione possa risvegliare che un Paese è veramente democratico se ha ben chiaro queste due parole e di conseguenza si adopera perché queste divengano, di nuovo, il tessuto connettivo di una Nazione e la sua arma migliore per contrastare ogni ingerenza o di non dover soffrire il rischio della tabula rasa di ogni condizione di vivibilità e valore della Vita.

Franchino Falsetti

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