Ornella Mereghetti, “Seme d’infinito e buio d’abisso” nelle note di Miriam Bruni

Miry in Poetry, dedicata a “Seme d’infinito e buio d’abisso”

Ornella Mereghetti nelle note di lettura di Miriam Bruni

Pubblicato il 06/04/2021

 
“RESTO APPESA / IN QUESTA INTENSITA’/ AL LIMITE DEL VUOTO”
Tre versi del libro a mo’ di titolo e introduzione, a mio avviso significativi nell’indicare una prima cifra del suo contenuto globale: l’ultima raccolta poetica di Ornella, uscita a marzo per la Zephyro Edizioni, è infatti dedicata al cuore dell’autrice, a sua volta dedicato a un cuore d’uomo, a un incontro, cioè, che – nel bene e nel male – ha plasmato il suo percorso, marcato la sua anima, maturato i suoi grappoli d’amore. Ascoltate:
 
Sei arrivato a me
per il mio bene:
ho riconosciuto te come
mia casa;
mi hai sconvolto il Cuore!
(p.145)
 
Nel rifugio di fiori, insetti, cieli e finestre dove ora vive con la madre anziana, ella pensa, soffre, e scrive.
 
Ritrovo
perché lo voglio
il puro cristallo della tenerezza
e mantengo
il limpido bersaglio dell’Amore.
Anche se soffro, anche se piango.
Io so
quando il cuore esulta,
quando riprende il fuoco;
lo so, perché è un torpore di luce
il risveglio,
non come oggi che mi pesa il Cuore,
che non ho gambe né braccia.
(p.126)
 
Non mi consegno più agli Uffici del Mondo,
calpesto altro suolo.
Tra la vertigine del Silenzio
un pensiero si sfrena nella Luce.
(p.99)
 
“Siamo accesso al creato, facciamo parte della natura; siamo acqua, aria, terra e fuoco.” Questo scrive Mereghetti ad intro del suo libro, un libro senza filtri, senza schermi; scritto per “uscire dall’ombra”, seguendo la Poesia, per svuotarsi, forse, quotidianamente, di tutti i ghirigori emotivi che la infiammano dentro.
E dei quattro elementi citati è certamente quello del FUOCO a predominare sugli altri, abbinato a contesti e termini plurimi: tante, tantissime volte compare l’ambito semantico della fiamma.
Quanto ai ricordi, essi vengono definiti “un pensiero d’acqua”. Ad essi l’autrice ricorre, quasi ossessivamente, come quando da bambini si prendevano gli scivoli in piscina fino allo sfinimento, in un gioco/corsa che subiva il fascino ipnotico della ripetizione…
E lei continua a narrarseli, difatti, a rianimarli, parlando all’amato così: “Soave frutto sul ramo tu stai,/ così distanti, queste mie mani.” (p.34) E ancora:
 
Quale misteriosa avventura
l’amarti, ti dici incapace d’amore
ma sei l’infuocato segnale
della mia incontenibile gioia.
(p.48)
 
Sprofondo nella linfa soave del tuo Amore,
ma questa volta non so se riuscirò a risalire,
soffro per la bellezza che mi hai fatto toccare
e che continua a bruciare, dentro a questo esilio.
(p.39)
 
Esilio, sì, perché a questa coppia non è dato restare insieme, ed è così, che in questa distanza da lui per varie ragioni, l’autrice si ritrova ad intensificare la relazione con Dio, come si può facilmente intravvedere in queste righe:
 
Sosto, vigile,
accanto al fuoco di Dio:
lascio parlare la natura.
Sosto, vigile,
Ti porto il dolore, Ti guardo
e ogni pena si dilegua.
Mi faccio piccola
e nella preghiera
io sento che mi rendi possibile
qualsiasi volo.
(p.137)
 
Ornella non si arrende, dunque: non vuole mollare, né dimenticare.
Certo, a volte il sogno e la speranza si mutano in illusione, ma più spesso è la certezza che ha coltivato in cuore a esondarle dal petto, imprimendosi nelle parole.
La certezza di essere stata riempita, e non frammentata, dall’esperienza di questo amore, per il quale ha affrontato burrasche e dolori, ma che ora pare indurla anche su altri sentieri: quelli dell’indulgenza e della pace.
 
Osservo
i papaveri e il grano che a breve
sarà onda.
Avanzo nell’età che mi fa i capelli d’argento.
É una docile strada la vita.
Evito buche, scanso le bombe
stringo un ramo d’ulivo.
La mia Anima tenera canta.
Oltre la Notte allungo il mio profilo
attraverso lo stagno scuro
e sono libellula che danza.
(p.133)
 
Ciascuno di noi è un seme d’infinito. Che ci sia per tutti, una zattera di salvezza, a cui restare appesi, in questa intensità, ai limiti del vuoto.
 
                                                                                                                                             Bologna, 5/4/2021 – Miriam Bruni

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